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Uccise il fidanzato con 108 coltellate: poco fa la clamorosa sentenza

Uccise il fidanzato con 108 coltellate: poco fa la clamorosa sentenza

Nel 2018 uccise il fidanzato con ben 108 coltellate dopo aver fumato marijuana. La ragazza all’epoca 27enne, ebbe un attacco di panico e andò in bagno. Una volta uscita prese un coltello e si gettò contro il ragazzo. Quando arrivò la polizia trovò la donna coperta di sangue, in preda a un pianto isterico accanto al corpo del fidanzato, che ancora impugnava il coltello. Quando gli agenti cercarono di disarmarla, probabilmente ancora sotto shock, si conficcò il coltello alla gola. Sono passati circa 6 anni da quell’orribile delitto e oggi è arrivata la sentenza del giudice.

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Uccise il fidanzato: la dinamica dei fatti

Bryn Spejcher era stata arrestata dopo che il 28 maggio 2018 ha ucciso con 108 coltellate il fidanzato Chad O’Melia. Secondo le ricostruzioni, il ragazzo aveva fatto fumare alla giovane un bong di marijuana, all’interno del quale aveva però inserito altre sostanze allucinogene. La donna, dopo ave fatto un tiro stava bene, così il ragazzo ha insistito che facesse un altro. In seguito a quel tiro la ragazza ebbe un crollo, andò in bagno e successivamente prese un coltello e uccise il fidanzato. Le forze dell’ordine avevano trovato Spejcher ancora nell’abitazione, coperta di sangue, con in mano l’arma del delitto. Dopo anni di carcere per Bryn è arrivata la clamorosa sentenza. (continua dopo la foto)

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La sentenza del giudice

Bryn Spejcher, oggi 33enn, era stata arrestata per la morte del fidanzato Chad O’Melia, con il quale aveva iniziato da poco una relazione. Martedì scorsa il giudice della Corte superiore della contea di Ventura in California, David Worley, ha stabilito che la ragazza “non aveva alcun controllo sulle sue azioni” quando ha commesso l’orribile delitto, nel suo appartamento di Thousand Oaks.

Secondo la legge della California, una persona è considerata responsabile delle proprie azioni quando è alterata da droghe o alcol, a meno che la sua intossicazione non sia involontaria. I legali della donna, infatti, hanno sempre sostenuto che la loro cliente non è mai stata una fumatrice esperta di erba e che il giorno dell’omicidio era rimasta “involontariamente intossicata“. Così il giudice ha condannato la donna a due anni di libertà vigilata e a svolgere 100 ore di servizio alla comunità. (continua dopo la foto)

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Il commento del padre di Chad

“Le mie azioni hanno fatto a pezzi la vostra famiglia. Sono distrutta e addolorata per questo”, ha detto Bryn in aula, mentre piangeva. Il padre di Chad O’Melia, Sean, non ha provato compassione per la donna che ha ucciso suo figlio e ha puntato il dito contro il giudice accusandolo di aver creato un “pericoloso precedente la sentenza emanata“. Poi il padre della vittima ha dichiarato: «Il giudice ha appena dato la licenza di uccidere qualcuno a tutti coloro che fumano marijuana nello Stato della California