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Riforma della cittadinanza: il calcio cambia volto, ecco cosa succede agli “oriundi”

Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma dello ius sanguinis, modificando le regole per ottenere la cittadinanza italiana. Se finora anche i discendenti di quarta o quinta generazione di emigrati italiani potevano richiedere il passaporto del nostro Paese, ora il limite si stringe: solo chi ha un genitore o un nonno nato in Italia avrà diritto alla cittadinanza automatica.


Uno degli effetti più clamorosi di questa riforma si riflette sul mondo dello sport, in particolare sul calcio. Lionel Messi, che ha ottenuto la cittadinanza italiana grazie a un trisnonno emigrato nelle Americhe, oggi non potrebbe più farlo. Questo significa che il campione argentino, quando fu tesserato dal Barcellona, non avrebbe goduto dello status di atleta comunitario, il che avrebbe potuto cambiare il corso della sua carriera in Europa.

Ma Messi non è l’unico caso. Negli ultimi anni, molte squadre italiane ed europee hanno tesserato giocatori sudamericani sfruttando il passaporto italiano, che permetteva loro di non occupare slot per extracomunitari. Con la nuova legge, questa strada diventa molto più stretta, obbligando i club a rivedere le loro strategie di mercato.

La Serie A è stata spesso il rifugio di giocatori argentini, brasiliani e uruguaiani che, grazie a un lontano parente italiano, hanno ottenuto il passaporto comunitario. Con la riforma, i club dovranno rivalutare il mercato: molti calciatori sudamericani non potranno più essere tesserati come comunitari.

Serie A e Nazionale, una riforma che cambierà tutto

I club saranno quindi costretti a puntare di più sui vivai: con meno stranieri tesserabili, le società potrebbero essere costrette a investire di più sui talenti italiani. E dovranno gestire diversamente gli slot extracomunitari, che diventeranno ancora più preziosi.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che la riforma ha lo scopo di valorizzare il legame reale con l’Italia, evitando abusi e la cosiddetta “commercializzazione” della cittadinanza. Una stretta che avrà un impatto diretto anche sulla nazionale italiana, che negli ultimi decenni ha convocato diversi oriundi, da Camoranesi a Emerson fino a Retegui.

Il futuro del calcio italiano potrebbe quindi vedere meno oriundi e più investimenti sui giovani talenti locali, cambiando così il volto della nostra Serie A e della Nazionale.

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