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Contratto unico calcio, perché si parla di possibile innovazione

Contratto unico calcio serie A

Contratto unico calcio, una categoria, la A e una disciplina contrattuale per tutti quelli che ci lavorano dentro. Un argomento che riguarda da vicino il settore ma che allo stesso tempo si muove nell’invisibile; ossia nel solco di ciò che accade dietro le quinte di una società.

Ora in casa Lega calcio si parla dei lavoratori impiegati nei club ma che non sono giocatori. E di come metterli in regola per fare del settore un organismo compatto, che lavora in maniera produttiva con tutele, diritti e indirizzi ben precisi. Questo il ritmo di chi vuole fare diventare il reparto una potenza non frammentata ma coesa.

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Contratto unico calcio: le anticipazioni

Al di là del trattamento che interessa i campioni di serie A i cui stipendi, cartellini, trattamenti economici sono spesso di grande dominio pubblico. Si tratterebbe del primo esperimento di questo tipo in Europa, come riporta il Corriere della Sera.

Sarebbero circa 5000 gli interessati tra magazzinieri, impiegati, centralinisti la parte del «personale non giocante» sul quale si è aperto un tavolo di confronto tra Cgil, Cisl e Uil. Oggi queste figure sono inquadrate attraverso contratti molto diversi che spesso non tengono conto della specificità del mestiere. Per ora il nuovo contratto riguarderà solo la A. Eppure è probabile che fornito il modello anche altre categorie si adegueranno all’innovativo modulo.

Ma il tema delle riforme del settore, lato giocatori, riguarda anche il professionismo sportivo e la modifica di una norma vecchia, la legge del 1981, che ancora non riconosce il professionismo sportivo per gli sport femminili. Di recente è stato approvato alla Camera un disegno di legge, il numero 1372, che delega il Governo ad adottare una serie di misure per l’ordinamento sportivo. Tra le possibili applicazioni, il riconoscimento del ‘lavoratore dello sport’, una figura che include preparatori atletici e tecnici e il superamento delle diversità di genere per l’accesso alla professione. Ma per ora è un ‘chissà’.

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Probabile che l’effetto movimentista del settore sia però derivato anche dalla grande attenzione riservata all’Italia dei Mondiali femminili. “Il Mondiale lo avete vinto qui: conquistando la pubblica opinione. Avete acceso i riflettori sul vostro sport in un modo non più revocabile”. Lo ha ribadito il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’incontro con la Nazionale al Quirinale in chiusura di Mondiale. E forse queste novità ne sono il segnale più concreto.

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