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Stupro a Palermo, Ermal Meta dice la sua ma viene sommerso dalle critiche

Stupro a Palermo, Ermal Meta dice la sua ma viene sommerso dalle critiche

A Palermo una ragazza di 19 anni ha denunciato di aver subito uno stupro di gruppo da parte di 7 giovani. Prima della presunta violenza, la giovane sarebbe stata fatta ubriacare. Una vicenda che ha sconvolto tutti. Molti sono rimasti scioccati dalla vicenda e alcuni vip hanno anche voluto fare un proprio commento personale. Uno di loro è Ermal Meta, che espresso la propria opinione sulla vicenda via Twitter. (Continua dopo le foto)

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Lo stupro di gruppo a Palermo

Sette ragazzi tra i 18 e i 22 anni hanno commesso uno stupro di gruppo a Palermo ai danni di una ragazza di 19 anni. I molestatori ora sono accusati di violenza sessuale di gruppo. Durante gli interrogatori, molti dei ragazzi hanno sminuito il loro ruolo nella vicenda, mentre altri hanno detto che la vittima in realtà era consenziente. Una tesi che sembra contrastare con le immagini delle telecamere di videosorveglianza. La giovane appare ubriaca, sorretta e trascinata a forza verso la zona dove si sarebbe consumato lo stupro. Il fatto ha scioccato tutti e Ermal Meta è stato piuttosto brutale nel commentare la vicenda. (Continua dopo le foto)

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Il commento di Ermal Meta alla vicenda dello stupro di gruppo

Il cantautore ha pubblicato un pensiero a proposito dell’atroce vicenda che ha diviso i fan. “Lì in galera, se mai ci andrete, ad ognuno di voi ‘cani’ auguro di finire sotto 100 lupi in modo che capiate cos’è uno stupro. Conosco persone, donne, che da uno stupro non si sono riprese mai più. Che scattano in piedi appena sentono un rumore alle loro spalle, che non sono più riuscite nemmeno ad andare al mare e mettersi in costume da bagno come se non avessero nemmeno la pelle – prosegue il cantante nel suo post -. Vogliamo salvare e recuperare un branco? Ok, sono d’accordo. Ma come salviamo una ragazza di 19 anni che d’ora in poi avrà paura di tutto? Perché la responsabilità sociale la sentiamo nei confronti dei carnefici e non in quelli della vittima? Se c’è una qualche forma di responsabilità collettiva nei confronti dei carnefici, allora dovremmo provare a sentirci responsabili anche per quella ragazza e per tutte le vittime di stupro perché è a loro che dobbiamo veramente qualcosa, sono le vittime che vanno aiutate a ricostruire la propria vita”, ha concluso. Non tutti però hanno gradito le parole di Ermal Meta. (Continua dopo le foto)

Ermal Meta, le critiche per il commento allo stupro di Palermo

“Voi che avete migliaia di follower non mandate questi messaggi atroci”, ha commentato un utente. “È molto importante il concetto di responsabilità collettiva rispetto alla vicenda dello #stupro di #Palermo. E la differenza con la colpa. Basta leggere le risposte sotto a questo tweet orribile di @MetaErmal per capire quanto il problema sia nella società in cui viviamo”, scrive qualcun altro. Ermal Meta ha risposto a tono spiegando che in questo caso bisogna difendere a spada tratta soltanto la vittima di violenza perché ciò che le è stato fatto è atroce. Inoltre ha aggiunto che i colpevoli meritano una severa punizione. “Se l’educazione (compito della famiglia) non funziona prima, deve funzionare la punizione dopo, proprio per difendere la collettività che tanto ti sta a cuore. Esporsi non giova mai a nessuno, ma non riesco a non mettermi nei panni della vittima e a non sentirmi male per lei. Colpa mia. Voi che avete la verità in tasca continuate pure a illuminare il mondo”, la replica del cantante.