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“C’è posta per te”, Mariagrazia e Raffaella vedono il padre dopo 50 anni: finisce male

Persone comuni che devono affrontare delle situazioni problematiche raccontano le loro storie, tentando di fare ammenda dei loro errori e sperando di riappacificarsi con i propri cari. Sono queste le caratteristiche alla base del noto programma di Canale 5 di Maria De Filippi, C’è posta per te. Ogni sabato sera le storie raccontate su Canale 5 fanno compagnia al pubblico da casa, che si emoziona o arrabbia con i vari protagonisti commentando il tutto sui social. Ieri sera, 24 Febbraio 2024, Maria ha raccontato la storia di Mariagrazia e Raffaella che hanno rivisto il padre dopo 50 anni: ecco che cos’è successo. (Continua a leggere dopo la foto)

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“C’è posta per te”, Mariagrazia e Raffaella vedono il padre dopo 50 anni: finisce male

Durante la puntata di sabato 24 Febbraio 2024 di C’è Posta per Te, il programma condotto da Maria De Filippi su Canale 5, Mariagrazia e Raffaella hanno raccontato di voler conoscere il padre biologico, Renato, sparito per 50 anni dalla loro vita, poco dopo la nascita delle due donne (50 e 51 anni). L’ultima volta che l’uomo ha visto la loro mamma è stato in ospedale, quando lei gli ha raccontato che il secondogenito era un’altra bambina. Qualche anno dopo la madre ha incontrato Giuseppe che ha fatto da padre a Mariagrazia e Raffaella. Del padre hanno solo una fotografia di quando erano piccole, ma ora vogliono delle risposte. Arrivato in studio, l’uomo si è ritrovato davanti due donne, che ha subito riconosciuto facendole parlare: “Buonasera signor Renato, immagino che lei non abbia assolutamente idea di chi sono io e la persona al mio fianco”, ha detto Mariagrazia. Lui ha risposto di poter immaginare chi siano, ma di non averne la certezza, e quest’ultima, dopo avergli detto il suo nome, ha aggiunto: “Porto il suo cognome da sempre. Sono passati 50 anni e non sappiamo nulla di lei. Sono qui per chiudere un cerchio. Guardo C’è Posta per te da sempre: mi aspettavo che un postino arrivasse a casa mia, ma non è mai accaduto. Avrebbe dovuto mandare lei una busta a me. lle chiedo gentilmente di non scappare via, come ha fatto in passato. Grazie”. Raffaella ha aaggiunto: “Quando sono nata lei è venuto in clinica. Mia madre le ha detto che ero una femmina e lei ha esclamato: “Ah, un’altra femmina” e poi se ne è andato. Da allora non so più nulla di lei. Io sono molto arrabbiata, noi ci sentiamo figlie abbandonate”.

Ad un certo punto è arrivata una delle domande più importanti: “Si è mai chiesto come siamo cresciute io e Raffaella? Se stavamo male, se eravamo insieme”. Renato, dopo aver visto alcune foto di quando le due figlie erano piccole, ha ammesso: “Non le ho mai viste… Non sapevo nulla di loro. Nel ’71 io avevo 20 anni, ero uno scapestrato… È vero, io andavo dietro a molte donne anche quando ero sposato con loro madre ed è per questo che è successo un casino. Suo padre voleva che tornasse a vivere con lui, ma io ho un’altra storia da raccontare, il mio pensiero, anche dopo mezzo secolo, sull’abbandono. Io lavoravo, avevo un buon salario e per la separazione mi avevano chiesto più della metà dei soldi per gli alimenti. La cosa più brutta è accaduta quando vostro nonno e uno dei suoi figli, vedendomi a braccetto con un’altra donna, mi hanno raggiunto correndo, non sapevo se avessero un coltello. Da lì in poi ho avuto paura. Prima sono sceso a Lecce dai miei genitori e poi mi sono trasferito in Svizzera per fare calmare le acque”.

“Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva”