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Luigi Berlusconi non è citato nel testamento del padre: cosa deve fare ora

Luigi Berlusconi non è citato nel testamento del padre: cosa deve fare ora

Luigi, il figlio non viene citato nel testamento di Berlusconi: ecco cosa succederà ora – Si continua a parlare molto del testamento dell’ex presidente del consiglio e fondatore di Forza Italia. Luigi Berlusconi non è stato menzionato dal padre Silvio in un passaggio chiave: quello dei lasciti a Marta Fascina, Marcello Dell’Utri e Paolo Berlusconi. Paolo D’Agostino, avvocato esperto di successioni, in un’intervista concessa a «Fanpage», ha spiegato cosa significa.

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Luigi Berlusconi non è citato nel testamento del padre: cosa deve fare ora

Due sono i nodi del testamento del Cavaliere: in una delle lettere scritte a mano che compongono il testamento il figlio Luigi Berlusconi non è stato menzionato; la seconda questione, è incentrata sulla compagna dell’ex premier Marta Fascina: potrà continuare a vivere nella villa di Arcore? Sul delicato tema è intervenuto Paolo D’Agostino, avvocato e membro della commissione Successioni dell’Ordine degli avvocati di Roma. Il testamento di Berlusconi è stato composto nell’arco di sedici anni, con aggiunte progressive. Nell’ultima, quella del 2022, il testo scritto a mano diceva: “Cara Marina, Piersilvio, Barbara e Eleonora. Sto andando al San Raffaele. Se non dovessi tornare, vi prego di prendere atto di quanto segue. Dalle vostre eredità di tutti i miei beni dovreste riservare queste donazioni a: Paolo Berlusconi, euro 100 milioni; Marta Fascina, euro 100 milioni; Marcello Dell’Utri, euro 30 milioni”. Manca dunque il figlio Luigi Berlusconi, il cui nome è presente però nel documento del 2006: “Lascio tutto il resto (con l’esclusione delle azioni di Fininvest, ndr) in parti eguali ai miei cinque figli Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi”. (continua a leggere dopo le foto)

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Luigi Berlusconi, il suo nome non c’è nel testamento: il riferimento è all’aggiunta del 2022

Cosa vuol dire? Luigi Berlusconi avrà degli oneri in meno: “Parlando in generale, quello che è stato fatto nel testamento si chiama legato: una disposizione particolare che va a un soggetto ben determinato. In questo caso, il legato è posto come onere su alcuni degli eredi. Tutti tranne uno”, ha spiegato a «Fanpage» l’avvocato Paolo D’Agostino. “Quindi, tutti gli eredi che sono stati menzionati dovranno contribuire pro quota alla soddisfazione dei legati, per quanto riguarda tutti e tre i beneficiari, come prevede l’articolo 662 del Codice civile”. Insomma, la mancata citazione del giovane è in realtà un ‘favore’ nei suoi confronti. Gli altri quattro figli dovranno contribuire, in proporzione all’eredità che hanno ricevuto, a versare complessivamente 230 milioni di euro a Marta Fascina, Paolo Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Il quinto figlio manterrà la sua quota intatta. (continua a leggere dopo le foto)

Marta Fascina potrà continuare ad abitare ad Arcore?

Le ragioni per cui Luigi Berlusconi sia stato escluso non sono chiare e forse non le sapremo mai. Qualcuno parla di una presunta antipatia del ragazzo nei confronti della giovane compagna del padre: Marta Fascina. Ad ogni modo, per l’avvocato D’Agostino non ci sono gli estremi per impugnare il testamento. Veniamo ora all’altro nodo da sciogliere: Marta Fascina potrà restare nella villa di Arcore? “Il diritto di uso e abitazione della casa familiare è un legato ex lege, quindi un legato previsto espressamente per legge. Ma questo riguarda solo il coniuge”, ha specificato l’avvocato. “Fascina, da come ho capito, non è stata riconosciuta in alcun modo in maniera legale: né tramite matrimonio né tramite unioni civili”, ha aggiunto. Berlusconi avrebbe potuto comunque concedere alla compagna il diritto di abitare a Villa San Martino: “Se fosse stato scritto nel testamento, si poteva tranquillamente fare. Anche questo è considerato un legato, magari impegnando l’assegnatario dell’immobile a far godere la Fascina dell’immobile per i prossimi 10, 15, 100 anni, o fino alla data della sua morte”. Insomma, tale decisione è ora nelle mani dei figli del defunto.