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Record olimpici, chi è Eric Heiden l’atleta delle 5 medaglie oro

Record olimpici: Eric Heiden

Tra i record olimpici e gli anniversari che in queste giornate ci raccontano chi erano i campioni di ieri, è impossibile non ricordare un grande uomo dalle imprese impossibili.

Parliamo di Eric Heiden il campione di pattinaggio sul ghiaccio che il 23 febbraio del 1980 chiudeva la sua Olimpiade riuscendo a vincere ben 5 medaglie d’oro individuali nel pattinaggio durante i Giochi di Lake Placid.

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Sono passati 39 anni da allora. Ecco cosa successe in quell’epica edizione.

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Chi è l’uomo dei record

Eric Heiden è un pattinatore di velocità americano che prese parte nel 1980 alle Olimpiadi invernali di Lake Placid. Si tratta di un atleta che ha avuto una carriera breve ma intensissima riuscendo in quell’occasione a stabilire un record mai più eguagliato da nessuno fino a oggi. Aveva 21 anni. Da quando ne aveva 14 aveva cominciato ad allenarsi seriamente. Nel 1976, a 17 anni, partecipa alla sua prima Olimpiade in Austria. Il miglior piazzamento è nei 1500 metri, dove arriva settimo. Ma il bello arriverà solo 4 anni dopo.

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Gli ori a Lake Placid

A Lake Placid nel febbraio del 1980, Heiden vince 5 medaglie su 5 gare di pattinaggio di velocità. Arriva primo nei 500, nei 1000, nei 1500, nei 5000 e nei 10000 metri. Con la sua tuta da competizione giallo-dorata schizza oltre le curve ghiacciate e fa brillare l’America di una luce potente proprio in quell’occasione competitiva. Immaginatevi solo l’orgoglio di salire sul podio per cinque volte, una delle quali fu immortalata dagli scatti dei fotografi mentre riceveva la medaglia dall’allora Presidente del CIO, Killanin. Infine si racconta che prima della finale dei 10000 metri lo sportivo avesse dormito poco perché eccitato dalla vittoria del team americano di hockey contro l’Unione Sovietica (erano i tempi tesi dalla Guerra Fredda) avvenuta proprio la sera prima. Risultato? Prende comunque l’oro e batte il record del mondo in 14:28.13. Poi commenta: ‘Era l’ultimo record che pensavo di poter battere’. Un campione sì ma che resta umile. Infine, nella sua seconda vita da sportivo – dopo averne passata una sul ghiaccio – è diventato un ciclista professionista prendendo parte anche al Giro d’Italia e al Tour de France.

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