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Fontana guida l’Italia: oro staffetta short, bronzo curling

Milano-Cortina

Milano-Cortina 2026, Italia d’oro nella staffetta mista di short track e bronzo nel doppio misto di curling

Serata di ghiaccio e di emozioni per l’Italia olimpica: sul circuito rapido di Milano la staffetta mista di short track ha conquistato un oro scintillante, mentre poche ore più tardi a Cortina il doppio misto di curling ha messo al collo un bronzo di grande spessore. Due podi nello stesso giorno, davanti al pubblico di casa, che alzano il tono dell’Olimpiade e rilanciano le ambizioni azzurre: protagonisti, sul ghiaccio corto, Arianna FontanaElisa ConfortolaThomas Nadalini e Pietro Sighel; sulle corsie del Curling Olympic Stadium, la coppia Stefania Constantini e Amos Mosaner, capace di piegare 5-3 la Gran Bretagna di Jennifer Dodds e Bruce Mouat. In alto, tra i podi del curling, sventolano anche la Svezia dei fratelli Isabella e Rasmus Wranå (oro) e gli Stati Uniti (argento). Due risultati diversi, un’unica chiave: lucidità, coraggio, gestione dei dettagli.

@eurosportitalia UNA GARA DA MANUALE! 🚀 UNA GARA D’ORO! 🥇🇮🇹 L’Italia domina la finalissima staffetta mista di short track. Argento Canada, bronzo Belgio. Arianna Fontana, Chiara Betti, Elisa Confortola, Pietro Sighel, Thomas Nadalini e Luca Spechenhauser sul gradino più alto del podio! ✨💙 #MilanoCortina2026 #Olimpiadi #Olympics #ShortTrack #WinterSport ♬ original sound – Eurosport Italia

Doppio colpo sul ghiaccio di Milano: staffetta mista perfetta per ritmo, cambi e freddezza

La staffetta mista azzurra ha costruito l’oro con un meccanismo di precisione che ha ricordato un orologio: accelerazioni al momento giusto, linee pulite in uscita di curva, cambi millimetrici e sorpassi preparati con pazienza. In prima fila, l’esperienza di Arianna Fontana ha dettato il tono agonistico fin dai primi giri: niente frenesia, solo lettura chiara delle scie e dei varchi, il tutto accompagnato dalla capacità di schermare la pattinata avversaria nelle sezioni più tecniche della pista. Al suo fianco, la freschezza e l’intensità di Elisa Confortola hanno tenuto alto il livello di pressione, costringendo gli avversari a forzare linee rischiose e a consumare energie nei tratti interni. Con Thomas Nadalini la squadra ha mostrato pulizia esecutiva nei passaggi di testimone, evitando contatti inutili e mantenendo velocità residua. A chiudere, Pietro Sighel ha interpretato l’ultima frazione con maturità da veterano: controllo della traiettoria, accelerazione progressiva e scelta del momento per allungare senza offrire scie utili.

Più che uno sprint isolato, il successo nasce dalla gestione dei rischi: poche sportellate, zero forzature, applicazione ferrea del piano gara. La qualità dei cambi — spesso invisibile al grande pubblico ma decisiva per non spezzare il ritmo — ha impedito rientri e sorpassi disperati degli avversari. La leadership di Fontana ha fatto da ancora psicologica: l’azzurra ha condensato lo spirito della notte con una frase semplice, diventata subito simbolo: “Questa è la nostra casa, e dovevamo proteggerla”. Un manifesto del fattore campo, tradotto in velocità e ordine. La miscela di esperienza e fame competitiva ha funzionato come promessa mantenuta: chi aspettava un’Italia aggressiva ma discontinua ha trovato una squadra capace di modulare il ritmo, spostare l’inerzia e congelare la gara quando contava.

