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Il Milan rinasce sulle fasce e Pioli riscopre Bonaventura. Aspettando i gol delle punte e Ibrahimovic

rinascita milan

Dopo due mesi il Milan torna a vincere una partita in trasferta e intravede uno spiraglio di luce in una stagione che sembrava piombata nelle tenebre profonde. Per sbancare Parma basta un gol di Theo Hernandez a due minuti dal gong finale. Tre punti d’oro per i ragazzi di Stefano Pioli che agganciano così il Torino al decimo posto e guadagnano una settimana di tranquillità.

Pioli: “Non possiamo stare così in basso”

“Siamo stati intelligenti, lucidi e attenti, ma abbiamo vinto meritatamente. Abbiamo giocato una gara con idee e posizioni chiare e con lo spirito giusto”, ha detto Pioli a fine partita elogiando i suoi. Puntuale però è arrivato anche il monito del tecnico emiliano: “La classifica la lascio appesa nello spogliatoio, perché dobbiamo essere realisti: non è con questa vittoria che aggiustiamo tutto. Mancano tre partite prima di Natale e dobbiamo portare a casa più punti possibili, perché il Milan non può essere in quella posizione”.

Il calendario si addolcisce

Dopo aver sostituito Marco Giampaolo, Pioli ha affrontato, tra le altre, Roma, Lazio, Juventus e Napoli conquistando solo un punto. Ora però il calendario è più clemente e da qui a Natale mette in successione le sfide a Bologna, Sassuolo e Atalanta: due in trasferta e una in casa, contro i neroverdi di De Zerbi. Un Milan che vuole rialzarsi dovrebbe riuscire a portare a casa almeno 7 punti. Quelli che permetterebbero di passare un Capodanno sereno e che darebbero all’allenatore le basi per organizzare il riscatto rossonero nel girone di ritorno.

Rinascita del Milan e di Bonaventura

Qualcosa di buono si sta cominciando a vedere. Contro il Parma i rossoneri hanno tenuto per buona parte del tempo il pallino del gioco chiudendo la partita con un incoraggiante 67 per cento di possesso palla. I terzini al momento sono i punti di forza: Theo Hernandez è la più bella scoperta di quest’anno e Andrea Conti sembra finalmente tornato sui suoi livelli. Due tasselli importanti per la rinascita del Milan.

A centrocampo invece il recupero di Giacomo Bonaventura sta spingendo il reparto a fare il salto di qualità, soprattutto per la voglia e la determinazione che mette ogni volta sul terreno di gioco. Con lui i rossoneri guadagnano, oltre che in abilità tecniche e tattiche, in senso di appartenenza e cattiveria agonistica: tutte doti che sono mancate in questo primo scorcio di stagione e che potrebbero favorire la rinascita del Milan. A poco a poco anche i nuovi arrivi si stanno facendo spazio: Rade Krunic sta carburando e ha migliorato la manovra dei rossoneri quando è entrato in campo a Parma, mentre Ismael Bennacer sta tentando di cementare il suo posto da titolare in mezzo al campo.

Meno di un gol a partita

Il reparto che stenta maggiormente è l’attacco: 13 gol in 14 partite sono davvero pochi. Il giocatore maggiormente in difficoltà sembra proprio quel Krzysztof Piatek che lo scorso anno segnava a raffica. Solo tre reti stagionali in dodici partite per il polacco, a Parma a secco per il sesto match consecutivo e sostituito dopo un’ora di gioco da Leao. Anche l’attaccante portoghese non sta dimostrando il suo valore, che aveva fatto intravedere a fiammate a inizio stagione. Ante Rebic è invece ancora oggetto misterioso dalle parti di Milanello: dopo aver incantato con la maglia dell’Eintracht Francoforte, il croato è scomparso in rossonero (6 presenze e 0 gol). E se Suso e Chalanoglu non incidono, allora per il Diavolo diventa dura vincere le partite.

Aspettando Ibrahimovic

Una grossa mano potrebbe darla Zlatan Ibrahimovic. La trattativa per riportare lo svedese a Milano è più viva che mai. Nel giro di due settimane i dirigenti del Milan dovrebbero avere una risposta alla loro proposta di un contratto di diciotto mesi. Al momento il suo procuratore, Mino Raiola, non sarebbe del tutto soddisfatto dell’ingaggio proposto, circa sei milioni complessivi.