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Zanetti: “Inter, perdendo in Champions s’impara. Conte e Mourinho sono simili”

zanetti conte

Un incidente di percorso, che però non deve cambiare la bontà del lavoro che si sta facendo. Questo il pensiero di Javier Zanetti, intervenuto alla consegna del premio ‘Mecenate dello Sport – Varaldo Di Pietro’ 2019, dopo la sconfitta dell’Inter contro il Barcellona, con conseguente eliminazione dalla Champions League. “Mi spiace per i ragazzi, per i nostri tifosi, per Conte e per il suo staff – spiega il vicepresidente nerazzurro –. Hanno dato tutto, ma a volte non basta. Bisogna rialzarsi subito, domenica abbiamo una partita importante”.

Già, perché l’Inter sarà di scena a Firenze nel posticipo serale della 16esima giornata. Un campo difficile, l’ultimo successo è datato 15 febbraio 2014 (1-2, reti di Palacio e Icardi, momentaneo pareggio di Cuadrado). Ci sarà da sfatare la cabala, ma anche l’eventuale pressione che potrebbe scaturire dalla vittoria della Juventus contro l’Udinese, che farebbe scendere la squadra di Conte al secondo posto.

Zanetti: “Torneremo a vincere”

Zanetti è il recordman nella storia del club: oltre a essere il primo per presenze, 858, è anche il giocatore più vincente con cinque scudetti, quattro Coppe Italia, quattro Supercoppe italiane, una Coppa Uefa, una Champions League e un Mondiale per Club. Molti di questi trofei, però, sono arrivati dopo sonore batoste. “Dalle sconfitte si impara sempre, posso testimoniarlo: ne ho vissute tante e mi hanno fatto diventare più forte. Bisogna rialzarsi, essere resilienti come l’Inter. C’è ancora tutto un percorso da continuare, convinti e consapevoli che questa è la strada giusta, sono sicuro che alla fine la stagione qualcosa di importante potrà accadere”.

Le somiglianze con la squadra del Triplete

La parola più pronunciata da Zanetti è ‘percorso’. Lui, che in campo è sempre stato un professionista, conosce bene l’importanza del lavoro quotidiano, ma anche degli uomini. “Abbiamo iniziato un percorso con Antonio Conte e con questi ragazzi, deve continuare. Un risultato non deve condizionare tutto quanto fatto di positivo, nonostante le difficoltà attraversate soprattutto in quest’ultimo periodo per colpa degli infortuni”.

Come ci si rialza dopo un’eliminazione dalla Champions? “Quando hai la certezza di un lavoro dietro, che stai portando avanti, è lì che trovi la forza per rialzarti”. Non si parla esplicitamente di scudetto, ma ormai diventa quello l’obiettivo primario della stagione. “Ancora è presto per parlare, dobbiamo concentrarci partita dopo partita, continuare in questa maniera perché si sta facendo un gran lavoro. Solo così potremo ambire a essere protagonisti fino alla fine”.

L’ultima squadra vincente è stata quella del Triplete, quasi dieci anni fa. In panchina c’era José Mourinho, il capitano era proprio Javier Zanetti. Ci sono parallelismi tra i due gruppi, almeno nelle potenzialità? “Quella di oggi è una squadra diversa da quella del Triplete. Noi siamo arrivati a vincere tutto dopo un percorso iniziato con Mancini e finito con Mourinho. Sono stati sei anni indimenticabili. Io credo che questa squadra con Conte, e lo dico perché vivo da vicino il quotidiano e la cultura del lavoro, si può iniziare a pensare a creare qualcosa di importante. Me lo auguro: vedo un gruppo unito, ragazzi convinti di quello che stanno facendo”.

“Mou e Conte, stessa cultura del lavoro”

C’è un po’ di Mourinho in Conte? Sono simili? La risposta è meno sibillina di quanto ci si possa aspettare. “Sono due grandi allenatori, hanno grande personalità, cultura del lavoro, professionalità, sono due allenatori per squadre importanti. Antonio è un allenatore molto preparato, ha uno staff che segue i ragazzi nei minimi dettagli. Solo così si può ambire a tornare a essere protagonisti come stiamo facendo, ma bisogna rialzarsi subito, già da domenica. Siamo sicuri che sia questa la strada che dobbiamo seguire”.