@lagazzettadellosport Pietro Sighel ha spiegato a tutti l’ormai iconico arrivo in reverse nella staffetta che è valsa l’oro all’Italia nello short track 🥇⛸️🇮🇹#gazzetta ♬ audio originale – La Gazzetta dello Sport 📰

Cortina esulta: Constantini-Mosaner, bronzo di personalità contro la Gran Bretagna

Dal ruggito di Milano al silenzio denso di Cortina il passo è stato breve. Nel doppio misto di curling, Stefania Constantini e Amos Mosaner hanno rimesso in asse una storia caricata di attese, centrando un 5-3 di valore contro la Gran Bretagna di Jennifer Dodds e Bruce Mouat. Il punteggio dice equilibrio, la lettura del match racconta molto di più: gestione dei momenti caldi, scelta dei pesi e delle traiettorie con freddezza, attenzione maniacale ai millimetri nei finali di end. L’azzurra di casa ha dettato il ritmo strategico, interpretando con lucidità le geometrie: blocchi piazzati per complicare le linee avversarie, guardie alzate al momento opportuno per spezzare la visuale, colpi di fino per aprire varchi o chiuderli senza rumore. Mosaner ha risposto con la consueta solidità: precisione nei take-out quando serviva pulire, sensibilità nel draw per parcheggiare la stone in sicurezza e capitale emotivo per tenere il ghiaccio quando la temperatura della partita saliva.

@eurosportitalia 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐓𝐀𝐍𝐓𝐈𝐍𝐈-𝐌𝐎𝐒𝐀𝐍𝐄𝐑 𝐒𝐈𝐄𝐓𝐄 𝐅𝐎𝐑𝐓𝐈𝐒𝐒𝐈𝐌𝐈𝐈𝐈𝐈𝐈𝐈𝐈𝐈𝐈𝐈𝐈𝐈 🥉 🇮🇹 Vittoria per la coppia azzurra nella sfida contro la Gran Bretagna valevole per il terzo posto: dopo l’oro di Pechino 2022, bronzo a Milano-Cortina 2026 ✨ #MilanoCortina2026 #Olympics #Olimpiadi #Mosaner #Constantini ♬ Idea 10 – Gibran Alcocer

La gestione dei power play è stata esemplare: niente frenesia, solo sfruttamento razionale della disposizione iniziale per costruire il punto senza lasciare controgiocate comode. L’ultimo sasso, mai davvero “facile” a questi livelli, è diventato l’ultimo atto di una prestazione matura, tradotta in abbracci e applausi. Il bronzo pesa doppio perché arriva dopo una semifinale amara: la coppia azzurra non ha cercato alibi, ha trasformato la delusione in energia, rimettendo al centro il proprio gioco. Sullo sfondo, la trama di un torneo che ha incoronato la Svezia dei fratelli Isabella e Rasmus Wranå sul gradino più alto del podio, con gli Stati Uniti d’argento: un podio che certifica la crescita globale della specialità e al tempo stesso valorizza la consistenza dell’Italia, capace di restare attaccata al livello top nelle giornate che contano.

Un volano per tutto il movimento: fattore casa, pubblico e prossimi impegni azzurri

Il doppio podio di giornata non è un lampo isolato, ma il segnale di un sistema che sta trovando continuità e profondità. Lo short track misto — giovane, ritmato, perfetto per la televisione — valorizza l’alchimia fra veterani e nuovi innesti: l’Italia ha mostrato come mescolare caratura internazionale e fame di emergere generi una squadra elastica, capace di leggere la gara e forzare l’errore altrui. L’oro di Milano sposta riferimenti tecnici e psicologici: da qui in avanti, gli avversari dovranno fare i conti con una staffetta che sa cambiare pelle dentro la stessa finale, alternando aggressione, controllo e gestione del traffico senza perdere pulizia di pattinata. Sul piano della percezione, poi, vincere in casa moltiplica l’effetto: il pubblico non è solo sfondo, ma cassa di risonanza delle scelte, una leva che aiuta a rischiare con più fiducia o a difendere con più ordine.

Il curling raccoglie la stessa spinta. La disciplina, già cresciuta in Italia sull’onda di volti riconoscibili e finali carichi di tensione, guadagna nuovi tifosi proprio grazie a partite come quella di Cortina: punte basse, equilibrio prolungato, un paio di “rubate” che cambiano il racconto e una freddezza quasi chirurgica sull’ultimo sasso. Il bronzo di Stefania Constantini e Amos Mosaner non è solo metallo: è un capitale che scende nei club, ispira il vivaio, rafforza la convinzione di poter stare stabilmente nella fascia nobile dei tornei internazionali. In prospettiva immediata, il calendario rimette in pista le squadre a quattro: gli azzurri tornano subito sul ghiaccio con l’obiettivo di incanalare l’entusiasmo nella continuità dei risultati. Lo scenario è chiaro: il ghiaccio di casa non è semplice scenografia, ma laboratorio tattico dove testare soluzioni, applicare protocolli di gioco, costruire identità condivise.