
Il delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007, continua a occupare le pagine di cronaca e a suscitare dibattiti accesi. A distanza di quasi 18 anni, la famiglia Poggi ribadisce con fermezza la propria posizione riguardo alla colpevolezza di Alberto Stasi, mentre nuove indagini e sospetti alimentano ulteriormente l’attenzione mediatica sul caso.

I genitori di Chiara Poggi rompono il silenzio
Rita e Giuseppe Poggi, genitori di Chiara, non hanno dubbi: per loro, la verità sull’omicidio è stata già accertata dai tribunali. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, hanno espresso amarezza per le recenti dichiarazioni di Alberto Stasi, sottolineando come sia “allucinante rivoltare la realtà in questo modo”. Rita Poggi ha raccontato di come, durante una visita al mercato, alcune persone le abbiano detto: “Speriamo nella verità…”. La sua risposta è stata decisa: “Ma verità cosa? Si finisce per far passare come vittima il solo colpevole certo che abbiamo. Non è giusto”.
Il 31 marzo Chiara Poggi avrebbe compiuto 44 anni. Come ogni anno, i suoi genitori si recheranno al cimitero con un mazzo di dieci rose bianche per onorare la sua memoria. Rita Poggi ha condiviso la difficoltà di immaginare la figlia adulta: “Non riesco a immaginarla cresciuta e adulta, non riesco a pensare che magari oggi avrebbe dei figli. Lei era ed è la Chiara che avete conosciuto tutti dalle fotografie”. Giuseppe Poggi, con commozione, ha aggiunto: “Purtroppo non l’ho mai sognata. Mia moglie ogni tanto sì, ma nei miei sogni non ha mai messo piede. Sarei felice di vederla e parlarle”.

La vita nella villetta di Garlasco
Nonostante il dolore, i coniugi Poggi continuano a vivere nella villetta di Garlasco dove Chiara è stata uccisa. Per loro, quella casa rappresenta un legame indissolubile con la figlia: “Qui c’è Chiara e non potevamo abbandonarla”. La stanza di Chiara è rimasta intatta, un santuario della sua memoria. Rita Poggi ha ricordato le parole dell’autista dell’autobus che la figlia prendeva per andare al lavoro: “Era una ragazza che notavo perché non si faceva notare”. Un ritratto che descrive la discrezione e la dolcezza di Chiara.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva