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Kata scomparsa, conto alla rovescia per la verità: le parole del procuratore

Kata

Il quotidiano La Nazione ha intervistato il procuratore Tescaroli, che si occupa del caso della scomparsa di Kata, per fare il punto della situazione. La bimba di 5 anni è scomparsa lo scorso 10 giugno 2023 nel pomeriggio. Nessuna traccia di lei dopo le 15. Cosa le è successo? La piccola si trovava nel cortile dell’ex hotel Astor a giocare con gli altri bambini quando è scomparsa nel nulla. A che punto sono le indagini? (Continua dopo le foto)

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Il punto delle indagini sulla scomparsa di Kata

La prima domanda è diretta. Kata è morta? “Speriamo di no”, afferma il procuratore. Già da questa affermazione si può capire che le indagini non stanno andando come sperato. Tescaroli ha spiegato che non è arrivata nessuna richiesta di riscatto. “Non sono giunte richieste per il rilascio della bambina. A nessuno, sotto alcuna forma. Nessuna richiesta esplicita”. Quindi cosa può essere successo alla bimba? “Continuiamo a vedere e rivedere, a studiare i filmati delle telecamere degli impianti di videosorveglianza. Abbiamo cercato e cerchiamo gli elementi obiettivi, oggettivi, da valutare nel loro insieme. Niente fantasticherie”, ha spiegato il procuratore. (Continua dopo le foto)

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Cos’è successo a Kata

Ancora non è certo il motivo del rapimento ma le ipotesi sono due. La prima è la più gettonata sin dai primi giorni. Qualcuno ha rapito Kata per questioni interne all’occupazione dell’ex hotel, qualche conto in sospeso con qualche suo familiare. Ma cosa ne ha fatto della bambina? C’è un’altra ipotesi che al momento nessuno si sente di escludere: la pedofilia. “Nonostante l’estrema prudenza, il totale riserbo del procuratore aggiunto Luca Tescaroli che dirige l’indagine con il sostituto procuratore Christine Von Borries e l’altro collega Giuseppe Ledda, la sensazione è che a parziale conclusione di un percorso investigativo inizialmente caotico, poi più coerente e rigoroso, possa aprirsi uno spiraglio investigativo”, fa sapere il procuratore. (Continua dopo le foto)

L’errore iniziale

“Le indagini sono state viziate da una falsa partenza“, ha affermato il procuratore. Ci sono stati degli errori iniziali, senza quelli forse la faccenda sarebbe stata più semplice da risolvere. “La madre di Kata, tornata dal lavoro, ha denunciato formalmente la sparizione verso l’ora di cena. Ed è andata persa una parte di quelle fatidiche prime 24 ore. Le più importanti. Poi il contesto: lo stabile dove vive Kata sgomberato soltanto una settimana più tardi. Controlli e perquisizioni non sono avvenuti in condizioni ottimali”, ha concluso Tescaroli.