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La Cina sperimenta una variante mortale: l’allarme degli scienziati

La Cina sperimenta una variante mortale: l’allarme degli scienziati

Il Covid-19 (acronimo dell’inglese COronaVIrus Disease 19), conosciuto anche come malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2 o malattia da coronavirus 2019, è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus. I primi casi accertati a Dicembre 2019 sono stati riscontrati in Cina. Poi con una velocità soprendente si è diffuso in tutto il Mondo. In queste ore, delle nuove notizie decisamente preoccupanti sono giunte dalla Cina: dopo cinque anni dal Covid il paese starebbe sperimentando un nuovo virus mortale: gli scienziati sono decisamente preoccupati. (Continua a leggere dopo la foto)

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La Cina sperimenta un nuovo virus mortale: l’allarme degli scienziati

La Cina, come riportato da The social post, starebbe sperimentando un nuovo coronavirus simile a quello del Covid che avrebbe“un tasso di mortalità del 100% nei topi”. La nuova variante killer del Covid, nota come GX_P2V, è stata inizialmente scoperta nel 2017 nei pangolini malesi e conservata poi in un laboratorio di Pechino. In seguito è stata sperimentata su topi geneticamente modificati per renderli “umanizzati” provocando la morte di tutti i roditori entro otto giorni. Nello studio condotto su questa nuova variante del Covid, come riportato anche da Fanpage, coordinato da Lai Wei, Shuiqing Liu e Shanshan Lu del College of Life Science and Technology dell’Università di tecnologia chimica di Pechino, si legge che “il coronavirus del pangolino correlato alla SARS-CoV-2, GX_P2V (short_3UTR) ha provocato una mortalità del 100% nei topi hACE2, potenzialmente collegata all’insorgenza di un’infezione cerebrale tardiva”. Ovviamente i dati emersi da questi studi stanno mettendo in agitazione la comunità scientifica. (Continua a leggere dopo la foto)

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Allarme nella comunità scientifica

Sempre dallo studio, stando alle parole dei ricercatori, è emerso che “entro il 7° giorno dall’infezione, i topi mostravano sintomi come piloerezione (pelle d’oca, ndr), postura curva e movimenti lenti, e i loro occhi diventavano bianchi”. Lo studio cinese sulla nuova variante Covid ha inevitabilmente messo in allarme la comunità scientifica mondiale. Su X il dottor Gennadi Glinsky, professore in pensione della School of Medicine di Stanford, ha affermato: “Questa follia deve essere fermata prima che sia troppo tardi”. Anche il professor Francois Balloux, esperto di malattie infettive dell’University College di Londra, ha descritto la ricerca cinese come “uno studio terribile, totalmente inutile scientificamente. Non vedo nulla di vago interesse che si possa apprendere infettando forzatamente una strana razza di topi umanizzati con un virus casuale. Al contrario, vedo come cose del genere possano andare storte”. Richard Ebright, chimico della Rutgers University di New Brunswick, nel New Jersey, ha detto: “Il preprint non specifica il livello di biosicurezza e le precauzioni utilizzate per la ricerca. L’assenza di queste informazioni solleva la preoccupante possibilità che parte o tutta questa ricerca, come la ricerca a Wuhan nel 2016-2019 che probabilmente causò la pandemia di Covid-19, sia stata condotta in modo sconsiderato senza il contenimento minimo di biosicurezza e le pratiche essenziali per la ricerca con un potenziale agente patogeno pandemico”.