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Fiamma Olimpica a Varese: festa all’Acinque per Cortina 2026

Olimpiadi Milano-Cortina 2026

La Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 ha acceso l’entusiasmo di Varese: alla Acinque Ice Arena, in via Albani, una serata di sport e simboli ha riunito atleti, istituzioni e famiglie per salutare il passaggio della torcia.

In pista si sono alternati club del ghiaccio, sugli spalti un pubblico numeroso; quindi il momento più atteso: l’ingresso del Fuoco, la cerimonia e la partenza dei tedofori verso i Giardini Estensi. Un passaggio che vale più di un rito: racconta una città e un territorio pronti ad abbracciare i valori olimpici e a proiettarli nel futuro prossimo dei Giochi.

La cornice e lo spettacolo sul ghiaccio: sei club, un’arena piena e lo spirito olimpico

Clima da grande evento alla Acinque Ice Arena, palaghiaccio che scandisce le giornate sportive di Varese e che, per l’arrivo della Fiamma Olimpica, si è trasformato in un palcoscenico a cinque cerchi. Le gradinate hanno fatto registrare un colpo d’occhio importante, con famiglie, giovani atleti e semplici curiosi richiamati dall’occasione. A dare ritmo alla serata ci hanno pensato le esibizioni delle sei società che animano l’impianto ogni giorno: Varese Curling ha mostrato il fascino tattico delle stone e delle scope, Hockey Varese ha portato sul ghiaccio intensità e velocità con i suoi ragazzi, i Crazy Bees hanno strappato applausi per energia e coordinazione, l’Armata Brancaleone ha proposto numeri dal sapore storico e goliardico, Varese Ghiaccio ha messo in scena la precisione del pattinaggio artistico, mentre IceSport Varese ha firmato un mix di tecnica e creatività.

L’appuntamento ha avuto il sapore di una restituzione: il palaghiaccio, rinnovato e vissuto, restituisce alla città un ruolo da protagonista nel percorso che porta ai Giochi. Dalla tribuna si percepiva una partecipazione autentica: striscioni, sciarpe, telefoni puntati a catturare l’istante. Lo spirito olimpico ha trovato una casa: competizione, certo, ma anche educazione, inclusione e volontariato, i veri carburanti di un movimento che cresce quando si accende l’attenzione del territorio. La serata, orchestrata con cura, ha costruito attesa minuto dopo minuto, fino al buio leggero prima del momento clou: l’accensione della torcia, il cono di luce al centro della pista e l’applauso che ha avvolto la struttura come un abbraccio collettivo.

Autorità in tribuna e messaggi chiari: tra orgoglio lombardo e visione per la città

La presenza istituzionale è stata massiccia, a testimoniare il peso simbolico e operativo del passaggio del Fuoco. In tribuna hanno preso posto il Prefetto Salvatore Pasquariello, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, il sindaco Davide Galimberti con gli assessori Stefano MalerbaAndrea Civati e Ivana Perusin. Per la Regione Lombardia erano presenti l’assessore alla Cultura Francesca Caruso e il presidente Attilio Fontana, che ha sottolineato il valore di un evento capace di unire territori e generazioni. Parole semplici, dirette: 

«È un momento importantissimo», ha rimarcato, legando la Fiamma ai valori che ne definiscono l’essenza – «impegno, determinazione e lealtà» – e al lavoro svolto per accompagnare la regione verso la rassegna: «sarà qualcosa di unico, pensiamo già all’inaugurazione a San Siro».

Una traiettoria che parla non solo di impianti e cantieri, ma di cultura sportiva diffusa. Nello stesso solco si è inserito l’intervento del sindaco Galimberti, che ha richiamato il percorso compiuto dalla città negli ultimi anni insieme al suo palaghiaccio: «a Varese si respira da tempo un clima olimpico», ha spiegato, osservando quanto sia cresciuta la voglia di partecipare, specie tra i giovani provenienti da scuole e associazioni.

Un passaggio, questo, che diventa anche verifica di una scelta amministrativa: investire sull’impianto, rendendolo funzionale per ospitare atleti nazionali e internazionali. «La passione che vediamo stasera è un segnale bellissimo», ha aggiunto, convinto che l’attenzione verso gli sport del ghiaccio continuerà ad aumentare.

In tribuna, applausi convinti hanno accompagnato gli interventi, specchio di un sentimento condiviso: orgoglio per la tappa raggiunta e consapevolezza che l’effetto volano può travalicare l’arena, spingendo l’intero ecosistema cittadino – associazioni, scuole, imprese – a tenere il passo dell’agenda olimpica. L’idea che passa, forte e nitida, è quella di una città innestata in un progetto più grande, capace di restituire benefici tangibili in termini sportivi, sociali e, nel medio periodo, anche economici.

giocatori di Kockey su ghiaccio pronti per le olimpiadi

Il percorso della torcia: l’accensione in pista, i passaggi simbolici e la partenza verso i Giardini Estensi

Con qualche minuto di slittamento sul programma, la Fiamma Olimpica ha fatto il suo ingresso nell’impianto. Protagonista del momento, la pattinatrice varesina Ginevra Negrello, chiamata ad accendere la fiaccola e a portarla al centro della pista: un gesto pulito, emozionante, che ha sintetizzato in un solo istante il legame tra territorio e Giochi.

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Da lì è iniziato un passaggio di testimone scandito con cura, una piccola staffetta in arena che ha condotto il Fuoco tra mani diverse, fino a raggiungere Matteo Cesarini, responsabile della Varese Sport Commission for Winter Games 2026 e motore organizzativo della serata. Lo scambio successivo ha coinvolto una figura simbolo dello sport varesino, Roberto Blumer, custode di una tradizione che sul ghiaccio ha trovato una collocazione naturale. A lui il compito di uscire dalla Acinque Ice Arena e di dare ufficialmente il via alla staffetta dei tedofori varesini verso il villaggio olimpico allestito ai Giardini Estensi.

La scena, accompagnata da una scia di applausi e flash, ha avuto il sapore del rito collettivo: l’arena che consegna il Fuoco alla città, gli atleti che cedono il testimone alla comunità, la comunità che lo accompagna lungo le vie. È in questo incrocio tra gesto sportivo e appartenenza civica che il passaggio della torcia trova tutto il suo senso. In prospettiva Milano Cortina 2026, è esattamente questo il capitale da non disperdere: trasformare l’onda dell’evento in progetti concreti, formare competenze, attrarre pubblico e sponsor, consolidare un calendario che renda l’impianto un riferimento permanente.

La serata di Varese ha dimostrato che la miccia è accesa. Ora tocca a istituzioni, società e territorio alimentare quella fiamma – sportiva e culturale – perché continui a illuminare il cammino che porta ai Giochi e, soprattutto, ciò che resterà dopo la cerimonia di chiusura.