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Rasmus Højlund al Napoli: come potrebbe giocare

Rasmus Højlund in campo

Alla fine, sarà Rasmus Højlund a sostituire, almeno temporaneamente, Romelu Lukaku. L’infortunio del centravanti belga si è rivelato piuttosto serio e costringerà la designata prima punta del Napoli a restare ai box almeno fino a dicembre. Il Napoli, evidentemente, non voleva accontentarsi del solo Lorenzo Lucca – anche perché deve disputare ben tre competizioni – ed è perciò corso ai ripari ingaggiando il giovane che abbiamo già imparato a conoscere in maglia Atalanta.

Højlund viene da un’esperienza non positiva al Manchester United: una cosa che, in realtà, non sorprende quasi nessuno, data la nota disfunzionalità dell’ambiente dei Red Devils. Amorim, in particolare, non sembra essere innamorato particolarmente del giocatore danese, che è stato sostanzialmente invitato a fare le valigie.

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Rasmus Højlund approda dunque a Napoli con l’idea di incidere nuovamente nel calcio europeo, puntando a esprimere le proprie capacità in un contesto dove si è tornati a respirare aria di vittoria. Ma come può il classe 2003 incastrarsi nel gioco di Antonio Conte?

Che tipo di attaccante è Rasmus Højlund?

Højlund è un ottimo finalizzatore, nel senso che molto del suo talento offensivo prende corpo quando è libero di involarsi verso la porta e ha uno o più costruttori a sostegno dietro. Ad esempio, nell’amichevole estiva contro il West Ham ha aperto la propria gara con un ottimo tiro su imbeccata di Bruno Fernandes, che gli ha permesso di prendere velocità con la palla al piede. Sa svariare sul fronte offensivo, ha un buon fisico e una tecnica che gli permette di condurre molto bene. Di contro, fatica molto a dialogare nello stretto con i compagni, così come non ama scendere per partecipare alla costruzione. I più attenti si saranno accorti che questo è solitamente quello che Conte chiede dal suo centravanti ideale, di cui è possibile ricostruire un identikit molto preciso e del quale Romelu Lukaku è il modello perfetto. Dunque, come si lega Højlund al gioco del Napoli?

Perchè Højlund al Napoli può funzionare?

Come detto, sappiamo che il centravanti ha un ruolo fondamentale nel gioco di Conte: dev’essere una prima punta abile spalle alla porta, in modo da saper gestire il pallone e attivare i compagni mentre risalgono il campo. Holjund non fa questo tipo di lavoro, e perciò la scelta di prenderlo come sostituto potrebbe sembrare anti climatica in un momento così delicato. Il Napoli, del resto, è la squadra favorita per vincere lo scudetto, e sarà osservato speciale anche in Champions League.

La risposta a questo dubbio, in realtà, ci è stata data dallo stesso Napoli e dal suo acquisto estivo più fulgido: Kevin De Bruyne. Il centrocampista belga è già un elemento centrale nel gioco azzurro e la sua presenza comporta un’inclinazione differente nel piano tattico di Conte: tecnicamente agisce da ala, ma l’effetto immediato che produce è quello di rendere la manovra più ragionata e “di ampio respiro”. Il passaggio diretto alle punte è meno immediato e la rotazione diviene più complessa, con un maggior addensamento della zona del centrocampo. Con spazi più fitti, perciò, è meno necessario coinvolgere la punta in costruzione, ma diventa estremamente sensato avere un attaccante che sappia invece attaccare la profondità e ricevere dei passaggi a terra: ed è qui che entra in gioco Rasmus Højlund.

Ovviamente, tutto ciò dipende dalla tenuta di De Bruyne e da quanto Antonio Conte voglia insistere su questo assetto tattico, che per ora abbiamo visto soltanto con il Sassuolo durante la prima giornata. Tutto ciò, però, porta anche a riflessioni più approfondite: è normale fare un investimento di 45 milioni (dopo i 30 spesi per Lucca) per quello che dovrebbe essere un “rimpiazzo”?  

Le implicazioni di Højlund al Napoli

Arriviamo dunque ad un punto importante: cosa comporta da un punto di vista degli equilibri l’arrivo di Højlund a Napoli? O meglio, quanto nel futuro sta guardando la dirigenza del club partenopeo? Lukaku rientrerà tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, e a giugno avrà 33 anni con solo un altro anno di contratto rimanente. Højlund, di contro, ha 22 anni e tutta la carriera davanti, ma è anche vero che è arrivato al Napoli in prestito. È possibile, dunque, che quella che ad ora sembra una semplice “pezza” all’assenza nasconda in realtà una più approfondita valutazione sul futuro dell’attacco del Napoli, che potrebbe aver già trovato due giovani a cui affidarsi. Di certo è ancora troppo presto per fare un certo tipo di calcoli ma il calcio, si sa, viaggia veramente veloce e bisogna essere pronti a tutto.

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