
Il derby di Milano in Coppa Italia ha confermato una verità che, secondo l’analisi di Paolo Condò sul Corriere della Sera, purtroppo per i tifosi rossoneri non può essere ignorata: l’Inter è più forte, e il Milan, nonostante i suoi sforzi, non riesce a stare al passo. La gara, decisiva per il Milan dopo i pesanti scivoloni in campionato, ha visto la squadra rossonera lottare con orgoglio, ma alla fine l’Inter ha mostrato la propria superiorità.
Milan-Inter, il gol di Çalhanoglu e il derby infiammato ancora da un ex. Tutti i precedenti famosi https://t.co/CgxhtBF0p8 pic.twitter.com/0VbsTrdlqD
— Repubblica Sport (@SportRepubblica) April 3, 2025
Il punto che emerge da questa partita è che la distanza tra le due squadre non è così ampia come la classifica suggerirebbe. “Il derby d’andata che rinsaldò Fonseca, la rimonta di Riad che illuse Conceicao, questo pareggio discretamente giocato e altrettanto discretamente lottato”, scrive Condò, “evidenziano che il Milan ha sempre saputo giocarsela“.
La distanza di 20 punti in classifica, secondo il giornalista del Corriere, è eccessiva, anche se senza dubbio l’Inter è più forte. Il tracollo del Milan non può essere giustificato solo da errori occasionali o da cattive scelte tecniche, ma dalla pessima gestione dell’ambiente e dalle mancanze della società durante tutta la stagione. Se gestito meglio, il Milan, infatti, avrebbe potuto essere molto più competitivo.

Fabio Paratici, nuovo direttore sportivo rossonero in pectore, è consapevole che la squadra, se riorganizzata, ha già giocatori che potrebbero fare la differenza. Lo scarso rendimento in campionato e la sfiducia che si è infiltrata nella squadra sono state le principali cause dell’attuale classifica, un gap che, come osservato da Condò, si spiega con l’impegno intermittente e la cattiva gestione.
L’Inter, dal canto suo, ha risposto a ogni attacco rossonero con la stessa forza e reattività che l’ha caratterizzata in questa stagione, indipendentemente dalla partita. La squadra di Inzaghi è sempre stata pronta a reagire, e dopo aver incassato lo svantaggio ha rimontato la partita.
Milan e Inter, la differenza di motivazioni
Un aspetto che Condò evidenzia, è la capacità dell’Inter di creare occasioni pericolose nonostante non stesse giocando ai suoi livelli più alti. “La forza dell’Inter viene riaffermata dalla rapidità con la quale lo svantaggio viene assorbito e rimontato“, scrive Condò, sottolineando che la squadra nerazzurra ha costruito più occasioni in un finale di gara concitato.
Un altro elemento che non può passare inosservato è la grande differenza nelle motivazioni delle due squadre. Per il Milan la Coppa Italia è un obiettivo importantissimo, mentre per l’Inter rappresenta quasi uno “sfizio”, il quarto obiettivo stagionale in ordine d’importanza. La motivazione, dunque, non può essere la stessa.
L’analisi di Condò si conclude con una riflessione sul percorso che attende l’Inter in attesa della partita di ritorno, che si inserisce in un calendario fittissimo per la squadra di Inzaghi. La partita con il Bologna e quella contro la Roma saranno decisive per la lotta scudetto, e Inzaghi dovrà dosare bene le forze come ha fatto ieri, quando all’inizio fra turn over e infortuni ha schierato solo quattro titolari.
Per questo in Mister nerazzurro è dispiaciuto per la grande occasione capitata nel finale a Zalewski, che avrebbe potuto dare all’Inter un vantaggio importante. Invece la semifinale di Coppa Italia rimane aperta, e il ritorno si preannuncia più che mai interessante.
Leggi anche:
- Fra Milan e Inter tutto rimandato alla gara di ritorno: il derby di Coppa Italia finisce pari, Chala riprende i rossoneri
- Derby di Coppa Italia, i “sogni diversi” di Milan e Inter: quanto vale davvero la semifinale