Lunedì sera la sfida contro il Cagliari si avvicina e, dal campo, arrivano indicazioni decisive sullo stato della Roma. Nella seduta mattutina a Trigoria diversi elementi hanno seguito un programma individuale, segnale che lo staff sta dosando carichi e rischi a ridosso del match.
Quattro giocatori risultano già fuori causa per la partita, altri restano da monitorare nelle prossime ore. Una valutazione specifica riguarda Hermoso, alle prese con una contusione al piede, mentre le condizioni di Dybala e Ferguson restano un rebus che sarà sciolto solo dopo l’ultimo allenamento. Domenica 8 febbraio 2026, alle 13.30, è attesa la conferenza stampa di Gasperini, appuntamento chiave per aggiornare il quadro e capire quali scelte potranno orientare la vigilia.

Aggiornamento da Trigoria: lavoro personalizzato e indicazioni dalla seduta del mattino
La mattinata a Trigoria ha offerto un primo, concreto spaccato sulle condizioni della Roma alla vigilia del confronto del lunedì sera con il Cagliari. Il dettaglio che salta agli occhi riguarda il gruppo di giocatori impegnati in un percorso individuale: si tratta di Dovbyk, Dybala, Ferguson, Kone, El Shaarawy, Hermoso e Vaz. Il lavoro a parte, in questa fase della settimana, non è soltanto una misura prudenziale: indica come lo staff tecnico e quello medico stiano calibrando con precisione gli stimoli per ogni singolo atleta, alla luce di acciacchi, minute contusioni o semplicemente della necessità di rispettare una progressione di carico graduale. Nelle ore che precedono un impegno ufficiale, questa scelta ha un valore duplice: da un lato tutela chi non è al cento per cento, dall’altro consente di verificare reazioni e sensazioni senza forzare la mano.
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La presenza contemporanea di sette nomi in lista personalizzata racconta anche il livello di attenzione della società davanti a una fase delicata della stagione. Quando il calendario incalza e l’obiettivo è arrivare al giorno gara con la rosa più ampia possibile, ogni esercizio, ogni test, ogni feedback assume un peso specifico. È in questo contesto che il gruppo “separato” va letto non come un segnale allarmante, ma come un percorso di verifica accelerata. La cornice operativa è chiara: chi sta bene rientrerà in gruppo, chi invece presenterà ancora fastidi verrà preservato. Lo testimonia la gestione di Hermoso, che ha accusato una contusione al piede e che, proprio per la natura del trauma, necessita di essere rivalutato nel giro di 24 ore.
Per la Roma, il monitoraggio ravvicinato di profili come Dybala e Ferguson aggiunge una variabile alla preparazione tattica, ma non la stravolge. La squadra ha impostato la settimana su principi chiari, con l’idea di poter cambiare interpreti senza perdere struttura. Da qui alla rifinitura, i segnali che arriveranno dal campo — sensazioni nei cambi di direzione, risposte allo sforzo specifico, assenza di dolore residuo — saranno determinanti per capire chi potrà essere arruolabile, con quale minutaggio e in quale ruolo. Intanto, l’indirizzo generale resta improntato alla prudenza: il lavoro differenziato è uno strumento per proteggere il patrimonio tecnico e, allo stesso tempo, per arrivare a lunedì con quante più opzioni possibili sul tavolo.

