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Filippo Turetta, la lettera dei detenuti: cos’è successo in carcere

Filippo Turetta, la lettera dei detenuti: cos’è successo in carcere

I detenuti della sesta sezione-infermeria del carcere di Montorio Veronese dov’è rinchiuso Filippo Turetta hanno scritto una lettera nella quale hanno spiegato la situazione legata alle proteste scoppiate in seguito all’arrivo dell’assassino di Giulia Cecchettin. C’erano state delle lamentele durante le scorse settimane a proposito del trattamento ricevuto da Filippo in carcere, giudicato da alcuni “privilegiato”. Cosa hanno scritto i detenuti nella lettera? (Continua dopo le foto)

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Filippo Turetta, cos’è successo in carcere

Filippo Turetta ora condivide la cella con un altro detenuto, al quale la direzione del carcere ha affidato il controllo perché il ragazzo non compia atti inconsulti. Il ragazzo non ha visto in televisione i funerali di Giulia Cecchettin forse per sua scelta o forse perché così gli è stato consigliato. Risalgono ai primi giorni in carcere le lamentele da parte dell’associazione “Sbarre di zucchero” che aveva registrato le segnalazioni di reclusi e familiari. Il fastidio era dovuto all’alta attenzione verso il nuovo arrivato. (Continua dopo le foto)

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Le lamentele dopo l’arrivo di Filippo in carcere

La vicepresidente Micaela Tosato aveva riportato le segnalazioni dei detenuti. “I ragazzi dentro sono seguiti meno del solito perché, come ha detto un brigadiere al mio compagno, adesso bisogna pensare al nuovo arrivato vip. Che schifo, sono sempre più schifata. E stamattina l’assassino ha il permesso di incontrare i genitori, nonostante non sia giorno di colloqui per la sua sezione”, aveva rivelato lamentandosi anche dei fatto che subito Filippo Turetta aveva ottenuto i libri da lui richiesti. (Continua dopo le foto)

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Filippo Turetta, la lettera dei detenuti del carcere di Montorio

“Non c’è stata alcuna protesta da parte nostra per la consegna dei libri dovuti a Turetta – hanno fatto sapere i detenuti -. Tenendo conto che è indagato per un reato diverso dal nostro, la popolazione carceraria non avrebbe acconsentito ad agevolazioni di favore rispetto ad altri. Vogliamo precisare il disgusto nell’aver visto giudizi in diretta prima che Filippo o qualsiasi indagato fosse sentito, e senza rispetto dei genitori, colpiti entrambi da una violenza psicologica”, hanno fatto sapere in una lettera.