
Tadej Pogacar non è mai stato un corridore che si accontenta. Ogni gara, ogni sfida è un territorio da conquistare, un nuovo confine da superare. Dopo aver già dimostrato il suo talento nelle corse a tappe e nelle Classiche più dure, il fuoriclasse sloveno ha deciso di spingersi oltre, puntando su quella che è forse la corsa più brutale del calendario ciclistico: la Parigi-Roubaix.
Tadej Pogacar non ha ascoltato i consigli, i pareri dei sedicenti esperti. Ha seguito l'istinto, il cuore, la passione. Tadej Pogacar correrà la Parigi-Roubaix: un gesto d'amore per il ciclismo, la dimostrazione di quanto ama la biciclettahttps://t.co/ATIzWBDGys
— Giovanni Battistuzzi (@giostuzzi) March 26, 2025
Il campione del mondo ha scelto di sfidare il pavé e le insidie dell’Inferno del Nord, mettendosi a confronto con Mathieu Van der Poel e Filippo Ganna, specialisti delle corse su terreni sconnessi e battaglie corpo a corpo.
Questa decisione ha causato tensioni all’interno dell’UAE Team Emirates. La squadra avrebbe preferito una preparazione più conservativa in vista del Tour de France, il grande obiettivo stagionale, ma Pogacar ha voluto seguire il suo istinto, scegliendo di misurarsi con il pavé di Roubaix per testare ancora una volta i propri limiti.
La sua preparazione sarà mirata: salterà l’E3 Saxo Classic e la Gand-Wevelgem per concentrarsi al massimo sulla sfida del 13 aprile. Ma prima della Roubaix, ci sarà un primo assaggio di pavé nel Giro delle Fiandre, dove lo sloveno ha già lasciato il segno nel 2023 battendo proprio Van der Poel in una sfida epica.
Pogacar, assalto alla classica più dura di tutte
La Parigi-Roubaix è un mostro che non fa sconti. Le sue pietre hanno spezzato i sogni di leggende e temprato il carattere di chi è riuscito a domarle. Mitiche, per noi italiani, le vittorie di Francesco Moser. Pogacar può uscirne vincitore? Sì, ma la domanda giusta è un’altra: quanto sarà disposto a soffrire?
Se il fuoriclasse sloveno riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra potenza, resistenza e capacità di adattamento, potrebbe scrivere un altro capitolo nella sua epopea ciclistica. Il trittico finale delle Ardenne – con Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi – sarà l’ultima parte di una primavera che potrebbe rivelarsi storica.
Leggi anche:
- Milano-Sanremo, tre fenomeni per una corsa da ricordare
- Ciclismo in lutto, il grande campione italiano muore all’improvviso