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Michela Murgia, orrore dopo la morte: cosa le hanno fatto

Michela Murgia, orrore dopo la morte: cosa le hanno fatto

Michela Murgia, orrore dopo la morte: cosa le hanno fatto – Se ne è andata nelle scorse ore Michela Murgia, stroncata a soli 51 anni da una grave forma tumorale. Pochi mesi fa aveva parlato pubblicamente della sua malattia. In queste ore in molti stanno commemorando la popolare scrittrice, ma ci sono state anche aspre considerazioni nei suoi confronti. Non pochi anche coloro che, pur avendola criticata ferocemente in vita, l’hanno ricordata per la sua determinazione: dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, alla ministra per il Turismo Daniela Santanché, passando per il leghista Simone Pillon. (continua a leggere dopo le foto)

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Michela Murgia, orrore dopo la morte: cosa le hanno fatto

Michela Murgia in un’intervista per il «Corriere della Sera» aveva svelato di essere affetta da un tumore al quarto stadio, con metastasi “già nei polmoni, nelle ossa, e al cervello”. La scrittrice aveva confessato di aver predisposto tutto in vista della sua morte: “Ho comprato casa, con dieci posti letto, dove stare tutti insieme; mi è spiaciuto solo che mi abbiano negato il mutuo in quanto malata. Ho fatto tutto quello che volevo. E ora mi sposo”. E il 15 luglio scorso, infatti, Murgia si era sposata con il regista e attore Lorenzo Terenzi. Le esequie si svolgeranno oggi pomeriggio presso la Chiesa degli Artisti di Roma. Sarà don Walter Insero, Professore associato alla Pontificia università gregoriana e Cappellano presso la Rai dal 2004, a celebrare i funerali. Il sacerdote ha recentemente celebrato anche i funerali di Gina Lollobrigida, Gigi Proietti, Andrea Purgatori, Maurizio Costanzo e, più in passato, anche di Fabrizio Frizzi. (continua a leggere dopo le foto)

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Vittorio Sgarbi, voce fuori dal coro: “Anche lei diceva un sacco di minchi*ate”

Come dicevamo in apertura sono stati in tanti ad esprimere parole bellissime nei confronti di Michela Murgia, ma c’è stato anche chi avendola attaccata in vita non ha deciso di fare alcun dietrofront. Stiamo parlando di Vittorio Sgarbi, che sui social ha dichiarato: “Non sono un ipocrita, e nel rispetto che si deve a chi non c’è più, e ancor più a chi le ha voluto bene, devo dire che della Murgia donna di cultura conservo un pessimo ricordo”. Il critico d’arte ha poi ricordato quando la scrittrice non spese parole confortanti per il lavoro di Franco Battiato“Quando, per esempio, disse di Battiato: “Scriveva delle minchi*te”. Mi sarei aspettato argomentazioni più profonde invece che una battuta cosi triviale”. Sgarbi ha proseguito: “Ricordo anche quando per puro pregiudizio politico e faziosità, trasformò un saluto militare in un saluto romano. O quando, pochi giorni fa, polemizzando con l’amministrazione di Ventimiglia, ha evocato addirittura “il regime fascista””. (continua a leggere dopo le foto)

Michela Murgia morta: il messaggio sui social di Vittorio Sgarbi

“Ma la Murgia credo che appartenesse a quella schiera di mitizzati intellettuali di sinistra a cui tutto è concesso, anche insultare uno dei più grandi autori e compositori della musica italiana con il compiacimento dei moralisti alla bisogna, pronti invece a scagliarsi contro i sovvertitori del politicamente corretto: penso a giornali militanti come Il Fatto o La Repubblica. Grande rispetto per la sofferenza di questa donna e per la sua morte, ma vedo e leggo messaggi e parole di circostanza che rivelano incoerenza e ipocrisia. Anche la Murgia, quando interveniva nel dibattito politico, diceva un sacco di “minch*ate”. Ricordarlo oggi che non c’è più significa renderle onore con franchezza e lealtà”, ha concluso Vittorio Sgarbi.