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Abebe Bikila: storia del maratoneta scalzo

Abebe Bikila Olimpiadi 1960

Abebe Bikila è stato un maratoneta etiope, passato alla storia per le leggendarie vittorie olimpiche ai Giochi di Roma 1960 e Tokyo 1964. E’ stato il primo atleta africano a vincere una medaglia olimpica e il primo a conquistare due medaglie d’oro consecutive nella maratona alle Olimpiadi. Abebe Bikila nasce il 7 agosto 1932 a Jato, villaggio vicino a Mendida, in Etiopia. E’ figlio di un pastore e il suo primo lavoro è l’agente di polizia e guardia del corpo personale dell’imperatore Haile Selassie. Grazie a questa professione riesce a guadagnare un po’ di soldi e sostenere la famiglia. Abebe Bikila ha scritto la storia dell’atletica, delle Olimpiadi e dello sport in generale. La sua leggenda è sbocciata ai Giochi di Roma nel 1960, dove nella maratona è riuscito a vincere, segnare un nuovo record ma soprattutto percorrere il tragitto scalzo. E’ stato il primo atleta africano a vincere una medaglia olimpica e anche il primo a ottenere due medaglie d’oro consecutive nella maratona ai Giochi Olimpici.

Abebe Bikila
(Foto di Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

Perché Bikila corse scalzo?

Abebe Bikila è passato alla leggenda ai Giochi Olimpici di Roma nel 1960, quando il 10 settembre vince correndo scalzo la gara della maratona. La sua partecipazione alla gara è quasi casuale, dal momento che viene chiamato in causa per sostituire Wami Biratu, infortunatosi poco prima della partenza durante una partita di calcio. A causa di alcune vesciche causate dalle scarpe fornite dallo sponsor tecnico (ritenute poco comode) Bikila decide di correre scalzo a sole due ore prima della partenza.

Prima della gara è un atleta sconosciuto ai più. Il grande favorito per la vittoria è invece il sovietico Sergej Popov, che aveva vinto la maratona ai Campionati Europei del 1958 e aveva anche il record mondiale di velocità. Maglia verde numero 11, Abebe Bikila parte fin da subito nel gruppo di testa rimanendoci fino alla fine. Alla domanda sulle motivazioni dietro la scelta di correre scalzo, risponde così: “Volevo che il mondo sapesse che il mio paese, l’Etiopia, ha sempre vinto con determinazione ed eroismo“. Bikila stabilisce il nuovo record mondiale con il tempo di 2 ore, 15 minuti e 16 secondi.

Perché viene ricordato Abebe Bikila?

La vittoria di Bikila alle Olimpiadi di Roma passa alla storia come una vera e propria impresa epica. Questo sia perché corre completamente scalzo tutta la gara, ma anche perché quella di Roma è la sua terza maratona in assoluto. Al suo ritorno in Etiopia viene accolto e acclamato come un vero eroe e salvatore della patria: la Guardia Imperiale lo promuove al ruolo di caporale e gli regala una casa e un Maggiolino della Volkswagen con tanto di autista privato (Bikila non sapeva guidare). Quattro anni dopo partecipa alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964. Le condizioni fisiche di partenza non sono ottimali a causa di una recente un’operazione chirurgica all’appendice, ma nonostante ciò taglia per primo il traguardo un’altra volta e si aggiudica la seconda medaglia d’oro. Nella storia della maratona, Abebe Bikila è il primo atleta di sempre a vincere le Olimpiadi due volte di seguito.

Abebe Bikila
(Foto di Bettmann/Getty Images)

Come è morto Abebe Bikila?

Nel 1968 Abebe Bikila partecipa alle ultime Olimpiadi della sua carriera, che si tengono a Città del Messico. A causa di vari disagi fisici però è costretto a ritirarsi prima di raggiungere il traguardo finale. L’anno successivo – nel 1969 – è coinvolto in un incidente automobilistico in cui rimane paralizzato dal torace in giù. Le cure che riceve non riescono a farlo tornare a camminare. Dopo l’episodio lui commenta con saggezza e lungimiranza l’accaduto: “Gli uomini di successo incontrano la tragedia. È stato il volere di Dio se ho vinto le Olimpiadi, ed è stato il volere di Dio a farmi incontrare l’incidente. Ho accettato quelle vittorie come accetto questa tragedia. Devo accettare entrambe le circostanze come avvenimenti della vita e vivere felicemente“.

Dopo aver perso l’utilizzo degli arti inferiori e quindi anche la possibilità di giocare sport a lui cari come calcio, tennis e basket sceglie di cimentarsi comunque nella pratica di altre discipline come il tiro con l’arco e il ping pong. Viene invitato come ospite alle Olimpiadi di Monaco, in Germania, nel 1972, e riceve allo stadio una standing ovation a margine della cerimonia di inaugurazione. Abebe Bikila muore a causa di un’emorragia cerebrale a soli 41 anni, il 25 ottobre 1973. Al suo funerale accorrono oltre 75mila persone e anche la famiglia dell’imperatore. Nel marzo del 2010 – in occasione della sedicesima edizione della Maratona di Roma – l’atleta etiope Siraj Gena per omaggiare Bikila decide di togliersi le scarpe e correre le ultime centinaia di metri scalzo, tagliando vittorioso il traguardo.

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