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Lo spirito di Rocky rivive nella vittoria a sorpresa di Andy Ruiz Jr.

Boxe: Lo spirito di rocky rivive nella vittoria a sorpresa di Andy Ruiz Jr.

Tutti i favori del pronostico erano per Joshua, come avevamo detto anche noi presentando l’incontro che avrebbe celebrato la grande boxe “a 360°”. Ma non sempre lo sport segue i pronostici. Per fortuna. Il cinema ce lo ricorda spesso, ma in questo caso è stato un novello Rocky a dimostrare che a volte la realtà supera la fantasia. Quel che è successo con la vittoria a sorpresa di Andy Ruiz Jr. su Anthony Joshua nella sfida per il titolo mondiale dei pesi massimi WBA, IBF, WBO e IBO. E oggi, grazie al pugile californiano di origine messicana – eletto Campione del ring e degli sfavoriti cicciotelli – rivive lo spirito dello Stallone italiano!

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Andy Ruiz Jr., un Rocky di 120 chili

Contro ogni previsione, il ventinovenne ex studente della Imperial High School (una trentina di chilometri a nord del confine con il Messico) ha atterrato il predestinato. E in barba a quanti lo avevano accolto sul ring con un sorriso sarcastico per il suo aspetto fisico. Va detto che i suoi 120 chili – e più – non lo fanno assomigliare troppo alla comune immagine dei professionisti del circuito o ai pretendenti a uno dei titoli più ambiti del pugilato.

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Eppure ha vinto lui. Arrivato in extremis all’occasione della vita – in sostituzione di Jarrell Miller, squalificato per doping – come vittima sacrificale, ha regalato agli appassionati della Nobile Arte una favola che pensavamo di poter vedere solo sul grande schermo e con Sylvester Stallone come protagonista. Ricordando a molti la serata dell’11 febbraio 1990 in cui James ‘Buster’ Douglas sconfisse Sua Maestà Mike Tyson.

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Il match con Anthony Joshua

Tutto sembrava andare secondo i pieni, inizialmente, come in ogni sceneggiatura che si rispetti. Joshua aveva persino steso Ruiz nella terza ripresa, a seguito di un destro al volto ben assestato. Ma proprio quel colpo ha risvegliato qualcosa nel pugile della Imperial Valley, scatenando la reazione che ha lasciato il Madison Square Garden di New York – e lo sconfitto – a bocca aperta! Anche perché mai un pugile di origine messicana era arrivato a questi livelli, nei Pesi Massimi.

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“Sono andato giù, ma questo mi ha fatto sentire più forte – ha raccontato il corpulento vincitore – e mi ha fatto volere ancora di più la vittoria. Dovevo semplicemente atterrarlo a mia volta”. Come ha fatto, per ben due volte nel corso della settima ripresa, portando l’arbitro Michael Griffin a interrompere il combattimento e sancire il KO Tecnico. Uno smacco per il britannico di origini nigeriane ‘AJ’, che già medita vendetta in una possibile e prevedibile rivincita.

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L’ex allenatore, l’unico a crederci

È come in Rocky, di nuovo – ha ribadito il Direttore Atletico della Imperial High, Victor Cruz. – Rocky rivive nella vita reale. Qui viviamo in pianura, non abbiamo le scale del Philadelphia Museum of Art di Filadelfia da salire correndo, come nel film. La gente penserebbe che sei appena uscito da un bar”. “Ora ha le stesse cinture di Muhammad Ali, Mike Tyson e George Foreman – ha continuato. – Andy Ruiz, il ragazzo cresciuto in fondo alla strada della scuola. Sembra incredibile!”.

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“una volta era mancato da scuola per una settimana – ricorda l’allenatore. – Gli chiesi dove era stato e mi disse che era finito in una rissa e lo avevano colpito in testa con un’asse di legno da costruzione, procurandogli un taglio di quasi sei centimetri… ‘Stai bene ora?’, gli chiesi, e lui: ‘Niente può mettermi al tappeto’“. “Fuori dal ring è un ragazzo allegro e spensierato, ma sul quadrato è un lottatore – conclude Cruz, senza alcuna sorpresa. – Per questo quando è andato giù contro Joshua non ho pensato che fosse ferito, solo infuriato”.

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