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“È morto in prigione”: addio al noto dissidente politico

“È morto in prigione”: addio al noto dissidente politico

Varie. Alexei Navalny, principale oppositore del regime di Vladimir Putin e dissidente politico, è morto in prigione. È l’agenzia russa Tass ad aver riportato la notizia. Le cause del decesso sono ancora da accertare. Scopriamo insieme maggiori dettagli e la vita di Alexei Navalny. (Continua a leggere dopo la foto)

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 Alexei Navalny

Alexei Navalny, la notizia della sua morte

Alexei Navalny è morto in prigione, secondo quanto dichiarato dai media statali russi. Navalny è stato il più esplicito critico nazionale del Presidente Vladimir Putin nel corso degli ultimi anni. Secondo i media statali russi il decesso del dissidente politico è stato comunicato dal Servizio penitenziario federale russo. Il servizio penitenziario ha affermato, in una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti, che Navalny ha perso conoscenza venerdì, 16 febbraio 2024, durante una passeggiata nella prigione artica dove era stato trasferito alla fine dello scorso anno. “Il personale medico della struttura è arrivato immediatamente ed è stata chiamata un’ambulanza”, si legge nel comunicato del servizio penitenziario. “Sono state adottate tutte le misure di rianimazione necessarie, che non hanno portato a risultati positivi. I medici dell’ambulanza hanno confermato la morte del detenuto”. (Continua a leggere dopo la foto)

Alexei Navalny, l’impegno politico

Alexei Navalny è nato il 4 giugno 1976 ed è stato una figura centrale dell’opposizione russa. Il dissidente politico era noto per le sue battaglie contro la corruzione e per essere stato un acerrimo nemico del regime di Vladimir Putin. Navalny è nato e cresciuto in una famiglia in cui vigevano tradizioni tipicamente militari, si è laureato in legge alla Università russa dell’amicizia tra i popoli. La sua carriera politica è iniziata nel partito Yabloko di cui è diventato, nel tempo, uno dei leader a Mosca. Successivamente aveva deciso di allontanarsi dal partito per divergenze ideologiche e aveva deciso di fondare  il movimento politico Narod, focalizzato sulla tematica dell’immigrazione. Amnesty International lo ha riconosciuto come prigioniero di coscienza. Alexei Navalny ha ricevuto il Premio Sakharov per il suo lavoro sui diritti umani ed ha fondato il partito Russia del Futuro e la Fondazione Anti-Corruzione (FBK), che si sono impegnati fortemente in indagini approfondite sulla corruzione ad alto livello in Russia. Le sue investigazioni e le sue campagne politiche hanno rivelato numerosi casi di corruzione tra i funzionari russi e i loro associati. Questo gli ha permesso di avere una grande risonanza tramite i suoi social media, sopratutto su YouTube, dove è riuscito ad accumulare milioni di iscritti. (Continua a leggere dopo la foto)

La battaglia contro il regime di Putin durata fino all’ultimo giorno

Alexei Navalny, la sua vita politica è stata segnata da una serie molto numerosa di arresti e processi giudiziari. Nel 2013  ha ricevuto una condanna con la sospensione per appropriazione indebita. Nonostante ciò, non si è arreso e si è candidato ed è arrivato secondo  alle elezioni per il sindaco di Mosca. Nel 2018 ha tentato di candidarsi alle elezioni presidenziali ma è stato escluso proprio a causa delle sue condanne precedenti. Nel 2020, Navalny è stato brutalmente avvelenato  con un agente nervino Novichok. L’attacco fu così duro da causargli quasi la morte. Dopo essersi ripreso in Germania, Alexei Navalny è tornato nuovamente in Russia nel 2021, dove è stato arrestato  con l’accusa di violazione della libertà vigilata.  Successivamente ha ricevuto ulteriori condanne che hanno aumentato i suoi anni di reclusione in prigione. Nei giorni che hanno preceduto la sua tragica scomparsa, Navalny aveva lanciato una campagna contro la rielezione di Putin nel 2024,  attraverso il sito neputin.org. Lo scopo era quello di informare gli elettori a mobilitare tutto il sostegno possibile contro la propaganda governativa. Le cause del suo decesso sono ancora da accertare, ma il suo impegno politico e sociale non verranno sicuramente mai dimenticati.

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