x

x

Vai al contenuto

Italia, ora c’è Haaland sulla strada per il Mondiale: tutti i pericoli della Norvegia

Dopo l’eliminazione ai quarti di Nations League, l’Italia è stata inserita nel Gruppo I delle qualificazioni al Mondiale 2026, che si disputerà in Stati Uniti, Canada e Messico. La lotta per il pass diretto alla competizione si preannuncia serrata: solo la prima classificata otterrà il biglietto per il torneo, mentre la seconda dovrà affrontare un difficile percorso nei playoff.

L’ostacolo più temibile per la squadra di Luciano Spalletti sarà senza dubbio la Norvegia di Erling Haaland, protagonista di un roboante esordio con un 5-0 con la Moldova. Un segnale di forza che rende la sfida del 6 giugno a Oslo un appuntamento decisivo per le ambizioni italiane.

Il nome che spicca è ovviamente quello di Erling Haaland, attaccante del Manchester City che ha già segnato 39 gol in 40 presenze con la sua nazionale. Dopo aver mancato le qualificazioni agli ultimi grandi tornei, il fuoriclasse norvegese ha fame di Mondiale e farà di tutto per trascinare la sua squadra alla fase finale.

Italia, occhio alla Norvegia: non solo Halaand

Ma la Norvegia non è solo Haaland: Martin Odegaard, capitano dell’Arsenal, è un uomo squadra di grande tecnica, capace di dettare i ritmi e creare occasioni da fermo, come dimostrano i suoi assist su calcio d’angolo nel match contro la Moldova. A completare il reparto offensivo c’è Alexander Sorloth, punta dell’Atlético Madrid, noto per il suo gioco fisico e la capacità di segnare con continuità.

L’undici del c.t. Stale Solbakken può contare su una rosa composta da giocatori militanti nei principali campionati europei. La difesa, guidata dall’ex Napoli Leo Ostigard, ha mostrato qualche incertezza, ma il modulo può variare tra 4-4-2, 4-3-3 e 4-1-3-2, a seconda delle esigenze tattiche.

Dopo la sfida di Oslo, Italia e Norvegia si ritroveranno nell’ultimo turno del girone, in una partita che potrebbe essere decisiva per la qualificazione diretta. Tutto dipenderà dalla squadra che Spalletti sarà in grado di mettere in campo: l’Italia resta la favorita del girone, ma dovrà dimostrarlo sul campo, evitando cali di concentrazione e sfruttando al meglio il proprio potenziale.

Leggi anche:

Argomenti