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Disastro United: cosa succede ora ai Diavoli Rossi?

allenatore United

La notizia della settimana, perlomeno per quanto riguarda il mondo del calcio, è senz’altro l’eliminazione al secondo turno della Coppa di Lega del Manchester United. A fare così tanto rumore non è stata tanto l’uscita dei Red Devils, al centro di uno dei peggiori periodi della loro storia, quanto più l’avversario con cui hanno perso: il Grimsby Town, squadra del quarto livello calcistico inglese (la League Two). L’impatto sull’ambiente United è stato semplicemente devastante: giocatori a pezzi, tifosi sfiduciati come mai prima e Ruben Amorim che sta considerando di rassegnare le dimissioni. La tempesta intorno ai Red Devils è più intensa che mai: cerchiamo di capire cosa sta succedendo.

La partita della vergogna

Quella che doveva essere, almeno sulla carta, un agevole passaggio del turno è diventata una vera e propria tragedia. Il Grimsby Town va avanti 2-0 grazie ai gol di Charles Vernam e Tyrell Warren, e qualcosa nello United inizia già a scricchiolare: Amorim nel secondo tempo mette in campo Bruno Fernandes, De Ligt e Mbeumo, schierando sostanzialmente la migliore formazione possibile. Un po’ a fatica lo United riesce a pareggiare la partita grazie ai gol di Mbeumo e di Maguire, ma non chiude i giochi e la partita va ai rigori. Al netto di una partita tremenda, lo United sembra ancora poterne uscire intero: invece i rigori diventano un’estenuante maratona, con Onana che sigla una delle peggiori prestazioni personali da quando è in Inghilterra – anche l’intervento sul gol di Warren nei tempi regolamentari era stato tremendamente scomposto – e alla fine, incredibilmente, il Manchester United perde con il punteggio complessivo di 12-11.

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Quale futuro per Ruben Amorim?

Partiamo dall’allenatore, Ruben Amorim. Non per convogliare su di lui tutte le colpe, anzi, ma perché sembra essere quello che ha accusato maggiormente la sconfitta. Prima ancora, però, si è reso protagonista di un gesto inconsulto: è sparito durante i calci di rigore, ritirandosi da qualche parte; quando gli è stato chiesto il motivo, ha risposto che “i rigori non erano importanti”. Ha poi dichiarato, in maniera ancora più enigmatica, che i suoi giocatori hanno detto forte e chiaro quello che volevano, e che ovviamente per cambiare le cose non è possibile cambiare tutti e 22 i giocatori in rosa. Parole sibilline, che i più hanno interpretato come una dichiarazione di resa e, forse, una richiesta di esonero.

Ruben Amorim sembrava davvero essere l’uomo giusto per provare a rimettere il Manchester United sui binari di grandezza a cui la squadra chiede di tornare da tempo, ma forse le cose non stanno più così. Come detto, non può essere tutta responsabilità del tecnico, anche perché il problema esiste da molto tempo prima di lui e probabilmente continuerà anche dopo la sua eventuale partenza. In aggiunta, la società sembra aver perso buona parte della fiducia che aveva nel tecnico, come dimostrano anche alcuni movimenti di mercato piuttosto inequivocabili.

L’esodo dei giocatori

Come se non bastasse, infatti, la dirigenza ha deciso di smontare quello che solo un anno fa era stato definito come il nucleo del nuovo United, l’asse portante del certamente vittorioso progetto Ruben Amorim. La notizia che ha lasciato maggiormente sbigottiti è che Alejandro Garnacho, che sembrava essere il volto del lato rosso di Manchester dei prossimi 10 anni, è stato venduto al Chelsea per 40 milioni. Lo United non ha quindi deciso di cambiare drasticamente direzione cedendo uno dei suoi prediletti, ma ha persino rinforzato una rivale in campionato (va detto che il Chelsea ha comunque un noto problema di sovraffollamento, ma non è il momento di approfondire).

È di pochi giorni fa la notizia che Rasmus Højlund, acquistato due anni fa per circa 80 milioni, è stato girato in prestito al Napoli come sostituto di Romelu Lukaku. Sembra che il danese abbia cercato di convincere lo staff a voler restare per dimostrare il proprio valore e lottare per una maglia da titolare, ma a quanto pare non è stato sufficiente.

Dal lato opposto, è di ieri la notizia che Mainoo avrebbe chiesto al club di essere mandato in prestito in qualche altra squadra per giocare di più, con l’immediato rifiuto della società che lo avrebbe invitato a lottare con più impegno per un posto da titolare.

Con queste premesse, facciamo un passo indietro. Nel febbraio 2024, il Manchester United vinceva 3-0 contro il West Ham. Garnacho segna il gol del 2-0 ed esulta sedendosi su uno dei billboard posizionati intorno al campo, accompagnato da Mainoo e Højlund. La fotografia scattata diventa virale nell’ambiente Manchester, perché riesce a cristallizzare quello che sembra essere il futuro della franchigia: Garnacho, 19 anni, Mainoo, 18 anni, Højlund, 21. Poco più di 15 mesi dopo, questo trio è stato totalmente smontato. Se questo vi lascia un piccolo senso di sconforto e incertezza per quello che verrà, provate a mettervi nei panni dei tifosi dello United.

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