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Filippo Turetta, scoppia la protesta in carcere: gli altri detenuti sono furiosi

Filippo Turetta, scoppia la protesta in carcere: gli altri detenuti sono furiosi

Filippo Turetta si trova in carcere da più di un mese, accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin. Il ragazzo è ancora nella sezione infermeria del penitenziario di Verona, dove è in osservazione. In cella vi è un altro detenuto anziano che gli fa da tutore, per evitare che compia gesti autolesionistici. Nonostante siano ormai trascorsi due mesi dall’omicidio, Turetta è ancora in attesa di una valutazione finale per passare a una sezione normale, dove inizierà la sua “vera” vita da detenuto. Intanto, l’associazione Sbarre di Zucchero ha recentemente denunciato i problemi che ha creato l’arrivo di Turetta, mettendo in luce le disuguaglianze tra i detenuti nel carcere di Montorio. (Continua dopo le foto)

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Filippo Turetta “privilegiato”, la protesta nel carcere di Verona

L’associazione Sbarre di Zucchero, rappresentata da Monica Bizaj, Micaela Tosato e Marco Costantini, ha sottolineato le disparità di trattamento all’interno del carcere tra Filippo Turetta e gli altri carcerati. L’associazione aveva già lamentato questa situazione dopo una settimana dall’arrivo del 21enne al carcere: al ragazzo erano stati concessi dei privilegi, come quello di vedere i genitori fuori dall’orario delle visite, soltanto perché l’attenzione mediatica sul caso era altra. Adesso Monica Bizaj, ha sottolineato che la situazione non è cambiata: all’interno del carcere di Verona Filippo Turetta resta un privilegiato. Per quale motivo? (Continua dopo le foto)

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Perché Filippo Turetta è privilegiato rispetto agli altri detenuti

La situazione di Turetta ha sollevato malumori all’interno del carcere di Verona, soprattutto tra i detenuti, ma anche tra parenti ed avvocati. Recentemente, tre persone si sono suicidate nella struttura ma nessuno avrebbe dato importanza alla cosa. Per questo l’associazione Sbarre di Zucchero ha deciso di rompere il silenzio. “Davanti alla perdita di 3 giovani vite abbiamo deciso di agire davanti al differente trattamento detentivo riservato a Turetta. C’è chi può trascorrere il tempo giocando con la PlayStation e c’è chi viene abbandonato in una cella di isolamento, con le mura imbrattate di escrementi ed allora vogliamo capire perché esistano dei privilegi, perché un diritto se non è per tutti diventa un privilegio a tutti gli effetti e noi non possiamo e non vogliamo far finta di nulla”, ha dichiarato Monica Bizaj. “In un carcere dove manca praticamente tutto, dalle occasioni lavorative fino all’assistenza medica e docce per tutte le sezioni, c’è una sezione con a disposizione la consolle dei videogiochi. In tutte le altre sezioni regna il nulla più disperato, tanto disperato da portare al suicidio”, la protesta della direttrice dell’associazione. (Continua dopo le foto)

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La risposta della direttrice del carcere

La direttrice del carcere di Montorio ha smentito qualsiasi “favoritismo” nei confronti di Turetta. “I detenuti che come lui sono in infermeria non hanno le occasioni di socialità degli altri, pertanto hanno accesso a una Playstation. Questo non è un privilegio. Di Playstation ne arriveranno altre a breve”, la nota del carcere. Quindi Filippo Turetta in realtà non sarebbe soggetto ad alcun trattamento di favore. “La popolazione carceraria non avrebbe acconsentito ad agevolazioni di favore rispetto ad altri”, riporta Fanpage.