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Serie A: stop agli sgravi fiscali, difficoltà nel calciomercato

Serie A: stop agli sgravi fiscali, difficoltà nel calciomercato

Ci saranno meno sgravi fiscali per il mondo del calcio, ultimamente privilegiato da leggi che avevano l’obiettivo di portare giocatori stranieri in Serie A.

Novità in arrivo in Serie A

Il Governo ha deciso di togliere gli sgravi fiscali per i club di Serie A che acquistano calciatori stranieri. Svanisce quindi quel 50% di riduzione per i giocatori che trasferiscono la residenza in Italia per almeno due anni e con un ingaggio di almeno un milione di euro. Una norma nata per facilitare la competitività delle squadre italiane in Europa, ma che non sempre ha dato grandi frutti. L’ago della bilancia pende sempre a favore della Premier League, in grado di garantire stipendi top anche con una tassazione superiore. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

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Lukaku Pellegrini
Lorenzo Pellegrini e Romelu Lukaku festeggiano dopo il gol del 2-0 contro il Frosinone. (Photo by Silvia Lore/Getty Images)

Cosa non si potrà più fare

Ora la residenza fiscale dovrà essere di almeno 5 anni (a partire dal 2024) e con il limite di 600mila euro, poi sull’eccedente l’aliquota verrà applicata in maniera standard. Ciò significa che difficilmente una squadra come la Roma potrà convincere giocatori come Lukaku a lasciare l’Inghilterra per giocare in Italia, ma vale ovviamente per tutte le big nostrane che fino ad oggi hanno provato a ripiegare su “scarti” di altri campionati. D’altra parte il calcio è sempre stato trattato come un mondo privilegiato, nonostante abbia un circolo di denaro superiore a molti altri settori del nostro paese.

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