Infortuni e valutazioni: assenti certi, dubbi dell’ultima ora e il punto su Hermoso
Il quadro delle indisponibilità in vista di lunedì presenta già quattro certezze: Dovbyk, Kone, El Shaarawy e Vaz non saranno della partita. Una decisione netta, frutto di valutazioni mediche che privilegiano il recupero completo rispetto al rischio di ricadute. Questo gruppo di assenti riduce le alternative in corsa e impone alla Roma di ragionare in anticipo sulle rotazioni, ma la chiarezza dei tempi consente quantomeno di preparare soluzioni coerenti fin dall’inizio della gara. Diverso, e più fluido, il discorso legato a Hermoso: la sua è una contusione al piede, episodio che, a differenza di lesioni muscolari o tendinee, può evolvere rapidamente con il giusto trattamento. Per questo lo staff si è riservato una nuova valutazione nella giornata di domenica, con l’eventualità — tutt’altro che remota — di un rientro in gruppo qualora il dolore residuo rientrasse entro parametri accettabili.
Restano invece in forte dubbio Ferguson e Dybala. La loro situazione è tipica delle vigilie più complesse: atleti che non sono formalmente indisponibili, ma che necessitano di una prova del nove nella rifinitura per capire se potranno essere convocati e, in tal caso, con quale minutaggio potenziale. La differenza tra essere in panchina come opzione per uno spezzone o essere titolare pienamente arruolabile passa da dettagli misurabili: sensazioni sullo sprint, elasticità nei gesti tecnici, assenza di fastidi nelle accelerazioni e nelle frenate. È qui che l’allenamento della domenica diventa spartiacque, perché offrirà parametri oggettivi allo staff per comporre la lista e definire le priorità.
Un tassello informativo importante è atteso dalla conferenza di Gasperini, fissata per domenica 8 febbraio 2026 alle 13.30. Il tecnico fornirà aggiornamenti, chiarirà le linee guida adottate in settimana e, verosimilmente, indicherà se alcuni giocatori potranno essere “gestiti” in funzione del secondo tempo o se si punterà su un assetto iniziale più conservativo. La chiave resta sempre la stessa: evitare rischi superflui, capitalizzare i progressi verificati sul campo e arrivare alla partita contro il Cagliari con la miglior combinazione possibile tra condizione fisica, affidabilità e sostenibilità dei carichi.

Impatto sulla sfida di lunedì e scenari possibili per gestione e scelte
Le assenze certe di Dovbyk, Kone, El Shaarawy e Vaz, combinate con i dubbi che riguardano Dybala e Ferguson, incidono in modo concreto sulla preparazione mentale e operativa della Roma verso la gara di lunedì sera con il Cagliari. Il primo impatto è sulla profondità delle rotazioni: con quattro profili già fuori, ogni scelta iniziale va pesata anche in funzione dell’energia da preservare per la ripresa. L’eventuale recupero di Hermoso rappresenterebbe un segnale prezioso per la solidità complessiva, ma il club non forzerà tempi o situazioni: meglio un’assenza in più oggi che una complicazione domani. Nel frattempo, lo staff può impostare il piano partita su principi chiari: gestione del ritmo, attenzione ai dettagli nelle transizioni e capacità di leggere i momenti, soprattutto se alcune risorse tecniche cardine non dovessero essere disponibili dal primo minuto.
Qualora Dybala e Ferguson venissero giudicati idonei solo parzialmente, la loro presenza in distinta avrebbe un valore strategico anche per l’ultima mezz’ora, quando spesso le gare si decidono sugli episodi e sulla qualità delle giocate. Ma è uno scenario che si sbloccherà soltanto dopo la rifinitura di domenica. La conferenza di Gasperini alle 13.30 aggiungerà ulteriori coordinate, non tanto sui nomi — che restano subordinati ai test sul campo — quanto sulle intenzioni: se privilegiare equilibrio e coperture preventive, oppure cercare da subito ampiezza e aggressività. In ogni caso, la Roma dovrà saper governare le emozioni e massimizzare le certezze consolidate in settimana, evitando di disperdere energie in funzioni improvvisate.
Il contesto della vigilia, con diversi elementi monitorati passo dopo passo, suggerisce una gestione modulare: pronti a cambiare in corsa senza intaccare i principi del gioco. È una sfida nella sfida, che spesso determina la differenza tra controllare i momenti chiave o inseguirli. Da qui al fischio d’inizio, gli snodi sono due: la risposta di Hermoso alla contusione e gli esiti dei test per Dybala e Ferguson. I quattro assenti già conclamati — Dovbyk, Kone, El Shaarawy, Vaz — fissano un perimetro di certezze con cui fare i conti; tutto il resto è una partita a sé, fatta di sensazioni, indicatori oggettivi e scelte di buon senso. Lunedì sera contro il Cagliari, la Roma porterà in campo questo lavoro di cesello: la qualità del piano dipenderà dalla salute dei singoli, ma soprattutto dalla capacità del gruppo di tenere alta l’intensità e di tradurre la prudenza della vigilia in lucidità durante i novanta minuti.