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Lazio, parte la nuova stagione: raduno il 9 luglio, ritiro a Formello e sei amichevoli per costruire la squadra 2026/27

Gattuso nuovo allenatore della lazio

Per la Lazio l’estate non è una parentesi: è il primo vero crocevia della stagione. Tra pochi giorni si accendono i motori con un calendario già definito nei dettagli, che mette insieme visite mediche, lavoro atletico, ritiro e un pacchetto di test utili a dare forma alla squadra in vista del 2026/27. Il punto di partenza è chiaro: il raduno è fissato per giovedì 9 luglio, giornata dedicata ai controlli sanitari e ai primi test, che proseguiranno anche il 10 e l’11 luglio. Subito dopo, dal 13 luglio, scatterà il ritiro precampionato nel centro sportivo di Formello, con un programma che prevede sei amichevoli e con la consapevolezza che il primo appuntamento ufficiale è già dietro l’angolo: il 16 agosto in Coppa Italia contro il Mantova.

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Un ritiro “in casa” per alzare subito l’intensità

La scelta di impostare la preparazione interamente a Formello racconta una linea precisa: ridurre al minimo dispersioni logistiche, massimizzare qualità e controllo del lavoro. In un calcio in cui molte squadre trasformano la pre-season in una tournée, restare nel proprio quartier generale significa poter costruire una routine stabile: stessi campi, stessi orari, stesse condizioni, e soprattutto la possibilità di gestire quotidianamente i carichi senza compromessi. È una decisione che spesso viene letta come “semplice”, ma in realtà è strategica: quando la stagione ufficiale arriva presto, la priorità non è fare chilometri, bensì mettere minuti nelle gambe con una progressione coerente e con un monitoraggio costante dello stato fisico.

Il percorso comincia con un trittico fondamentale: 9-10-11 luglio dedicati a visite mediche e test atletici. Sono giornate che, dall’esterno, sembrano burocratiche; dall’interno, sono la base su cui si costruiscono le settimane successive. Servono a fotografare la condizione di partenza, a individuare eventuali asimmetrie muscolari, a gestire i rientri e a programmare lavoro personalizzato per chi è indietro o arriva da acciacchi. Nel calcio contemporaneo, dove la differenza tra un giocatore “pronto” e uno “a mezzo servizio” può essere una settimana di lavoro sbagliata, questa fase iniziale è un investimento vero.

Dal 13 luglio si entra nel vivo con il ritiro. Il primo obiettivo è ripristinare resistenza e intensità: non solo corsa, ma soprattutto capacità di ripetere sforzi ad alta velocità e sostenere un ritmo gara. Il secondo obiettivo è tecnico-tattico: riprendere automatismi, aggiornare principi di gioco, curare le distanze tra i reparti. A Formello, con campi e strutture a disposizione, lo staff può alternare sedute “di costruzione” (lavoro aerobico, forza, prevenzione) a sedute “di specificità” (partite a tema, transizioni, esercitazioni situazionali). E qui la pre-season diventa un laboratorio: si provano soluzioni, si valutano interpretazioni dei ruoli, si studiano combinazioni che in campionato devono essere automatiche.

Il fatto che siano previste sei amichevoli rafforza l’idea di un’estate organizzata. Non conta solo il numero, ma la funzione: i primi test servono per ritrovare confidenza, i successivi per aumentare il livello degli avversari e avvicinare la squadra alle intensità richieste dalle gare ufficiali. È il modo più efficace per arrivare al 16 agosto con una condizione “da partita vera”, evitando di trasformare il primo turno di Coppa Italia in una tappa di rodaggio.

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Coppa Italia con il Mantova: il 16 agosto non è lontano e cambia le priorità

Quando il primo impegno ufficiale è fissato al 16 agosto, la preparazione estiva non può essere un percorso “morbido”. La Coppa Italia spesso viene raccontata come una competizione parallela, ma per molte squadre è anche il primo esame stagionale: una partita secca che non concede margini di errore e che può influenzare umore, credibilità e gestione delle settimane successive. Il match contro il Mantova rappresenta proprio questo: un appuntamento da affrontare con serietà, perché il rischio di un avvio in salita non riguarda solo l’eliminazione, ma anche l’impatto psicologico sul gruppo e sulla narrazione della stagione.

Per arrivare pronti, la Lazio dovrà usare la pre-season con un criterio doppio. Da un lato, costruire la condizione fisica per reggere i ritmi e limitare infortuni muscolari, tipici del periodo estivo quando i carichi crescono rapidamente. Dall’altro, creare una base tattica sufficientemente solida da affrontare una gara ufficiale con lucidità: uscita palla pulita, equilibrio in non possesso, gestione delle seconde palle, aggressione dopo la perdita. In una partita di Coppa, soprattutto nelle prime fasi, l’avversario spesso porta intensità e duelli: se non sei pronto a pareggiare quel livello, rischi di entrare in un terreno che non ti appartiene.

È qui che le sei amichevoli diventano determinanti. Non sono semplicemente “partite per far minutaggio”: sono tappe per distribuire minuti, testare coppie e catene, verificare l’efficacia dei principi in contesti diversi. L’allenatore deve decidere quanto presto avvicinarsi alla formazione tipo e quanto invece mantenere rotazioni ampie per valutare tutta la rosa. La risposta, di solito, dipende dal tempo a disposizione: con una gara ufficiale a metà agosto, è probabile che l’ultima parte del ritiro venga orientata a dare continuità a un’ossatura, riducendo gli esperimenti e puntando su meccanismi ripetuti.

Un altro tema è la gestione dei “rientri” e delle condizioni individuali. In estate ci sono sempre giocatori con programmi personalizzati: chi arriva da fine stagione intensa, chi rientra da infortuni, chi ha bisogno di un percorso specifico. Il ritiro a Formello permette una personalizzazione quotidiana: stesso ambiente, nessun trasferimento, possibilità di lavorare tra campo e palestra con continuità. In prospettiva Mantova, questa cura diventa un vantaggio competitivo: più giocatori arrivi ad avere “pronti” e più puoi permetterti una partita completa, senza dover gestire emergenze già alla prima uscita ufficiale.

Infine, la Coppa Italia è anche un banco di prova per la gestione delle energie. Il calendario moderno è denso e, se la stagione ha ambizioni importanti, la rotazione non è una scelta estetica ma una necessità. Cominciare con una squadra già strutturata significa poter programmare con maggiore serenità: scegliere quando forzare, quando gestire, quando ruotare. E tutto nasce adesso, tra i test del 9-10-11 luglio e l’avvio del ritiro dal 13 luglio, con una tabella di marcia che non lascia spazio all’improvvisazione.

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