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Juve-Inter: si gioca. Dybala-Lautaro, lo scudetto passa dalla fantasia degli argentini

juventus inter scudetto

Non è mai stata una partita come le altre, tantomeno lo sarà in uno stadio a porte chiuse. Juventus-Inter è la gara scudetto. La classifica vede la Lazio in testa con 62 punti, due di vantaggio sui bianconeri, otto sui nerazzurri. Se però CR7 e compagni devono recuperare una giornata rispetto ai biancocelesti, gli uomini di Conte devono recuperarne due. Insomma, l’Inter è la squadra che ha maggiormente da perdere da questo confronto, ma se riuscisse a vincere a Torino e poi con la Sampdoria allora aggancerebbe la Juventus a 60 punti. A due sole lunghezze dall’armata di Simone Inzaghi, a 12 giornate dalla fine. Ecco perché lo scontro diretto di domenica vale un pezzo di scudetto.

Conte: “Dobbiamo sapere quando giocheremo”

Certo, senza tifo non sarà la stessa cosa. Soprattutto per Antonio Conte, che tornerà da avversario in quella che è stata casa per una vita. Sarà la prima volta dopo lo strappo estivo del 2014. Il passaggio tra le linee nemiche, però, non sarà sottolineato dai fischi. Chissà se gli farà piacere. In conferenza stampa (annullata invece quella di Maurizio Sarri), intanto, dichiara che “il pubblico è importante, ma la salute viene prima di tutto. Ci siamo dovuti adeguare, ma dobbiamo sapere il giorno della partita, avere un programma ben chiaro, perché da professionisti seri dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter preparare tutto con il giusto tempo”.

E sulla sfida in sé: “Sappiamo di affrontare una squadra molto forte, abbiamo rispetto per quello che stanno facendo. Da parte nostra c’è la voglia e l’ambizione di cercare tramite il lavoro di avvicinarci quanto più possibile. Per noi è importante alzare l’asticella”.

Le sfide nella sfida

Ci sarà poi la partita nella partita, quella tra le scrivanie. Juventus-Inter è la sfida tra Fabio Paratici e Beppe Marotta, insieme per 15 anni prima alla Sampdoria poi a Torino. L’affare CR7 li ha allontanati, ora i duelli a distanza sono tutti sul mercato. Prima l’azione di disturbo per Lukaku, poi l’affare Kulusevski. I prossimi scontri potrebbero nascere per Chiesa e Tonali, o magari per Timo Werner e Mauro Icardi. Lo dirà il tempo.

Si attendono gol argentini

Stando al campo, invece, riflettori puntati soprattutto sui due bomber, Lukaku e Cristiano Ronaldo. Il belga (“un esempio per il gruppo”, Conte dixit) ha segnato 17 reti, il portoghese 21. Prima del blocco forzato del campionato, però, CR7 ha giocato una straordinaria prima parte del 2020: 13 reti in 9 partite, tra Serie A e Coppa Italia, con una tripletta e due doppiette. La Juve, da qualche settimana, dipende da lui. Così come l’Inter da Lukaku: i nerazzurri vincono quando il centravanti segna. Altrimenti si fa dura.

Ma in questa sfida infinita, un ruolo importante ce l’avranno anche le seconde punte: gli argentini Lautaro Martinez e Paulo Dybala si affronteranno pure in ottica Nazionale. Senza dimenticare Gonzalo Higuain, pronto a cambiare il corso degli eventi dalla panchina: perché quando il Pipita vede nerazzurro si scatena.

Sarri col 4-3-3, Cuadrado ancora davanti

Sarri, all’andata, ha scelto il 4-3-1-2. Era la Juve col trequartista, un girone fa c’era Bernardeschi alle spalle di Dybala e Cristiano Ronaldo. Ma adesso è il tempo del 4-3-3, con Higuain in panchina e Juan Cuadrado largo a destra. Ed è proprio il colombiano a dare equilibrio alla squadra. A lui, infatti, Sarri chiede il doppio compito: attaccare, certo, ma dando anche copertura in fase difensiva, indietreggiando fino a disegnare un 4-4-2 con lo scivolamento di Matuidi sulla corsia opposta. Con l’idea, nel caso, di spaccare la partita nel finale buttando dentro Douglas Costa. Il brasiliano non gioca da un mese, potrebbe però dare 15 minuti di qualità con le squadre stanche e lunghe.

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Cuadrado, Dybala, Cristiano Ronaldo.

Conte studia il 4-4-2 con Eriksen

Il 3-5-2 di Conte ha un unico grande punto interrogativo: il ruolo di Christian Eriksen. Il danese è stato acquistato ma non è una mezzala come Sensi, Barella o Vecino. L’uruguaiano ultimamente si è ritagliato un posto da titolare, ma potrebbe essere lui il sacrificato per lasciare spazio al colpo del mercato invernale. Con l’ex Tottenham in campo, Barella e Brozovic avrebbero più mansioni difensive, dato che il danese giocherebbe più a ridosso di Lukaku e Martinez. Ma attenzione: Conte ha provato anche il 4-4-2 con Eriksen falso esterno sinistro. Sorprenderà tutti a Torino?

INTER (3-4-1-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Candreva, Barella, Brozovic, Young; Eriksen; Lukaku, Martinez.

Dall’Inghilterra: Juve su Zidane

Intanto, stando al Daily Mail, la Juventus sarebbe interessata a cambiare allenatore dalla prossima stagione. Il Sarrismo latita, spazio allora ai cavalli di ritorno. Il nome è quello di Zinedine Zidane, legato al Real Madrid da un contratto che scade a giugno 2022. I bianconeri offrirebbero 8 milioni di euro a stagione. La candidatura sarebbe caldeggiata da Cristiano Ronaldo. La sensazione è che Sarri si giochi un pezzo di panchina già questa domenica.