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Tragedia di Cadore: Angelika Hutter davanti al gip

Tragedia di Cadore: Angelika Hutter davanti al gip

Tragedia di Cadore, la sentenza del Gip sulla donna alla guida – «Deve restare in carcere: ha ucciso 3 persone». Il pm Simone Marcon, che coordina le indagini sull’omicidio stradale plurimo avvenuto giovedì 6 luglio a Santo Stefano di Cadore, chiede la convalida dell’arresto e della misura cautelare in cella per l’investitrice Angelika Hutter. Oggi comparirà di fronte al giudice Elisabetta Scolozzi, chiamata a decidere poi sulla misura cautelare. Venerdì scorso la Hutter ha potuto parlare con il suo difensore d’ufficio, l’avvocato Giuseppe Triolo. In quel drammatico sinistro hanno perso la vita il piccolo Mattia Antoniello, il papà Marco, e la nonna Mariagrazia Zuin.

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Tragedia di Cadore: Angelika Hutter davanti al gip

Angelika Hutter nell’udienza di convalida potrà rispondere alle domande del giudice e, assistita dall’avvocato d’ufficio Giuseppe Triolo, potrebbe dire la sua verità. La donna giovedì alle 15.15 ha falciato sul marciapiede i pedoni a passeggio. Nella tragedia, come dicevamo, sono morti il piccolo Mattia Antoniello, che avrebbe compiuto 2 anni il 16 luglio, il suo papà Marco Antoniello, 47 anni, e la nonna materna Mariagrazia Zuin, 64 anni. L’automobilista pare viaggiasse a grande velocità in un centro urbano, in via Udine a Santo Stefano, dove il limite è di 50 orari. Angelika Hutter dovrà rispondere di omicidio stradale plurimo. Secondo gli accertamenti fatti dalle forze dell’ordine la donna non era sotto l’effetto di alcol o droga, mentre era alla guida. Cosa è successo dunque? In queste ultime ore, come riferisce «Il Gazzettino», era spuntata anche la pista del gesto volontario, ora smentita dal procuratore di Belluno, Paolo Luca: «Se lo sono inventato. Al momento lavoriamo sugli elementi empirici che abbiamo a disposizione, senza anticipare conclusioni che potrebbero essere fuorvianti, come quella del gesto volontario». (continua a leggere dopo le foto)

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L’avvocato Triolo preso di mira da una campagna d’odio

Il difensore della donna, l’avvocato Giuseppe Triolo, è stato preso di mira da una campagna d’odio sui social. Commenti al veleno al limite delle minacce tanto da costringere il presidente della Camera penale bellunese “Odorico Larese”, l’avvocato Massimo Montino, ad intervenire e a dare la sua solidarietà al collega: «Ricordo i principi fondamentali del diritto di difesa, anche costituzionalmente garantiti dall’articolo 24. E ricordo che va assicurata una difesa che garantisca i principi del ragionevole giudizio anche nei reati più efferati quando la colpa sembra già acclarata». Chi ha potuto avvicinare Angelika Hutter dopo l’incidente, racconta di aver avuto l’impressione di una donna senza fissa dimora. Nella sua auto i militari hanno trovato abiti sporchi, coperte, bottiglie d’acqua e persino verdure. Dettagli che lasciano pensare che quell’auto fosse diventata la sua casa. (continua a leggere dopo le foto)

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Tragedia di Cadore, le ultime notizie: chi era Angelika Hutter

Intanto è atteso per oggi il nulla osta della procura per i funerali. Le salme delle tre vittime sono ancora nel Bellunese. Difatti, come specifica «La Gazzetta», non si è ritenuto necessario procedere all’autopsia. Sotto sequestro l’auto dell’investitrice su cui verrà effettuata una analisi accurata per escludere anche l’ipotesi di un eventuale guasto tecnico. Sotto sequestro anche il telefonino di Angelika. Decisivo sarà il video di una telecamera di un’attività commerciale che si trova cento metri prima del punto dell’impatto.