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Eddie Merckx, il ciclista più forte di tutti i tempi

Eddy Merckx acclamato sul traguardo

Eddie Merckx, conosciuto come “Il Cannibale” per la sua vorace fame di vittorie, ha dominato lo sport negli anni ’60 e ’70. Con un palmarès che include cinque Tour de France, cinque Giri d’Italia, tre Campionati del Mondo su strada e numerose altre vittorie, la sua carriera è stata segnata da un’incredibile determinazione e una capacità straordinaria di vincere in qualsiasi condizione.

Le origini

A soli otto anni, riceve la sua prima bicicletta e inizia a gareggiare nelle competizioni locali. La carriera di Merckx come dilettante è impressionante: vince il Campionato del Mondo di ciclismo su strada nella categoria dilettanti nel 1964 a Sallanches, Francia, a soli 19 anni. (CONTINUA DOPO IL VIDEO)

Merckx passa al professionismo nel 1965, firmando con la squadra Solo-Superia. Le sue prime vittorie importanti arrivano rapidamente, inclusa la Milano-Sanremo nel 1966, la sua prima classica monumento. Nel 1967 poi trionfa nella sua prima Parigi-Roubaix, consolidando la sua reputazione come un ciclista capace di eccellere in tutte le tipologie di gare.

I record e le grandi vittorie in carriera

l dominio di Merckx nei Grandi Giri inizia con la sua vittoria al Giro d’Italia nel 1968. Vince la classifica generale, la classifica a punti e quella della montagna. Nei successivi anni, Merckx continua a dominare il Giro d’Italia, vincendolo altre quattro volte (1970, 1972, 1973, 1974).

Il Tour de France del 1969 è un momento cruciale nella carriera di Merckx. Non solo vince la classifica generale, ma conquista anche la classifica a punti, la classifica della montagna e diverse tappe individuali. Questa prestazione è una delle più dominanti nella storia del Tour. Merckx ripeté il successo vincendo il Tour altre quattro volte (1970, 1971, 1972, 1974). (CONTINUA DOPO LA FOTO)

Eddy Merckx in Qatar
Cycling: 9th Tour of Qatar / Stage 4 Eddy MERCKX (Bel)/ The Pearl – Al Khor Corniche (146,5 Km)/ Rit Etape / Ronde / (c) Tim De Waele (Photo by Tim de Waele/Corbis via Getty Images)

Oltre ai Grandi Giri, Merckx eccelle nelle classiche monumento: vince la Milano-Sanremo sette volte, un record che ancora oggi resiste. Conquista la Parigi-Roubaix tre volte, il Giro delle Fiandre due volte e la Liegi-Bastogne-Liegi cinque volte. Inoltre, si impone tre volte il Giro di Lombardia. La sua capacità di vincere in una varietà di gare lo rese unico nel suo genere.

Il soprannome di Cannibale

Il soprannome “Il Cannibale” gli fu dato da un compagno di squadra, Michel Pollentier, che notò la sua insaziabile fame di vittorie. Merckx non si accontentava mai e voleva vincere tutto. Questo atteggiamento lo portò a competere al massimo in ogni corsa, senza risparmiare energie, un tratto che lo caratterizzava distintamente.

La mentalità vincente di Merckx era evidente in ogni suo approccio alle gare. La sua preparazione era meticolosa e la sua strategia impeccabile anche durante gli imprevisti delle gare. Non lasciava nulla al caso e il suo obiettivo era sempre quello di dominare completamente. Questa dedizione lo portò a ottenere un totale di 525 vittorie durante la sua carriera professionale, con accese rivalità con gli avversari. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

Eddy Merckx ospite d'onore al Tour del Qatar
Cycling : Tour of Qatar 2013 / Stage 2 Eddy MERCKX (Bel)/ Al Rufaa Street – Al Rufaa Street (14Km)/ Team Time Trial Contre la Montre Equipes Ploegen tijdrit TTT / Ronde Etape Rit /(c)Tim De Waele (Photo by Tim de Waele/Corbis via Getty Images)

La lotta tra Merckx e Gimondi fu particolarmente intensa nel Giro d’Italia. Nel 1968 Merckx vinse il suo primo Giro, battendo Gimondi. Tuttavia, l’italiano non si arrese e continuò a sfidare Merckx nelle edizioni successive. Nel 1969, Merckx fu squalificato per doping, e Gimondi colse l’occasione per vincere il suo secondo Giro.

Invece il Tour de France del 1971 fu uno dei più memorabili per la rivalità tra Merckx e Ocaña. Ocaña, in grande forma, attaccò ripetutamente Merckx nelle tappe di montagna. In quella con arrivo a Orcières-Merlette lo spagnolo inflisse un pesante distacco a Merckx. Tuttavia, nella discesa del Col de Menté, Ocaña fu coinvolto in una caduta e fu costretto a ritirarsi dalla gara, permettendo a Merckx di riconquistare la maglia gialla e vincere il Tour.

Nel 1973, Merckx decise di non partecipare al Tour de France, concentrandosi invece sul Giro d’Italia e la Vuelta a España. Ocaña colse l’occasione per vincere il suo unico Tour de France, dimostrando il proprio talento.

Dopo il ritiro

Eddy Merckx si ritirò ufficialmente dalle competizioni nel 1978. La sua ultima gara fu la Sei Giorni di Gand, una corsa su pista che vinse per l’ultima volta. Dopo il ritiro, Merckx rimase attivo nel mondo del ciclismo, fondando la sua azienda di biciclette e diventando un mentore e un modello per le nuove generazioni di ciclisti. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

Merckx a Bruxelles
BRUSSELS, BELGIUM – JUNE 18: Eddy Merckx of Belgium former professional road racing cyclist prior to the 92nd Baloise Belgium Tour 2023, Stage 5 a 194.8km stage from Brussels to Brussels on June 18, 2023 in Brussels, Belgium. (Photo by Mark Van Hecke/Getty Images)

Merckx è stato inserito nella Hall of Fame del ciclismo e ha ricevuto numerosi riconoscimenti per i suoi contributi allo sport. Le sue biciclette, prodotte dalla Eddy Merckx Cycles, sono apprezzate per la loro qualità e innovazione, riflettendo l’attenzione ai dettagli che ha caratterizzato la sua carriera. Dopo il ritiro dalle competizioni, Merckx ha affrontato alcune sfide personali, tra cui problemi di salute. Nel 2019, è stato ricoverato in ospedale a seguito di una caduta in bicicletta. Merckx tuttavia continua tuttora a organizzare eventi ciclistici, a lavorare come consulente per squadre professionistiche e sostenere iniziative per promuovere il ciclismo. Eddy Merckx è stato insignito del titolo di Barone dal re Alberto II, una delle più alte onorificenze del Belgio, per il suo straordinario contributo allo sport e alla nazione. Questo omaggio reale è un riconoscimento ufficiale del governo belga per coloro che hanno mostrato meriti eccezionali in vari campi, inclusi sport, cultura e scienza. A Bruxelles, inoltre, una fermata della metropolitana porta il nome del famoso ciclista belga.

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