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Strage di Palermo, è svolta nelle indagini: cosa hanno scoperto

Iniziano pian piano a definirsi i contorni della strage di Altavilla Milicia, un comune italiano di 8 671 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia. I riti di esorcismo e le torture, nella casa di Altavilla dove vivevano i Barreca, e che poi hanno portato al tragico epilogo molto probabilmente duravano da circa un mese. L’attenzione degli inquirenti in queste ultime ore sembra essersi concentrata anche sul ruolo di Miriam, la figlia sopravvissuta. Ed sembra essere emersa un’importante novità. (Continua a leggere dopo la foto)

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Strage di Palermo, svolta nelle indagini: le novità

Iniziano pian piano a definirsi i contorni della strage di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. L’attenzione degli inquirenti si concentra sul ruolo di Miriam, la figlia sopravvissuta. In queste ultiem ore, come riportato da The social post, la Procura di Termini Imerese ha iscritto Miriam Barreca nel registro degli indagati. Gli atti sono quindi stati trasmessi al tribunale dei minori che ne ha disposto il fermo, poi il gip lo ha convalidato e la ragazza è stata arrestata ed è ora in carcere. Il procuratore Ambrogio Cartosio nel corso di una conferenza stampa ha detto: “La superstite, la figlia primogenita ha partecipato alle torture dei riti di purificazione. Ho trasmesso gli atti alla procura per i minorenni che ha competenza”. Per la strage sono in carcere Giovanni Barreca, padre e marito delle vittime, e una coppia di Palermo, Sabrina Fina e Massimo Carandente. Poi il procuratore ha aggiunto: “È una terribile tragedia, quando ci siamo trovati lì è stato uno strazio. Vedere i corpi in quelle condizioni è stato un dramma. Non c’è alcun motivo di enfatizzare quanto è successo. Il padre è un soggetto che da anni vive un delirio mistico dominato da una fanatica religiosità. Che pesa molto sui figi. La figlia ha dato il suo contributo per conoscere la verità. Quello che posso dire è che non è una ragazza qualunque, non è di una comune intelligenza e di una comune sensibilità”. (Continua a leggere dopo la foto)

La testimonianza di una vicina di casa

Come riportato da il Giornale di Sicilia, una vicina di casa avrebbe dichiarato: “Frequentavo la famiglia Barreca, almeno fino a quando Giovanni ha cambiato atteggiamento con me; a quel punto Antonella non veniva più da me. Giovanni mi sembrava diabolico, avevo paura di lui. Parlava del diavolo, una volta spense la luce di una Madonnina che avevo nel mio giardino, perché diceva che esisteva solo Dio. Diceva che i gatti sono il diavolo. La bambina più piccola parlava poco, Kevin amava gli uccelli, Miriam molto riservata. Antonella era una brava persona, mi raccontava che il marito la picchiava. Lei non stava bene ad Altavilla Milicia, voleva tornare a Novara”. I due coniugi palermitani, Sabrina Fina e Massimo Carandente, “erano presenti nella casa di Altavilla al momento dell’omicidio”, ha spiegato il sostituto procuratore di Termini Imerese Manfredi Lanza. Il procuratore Ambrogio Cartosio ha aggiunto: “Non abbiamo ancora i risultati dell’autopsia e quindi non sappiamo ancora come sono morti Antonella Salamone e i figli Kevin e Emanuel. Possiamo però dire che la morte è stata causata da comportamenti messi in atto da Giovanni Barreca e dai due coniugi palermitani che per giorni hanno operato all’interno di quella casa. Sembra che la partecipazione alle torture sia stata corale, l’unica che mi sento di escludere è la madre”.