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Scandalo in Formula 1: la FIA indaga su Wolff

Scandalo in Formula 1: la FIA indaga su Wolff

La Formula 1 è in subbuglio dopo le polemiche scaturite nelle ultime ore con l’indagine avviata dalla FIA riguardo al team principal della Mercedes Toto Wolff e su sua moglie Susie per un potenziale conflitto di interessi. Ad annunciarlo è stata la stessa Federazione che, attraverso una nota ufficiale, si è detta a conoscenza delle speculazioni dei media in merito all’accusa di uno scambio di informazioni riservate tra un team principal ed un membro della Formula One Management.

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Toto Wolff, come detto, ricopre il ruolo di team principal della Mercedes, mentre la moglie ha assunto la carica di amministratore delegato della F1 Academy, che viene gestita dai detentori dei diritti commerciali della Formula 1. Tra Toto e Susie, secondo l’accusa, ci sarebbero scambiati informazioni private scaturendo un conflitto di interesse illegale secondo il regolamento. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

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MONTREAL, QUEBEC – JUNE 18: Max Verstappen of the Netherlands driving the (1) Oracle Red Bull Racing RB19 leads Lewis Hamilton of Great Britain driving the (44) Mercedes AMG Petronas F1 Team W14 and the rest of the field at the start during the F1 Grand Prix of Canada at Circuit Gilles Villeneuve on June 18, 2023 in Montreal, Quebec. (Photo by Rudy Carezzevoli/Getty Images)

Formula 1 difende Wolff

La Formula 1 è scesa in campo per difendere Wolff e al contempo attaccare la FIA, che non ha informato preventivamente l’ente. Questo il comunicato della FOM (l’organo che gestisce la F1): “Prendiamo atto della dichiarazione pubblica rilasciata dalla Federazione, che non è stata condivisa con noi in anticipo. Siamo assolutamente convinti che le accuse siano errate e disponiamo di processi e procedure solide che garantiscono la separazione delle informazioni e delle responsabilità in caso di potenziali conflitti di interesse. Siamo certi che nessun membro del nostro team abbia effettuato comunicazioni non autorizzate a nessun responsabile di team e desideriamo mettere in guardia chiunque dal muovere accuse imprudenti e gravi, prive di fondamento”.

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