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Il Milan ricomincia da tre. Pioli ha scelto gli uomini chiave del nuovo Diavolo

Ricomincio da tre. Stefano Pioli sta preparando il suo esordio da allenatore del Milan contro il Lecce, a San Siro, nel silenzio di Milanello. Mancano i nazionali, mancano anche i tifosi, però la voglia di rilanciarsi c’è. Soprattutto tra quei giocatori che, con Giampaolo, si sono sentiti un po’ trascurati. Pioli ripartirà dal 4-3-3 e da Lucas Biglia, ma anche da Lucas Paquetà e da Rafael Leao.

Biglia e il passato da Champions con la Lazio

L’argentino è una vecchia conoscenza del nuovo allenatore, che senza indugio gli ha costruito la Lazio intorno nella stagione 2014-2015. Risultato: terzo posto e qualificazione alla Champions. Oggi Lucas Biglia ha 33 anni e il rendimento è in netto calo. Ma Bennacer, reduce dalla pessima prova contro la Fiorentina, non sembra proprio poter scalzare il collega di reparto in un momento così difficile, in cui chi ha più esperienza può aiutare a rialzare la testa. Sin qui ha disputato solo tre partite, sempre da titolare e senza mai essere sostituito.

Paquetà, le polemiche sono il passato

Dall’Argentina al Brasile: l’altro giocatore in cerca di rilancio dopo la parentesi Giampaolo è senza dubbio Lucas Paquetà. L’ex Flamengo ha ben impressionato alla sua prima stagione in Italia con Gattuso, ma quest’anno le incomprensioni con l’allenatore marchigiano sono state tante. Il rapporto si è incrinato dopo la trasferta di Verona, con tanto di polemica via Instagram poi rientrata – dicono – in un faccia a faccia a Milanello.

Paquetà è stato tra i migliori a Genova, prima della sosta. Pioli lo rilancerà come mezzala, al fianco di Biglia. In una mediana fatta di piedi buoni serve anche qualcuno che ci metta muscoli e corsa: ecco perché la cerniera di centrocampo dovrebbe essere completata da Kessié. Paquetà, con Giampaolo, ha giocato cinque partite, e solo una da titolare (Verona), ma senza mai giocare più di 45 minuti (in tutto, 218 minuti).

L’arma in più: Leao “alla Chiesa”

Forse l’unica nota lieta del Milan targato Giampaolo, anche se l’ex tecnico non si è mai affidato in maniera decisa al portoghese: 17 minuti all’esordio con l’Udinese, poi panchina con Brescia e Verona. Tre gare in cui il gioco dei rossoneri non ha convinto e che hanno spinto a Giampaolo a inserire Rafael Leao dal 1’ contro Inter, Torino e Fiorentina.

Il gol ai viola, sinora l’unico con la maglia del Milan, non è bastato a guadagnarsi la riconferma contro il Genoa. Subentrato a Piatek, però, ha inciso sulla rimonta e sulla vittoria. Nel 4-3-3 di Pioli potrebbe essere il “nuovo” Chiesa, quello consacratosi nella stagione 2017-18: 6 gol in 36 partite. La sua velocità sulla sinistra, unita alla tecnica di Suso sulla destra, potrebbe risvegliare anche la vena realizzativa di Piatek, il pistolero rimasto senza munizioni.