L’Inter gioca male per 65 minuti, soffre il Pisa e rischia anche di subire un gol che avrebbe avuto conseguenze psicologiche pesantissime. poi Chivu, visto che la squadra nel secondo tempo stava andando sempre peggio, apporta delle modifiche che si rivelano fondamentali inserendo prima Zielinski al posto di Sucic (al 46′), poi Pio Esposito, Diouf e Bisseck (per Thuram, Acerbi e un sempre più deludente Luis Henrique).
Gilardino: “Non abbiamo concretizzato 2-3 palle gol, l’Inter sì. Sappiamo che…”https://t.co/Q4DbeRbIyd
— Fcinter1908 (@fcin1908it) November 30, 2025
Proprio il giovanissimo centravanti fa subito la differenza: su una palla recuperata a centrocampo, si fa trovare sulla sinistra e scodella al centro un cross potente e rasoterra che Lautaro Martinez scaraventa in rete di sinistro. Un assist che vale un mezzo gol e serve al capitano per sbloccarsi, come si augurava tutto il mondo Inter. Pochi minuti dopo è un diagonale di Barella, servito da Diouf, a innescare l’argentino che realizza così la sua doppietta con un tocco sottomisura.
Prima di quel momento, l’Inter aveva giocato in pressione il primo tempo, creando poco e rischiando anzi in almeno due occasioni (una su un errore in disimpegno del terzino destro brasiliano). Non è stata un’Inter brillante. Per un tempo e mezzo i ragazzi di Chivu hanno faticato a scardinare la linea a cinque di Gilardino, reparto blindato con Albiol, Caracciolo e Canestrelli. (continua dopo la foto)

Luis Henrique, schierato titolare e in trasferta come preferisce il tecnico, ha steccato l’ennesima gara. Non punta l’uomo, non dribbla e scarica quasi sempre all’indietro: al 20’, ad esempio, ha favorito un’occasione del Pisa con un passaggio semplice sbagliato.
Così anche Acerbi, in difficoltà contro le punte pisane, e infine Sucic, che non ha giocato male ma che è stato sostituito a fine primo tempo. L’Inter ha trovato un giocatore importante con Zielinski, mentre Diouf ha mostrato qualità come esterno destro che possono venire utili: il francese ha servito un bel pallone a Lautaro, il cui tiro sul palo ha negato il tris.
Il gioco di Gilardino è semplice: lanci lunghi per le punte Nzola e Meister, capaci di incassare colpi, tenere il pallone e smistare sulle fasce, sgusciando via in velocità. Acerbi, marcatore designato, è andato in difficoltà e ha ricevuto un giallo nel primo tempo. Alla mezz’ora Piccinini, su sponda di un Traoré dominante (questo ragazzo ha un grande futuro) ha calciato di poco a lato.
Inter, una vittoria fondamentale
Il Pisa, galvanizzato da sei partite senza sconfitte, di cui tre senza subire gol, ha provato a blindare l’Arena Garibaldi come Fort Knox. L’ariete ha impiegato 70’ per sfondare la cancellata difensiva nerazzurra.
L’uomo più pericoloso dei toscani è stato Meister, bravo a sgomitare e smarcarsi, ma incapace di finalizzare: al 50’ Acerbi lo ha anticipato, poi Nzola ha avuto la grande occasione che avrebbe potuto cambiare il match. Si è involato da solo in contropiede e, appena entrato, in area ha scaricato un diagonale che è sfilato a pochi centimetri dal palo alla sinistra di Sommer.
Dopo la grande paura, i cambi di Chivu hanno riportato ordine e spinta a un’Inter che dopo due sconfitte era obbligata a vincere. Zielinski si è mostrato ispirato, Pio è entrato alla grande, Lautaro ha ritrovato il feeling per il gol. E ora i nerazzurri possono ritrovare un po’ di serenità, grazie a una vittoria che li mantiene a poca distanza dalla vetta della classifica.
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