x

x

Vai al contenuto

Lino Banfi, finisce male per il suo gruppo social: la reazione è inaspettata

Lino Banfi, finisce male per il suo gruppo social: la reazione è inaspettata

L’amatissimo attore italiano Lino Banfi vs il magnate dei social media, Mark Zuckerberg. Quello che sembrava un innocente gruppo di fan su Facebook dedicato all’attore si è trasformato in una controversia sui limiti dell’espressione e della censura online. Una lettera indirizzata al Corriere della Sera da parte di Banfi stesso rivela una reazione che, forse, nessuno si sarebbe aspettato.

Leggi anche: Massimo Segre rompe il silenzio dopo il video scandalo

Leggi anche: Tragedia in barca, un bimbo di 3 anni cade e muore in modo atroce

Lino Banfi contro Mark Zuckerberg

Inizia tutto con un gruppo su Facebook chiamato “Noi che amiamo Lino Banfi official”, creato e gestito da Calogero Vignera. Questo gruppo, con oltre 27 mila membri, è diventato un luogo virtuale dove i fan di Banfi condividono idee, video, e messaggi, tutti in un linguaggio che ricorda le espressioni tipiche dell’attore. Questo gruppo è divenuto una vera e propria oasi virtuale per gli ammiratori di Lino Banfi, di diverse età e provenienze, che condividevano la passione per le sue gag e le sue performance comiche. Tuttavia, la situazione ha preso una svolta inaspettata quando il gruppo è stato disabilitato. Secondo quanto riportato, il motivo di questa chiusura sarebbe stato il mancato rispetto degli standard della community di Facebook. Le espressioni linguistiche caratteristiche di Lino Banfi, che fanno parte del suo repertorio comico, sono state ritenute volgari dagli algoritmi del social network. Questo ha portato alla disattivazione del gruppo, costringendo i membri a dover ricominciare da capo.

Leggi anche: Giorgia Soleri, lo scatto hot sui social scatena i fan: “C’è chi ha zoomato e chi mente”

Leggi anche: Benedetta Rossi in lacrime sui social: l’annuncio da brividi spiazza i fan

Banfi al Corriere della Sera

Lino Banfi stesso ha deciso di intervenire sulla questione, scrivendo una lettera aperta al Corriere della Sera. Nella lettera, l’attore inizia rivolgendosi al direttore del giornale: “Caro direttore, ti scrivo pregandoti di farmi da tramite al «nostro quotidiano». Mi permetto di usare il termine «nostro» perché dopo sessant’anni che lo leggo ogni mattina lo sento anche un po’ mio e posso pure pregiarmi dell’amicizia del nostro editore, il grande URBÉNO! Insomma, cerco di spiegare meglio: da circa sette anni esiste un gruppo Facebook che si chiama “Noi che amiamo Lino Banfi” ideato e coordinato da Calogero Vignera. E sono davvero tante le persone di tre generazioni e di inizio di una quarta, che fanno e pubblicano cose bellissime in mio onore — il buon Calogero potrebbe ben dettagliare — e cosa succede? Si iscrivono decine di migliaia di fan di tutte le età e zac, arriva il signor Zuckerberg che ordina ai suoi algoritmi italiani: “Chiudete subito Banfi!””. Il comico continua spiegando: : “E tutto questo perché i miei ammiratori si scambiano idee, video, messaggi, usando il linguaggio banfiota e in questo linguaggio ci sono esclamazioni come “Porca putténa, disgrazieto maledetto, ti metto l’intestino a tracollo”… Quest’ultima volta la chiusura è stata motivata dall’esclamazione “Picchio De Sisti”! Tutto viene cancellato, il gruppo annullato e si deve ricominciare da zero». [] Arrivati a questo punto, se vuole la guerra, mi sfogo! CHEZZO! CHEPO DI CHEZZO! Ti metto i menischi nella scapolomerale! Ti spezzo il capocollo e te lo metto a tracollo! PORCA PUTTÉNA pertre volte e, dulcis in fundo: MI SONO ROTTO LE PELLE. E adesso fatemi pure arrestare. Grazie per l’attenzione, Direttore, con i miei più cordiali saluti, suo Lino Banfi”.