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Ghali ospite da Fazio a “Che tempo che fa” ma finisce male: cosa succede dietro le quinte

Ghali ospite da Fazio a “Che tempo che fa” ma finisce male: cosa succede dietro le quinte

Ghali Amdouni, noto semplicemente come Ghali, è un rapper e produttore discografico italiano. Classe 1993, il ragazzo è finito al centro della polemica subito dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo per aver detto delle frasi in diretta su Rai 1, schierandosi semplicemente contro la guerra. Domenica scorsa, Fabio Fazio ha ospitato Ghali a Che tempo che fa, dove ha parlato della sua esperienza sanremese. Insieme a lui c’era l’alieno Rich Ciolino che ha commentato l’episodio suggerendo a Fabio Fazio le cose da dire parlandogli all’orecchio. Sembra che nelle ultime ore sulla piattaforma X si sia scatenata una polemica a riguardo di alcuni filmati del dietro le quinte di Che Tempo Che Fa. (Continua a leggere dopo la foto)

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Ghali ospite a “Che tempo che fa”: il dietro le quinte

Domenica scorsa, Fabio Fazio ha ospitato Ghali a Che tempo che fa, dove ha parlato con l’artista di questa sua rinascita musicale arrivata grazie al Festival di Sanremo 2024 ma anche delle polemiche causate sulla Rai a causa del suo “stop al genocidio” pronunciato dal palco dell’Ariston durante la serata finale di Sanremo. Insieme a lui c’era l’alieno Rich Ciolino che ha commentato l’episodio suggerendo a Fabio Fazio le cose da dire parlandogli all’orecchio. Sembra che nelle ultime ore sulla piattaforma X si sia scatenata una polemica a riguardo di alcuni filmati del dietro le quinte di Che Tempo Che Fa. La conversazione, aspramente criticata dai vari utente, sarebbe avvenuta tra Ghali e Fabio Fazio. In particolare il conduttore avrebbe “provato” la famosa scena di Rich Ciolino. Ma avrebbe detto a Ghali di dire solo “stop, stop, stop a tutto”, niente di più. Ecco perchè i telespettatori non hanno particolarmente apprezzato il dietro le quinte del programma. (Continua a leggere dopo la foto)

La critica della Lucarelli

L’omissione durante l’intervista di Ghali a Che tempo che fa delle parole «genocidio», «Israele» e «Gaza» è stata notata anche da Selvaggia Lucarelli, la quale ha commentato il tutto così: “Con la sua aria candida e fintamente inconsapevole di quale fosse il tema sollevato da Ghali e Dargen a Sanremo (Gaza e il genocidio in atto) con tanto di lettura di comunicato e reazioni di Israele, Fazio ha finto che la questione fosse solo la PACE. Un concetto neutro eh, che avete capito. E ha finto anche stupore nell’assistere all’agitazione altrui. Quell’ “ALTRUI” però è rimasto senza nome, nonostante un nome lo avesse, e cioè “Israele””. Lucarelli poi ha definito Fazio “imbarazzante” per essersi “arrogato il diritto di riassumere LUI ciò che avrebbe detto Ghali, affermando che non c’è nulla di strano nel pronunciare le parole “guerra” o “massacro”, quando Ghali a Sanremo ha detto una parola molto più precisa, e cioè “genocidio”. Della serie nel mio programma la parola genocidio non si pronuncia, altrimenti non si può fingere di non sapere di cosa si stia parlando, altrimenti non si può evitare di pronunciare le parole “Gaza” e “Israele”. Altrimenti non si può fingere stupore”.

In quella “atmosfera da parrocchia di campagna”, ha incalzato Lucarelli, il conduttore di Che tempo che fa “ha recitato la parte di Alice nel paese delle meraviglie. GENOCIDIO, Fazio. Si era detto “GENOCIDIO”. Non “w la pace e abbasso le guerre”. E no, non è un concetto semplice da temino delle elementari”. La Lucarelli ha poi aggiunto che “convertire l’espressione in “guerra” è una scelta molto precisa, che riporta il conflitto su una scala diversa, con una valenza giuridica diversa. Non aveva neppure senso buttare la questione nel calderone dell’immigrazione (i respingimenti) e degli slogan leghisti (aiutiamoli a casa loro), che nulla c’entrano con quello che accade a Gaza. Parole dette solo per annacquare un messaggio e non irritare Israele, perché se si sta parlando di TUTTO, si sta parlando di niente. Il finto stupore, Fazio, va bene per le gag con Luciana Littizzetto, non per un genocidio”.