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Garlasco, svolta choc con l’annuncio di De Rensis: la chiave del caso nelle nuove foto

La revisione delle prove da parte della difesa

Dal punto di vista legale, cresce l’interesse per le modalità con cui i difensori stanno rianalizzando testimonianze, immagini e atti processuali. Questa attività di revisione riporta l’attenzione su aspetti ancora sensibili, mantenendo la vicenda attuale sia nel dibattito mediatico sia nell’opinione pubblica, nonostante la conclusione dei procedimenti giudiziari.

Avvocato De Rensis durante un'intervista televisiva

Dichiarazioni di Antonio De Rensis: rilevanza delle nuove fotografie e analisi testimoniale

Nel corso di un intervento televisivo, Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, ha commentato le nuove fotografie emerse, definendole elementi significativi per la ricostruzione dei fatti del mattino in cui avvenne il delitto. Alcuni analisti le considerano potenzialmente decisive se determinati elementi, attualmente non dichiarati, dovessero risultare coerenti. L’avvocato De Rensis ha illustrato il proprio approccio investigativo, sottolineando l’importanza di verificare ogni dettaglio nel contesto più ampio dell’indagine. Ha precisato che ogni indizio deve essere valutato in relazione all’intero quadro probatorio, in particolare dopo l’emersione di nuovi materiali nel corso degli anni. L’intervento di De Rensis si è soffermato anche su uno dei principali testimoni dell’inchiesta, dichiarando di non aver mai ritenuto attendibile la sua versione. Il legale ha evidenziato come il testimone abbia fornito la propria testimonianza in un momento cruciale dell’indagine, mettendo in luce il tempismo e le eventuali pressioni subite. Secondo De Rensis, alcune dichiarazioni sarebbero state influenzate da fattori esterni e da paure personali, compromettendo la loro affidabilità. Il difensore ha inoltre richiamato alcuni passaggi delle intercettazioni agli atti, sottolineando come emergano contraddizioni rilevanti che, secondo la sua valutazione, incidono sulla credibilità delle testimonianze. In particolare, De Rensis ha riferito che una delle affermazioni rese dal testimone costituirebbe una grave menzogna, tale da compromettere ulteriormente la solidità della narrativa processuale relativa al caso Garlasco.

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