Accordo definito e orizzonte tracciato: il legame tra Marc Márquez e Ducati è destinato a proseguire fino al 2028, con l’ufficialità attesa a breve.
La scelta è maturata nel cuore di Madonna di Campiglio, durante la presentazione invernale della squadra, e potrebbe essere incastonata in una vetrina internazionale a inizio febbraio, in tempo utile per l’avvio del Mondiale del 1/03/2026. Una mossa che consolida la leadership in pista e nel reparto corse, assicurando continuità tecnica e stabilità strategica nel pieno di un ciclo vincente.
Perché il rinnovo fino al 2028 cambia gli equilibri in MotoGP
Spingere l’accordo tra Marc Márquez e Ducati fino al 2028 non è solo un rinnovo: è una presa di posizione su come vincere oggi e prepararsi a farlo domani. La Casa di Borgo Panigale blinda il proprio riferimento sportivo e tecnico fino alla soglia dei 35 anni del fuoriclasse, ponendo al centro del progetto un pilota in grado di orientare sviluppo, metodo e mentalità. L’operazione vale su più livelli: rassicura il box, manda un messaggio al paddock e stabilizza la catena decisionale in un momento in cui il mercato piloti tende a creare turbolenze cicliche. La programmazione a medio termine, in uno sport dove i dettagli contano quanto i decimi, diventa un vantaggio competitivo.
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In questo quadro, la sinergia con Francesco Bagnaia è il moltiplicatore che sposta gli equilibri: due fuoriclasse con stili differenti ma complementari offrono un ventaglio di feedback di altissimo livello, utile tanto per la messa a punto della GP26 quanto per impostare la piattaforma che dovrà affrontare il cambiamento regolamentare del 2027. L’estensione dell’accordo chiude eventuali spiragli agli avversari, che vedono allontanarsi la prospettiva di far leva sull’incertezza contrattuale del numero 93. Nel frattempo, il messaggio del pilota resta lineare e coerente con la sua filosofia competitiva: “Se sono felice e veloce, la priorità è rimanere”. Non è un semplice slogan, ma una guida operativa: serenità, velocità, continuità. Tre parole che definiscono obiettivi e criteri di giudizio dentro il box rosso.
La presenza di figure come Gigi Dall’Igna e Claudio Domenicali completa il quadro: management tecnico e corporate remano nella stessa direzione, evitando frizioni tra tempi industriali e urgenze sportive. Una governance chiara consente di pianificare investimenti, distribuire risorse tra aerodinamica, elettronica e ciclistica, e difendere la supremazia in un campionato in cui l’inerzia di vittorie si costruisce nell’inverno e si difende la domenica. In sintesi: la scelta di prolungare adesso rafforza l’oggi e spiana la strada al domani, fissando una rotta che gli avversari dovranno inseguire.
Tempistiche, luoghi e segnali: la linea del tempo verso l’ufficialità
L’accordo è stato definito durante la presentazione invernale a Madonna di Campiglio, cornice simbolica per un progetto che guarda lontano. La scansione temporale racconta l’attenzione ai dettagli: definizione del patto nel ritiro di montagna, finestra ideale per l’annuncio tra inizio febbraio e l’avvio del Mondiale del 1/03/2026, con la possibilità di sfruttare un palcoscenico globale come la vetrina di Kuala Lumpur. Tempistiche non casuali: inquadrare la comunicazione prima dei test e del via iridato significa togliere rumore di fondo al lavoro del box e presentarsi in pista con un messaggio netto a tifosi, sponsor e avversari.
Dal punto di vista sportivo, l’ufficialità anticipata rispetto alla prima gara evita che il tema contrattuale diventi la narrazione dominante dei primi weekend. Con il perimetro definito, la squadra può concentrare energie sull’esecuzione dei programmi tecnici: simulazioni, gestione gomme, comparazioni di pacchetti aerodinamici, strategie di qualifica e sprint. Ogni elemento di chiarezza aiuta, perché riduce variabili extra sportive in un calendario serrato. Anche per il pilota, presentarsi al mondiale con il futuro già in tasca consente di lavorare con lucidità sulle priorità dell’adattamento e del passo gara, senza l’ansia di dover rispondere a interrogativi sul domani.

I segnali che filtrano dal paddock sono coerenti: la progressione delle tappe — definizione dell’accordo, finestra d’annuncio, focus sui test — compone una road map che punta a massimizzare l’impatto mediatico e l’efficienza operativa. In parallelo, le figure chiave come Gigi Dall’Igna e Claudio Domenicali lavorano per proteggere l’architrave del progetto da possibili distrazioni, mantenendo il racconto pubblico sul binario dello sviluppo e degli obiettivi. Il risultato è una traiettoria pulita verso l’ufficialità: quando il semaforo si spegnerà per la stagione 2026, il quadro contrattuale del numero 93 con Ducati avrà già una direzione chiara.
La leva tecnica: sviluppo GP26 e progetto 2027 con feedback d’élite
La posta in gioco non è soltanto il 2026. Il rinnovo fino al 2028 viene concepito come una leva tecnica per governare la transizione verso il nuovo regolamento 2027, che imporrà cambiamenti profondi e premierà chi saprà integrare sviluppo, metodo e talento. A Borgo Panigale l’obiettivo è duplice: ottimizzare la GP26 e, insieme, far crescere il cantiere della moto 2027. In questo incastro, i feedback di Marc Márquez e Francesco Bagnaia diventano una risorsa di valore assoluto. Due sensibilità di guida differenti consentono di leggere la moto su più frequenze: inserimento e trazione, gestione del freno motore, risposta dell’erogazione nelle fasi di pick-up, bilancio tra deportanza e velocità di punta con le nuove specifiche aerodinamiche.
La stabilità contrattuale permette inoltre di programmare sessioni di prova mirate, distribuendo i compiti tra comparazione di pacchetti e sviluppo puro. Mentre il box lavora su mappature, usura gomme e consumo, la direzione tecnica può accumulare dati su cui basare le scelte della piattaforma 2027: geometrie, pacchetti di ali, bilanciamento dei pesi, algoritmi di controllo della coppia. Il tutto senza l’urgenza di “inventare” soluzioni per tappare i buchi, ma seguendo una linea di avanzamento progressiva e verificabile. La filosofia è chiara: costruire continuità per poi accelerare quando il quadro normativo lo richiederà.

A rafforzare l’ecosistema, dal 2026 anche Álex Márquez guiderà una Desmosedici in specifica factory: una scelta che allarga la base dati senza disperdere qualità. Più piloti su moto allineate significa più confronti incrociati, tempi di sviluppo più rapidi e una maggiore capacità di validare modifiche in condizioni reali di gara. L’“effetto volano” citato nei corridoi è proprio questo: ogni giro utile genera informazioni che alimentano decisioni più informate nel ciclo successivo. Con Marc Márquez legato fino al 2028, il know-how accumulato non rischia di “migrare” altrove nel momento cruciale della transizione regolamentare, ma resta dentro il perimetro rosso per essere capitalizzato fino in fondo.
Condizione fisica, gestione del box e prossime tappe
Capitolo fondamentale: la condizione del numero 93. Dopo un inverno dedicato alla riabilitazione e al lavoro fisico, dal box filtra pragmatismo, non allarmismo. Tra allenamenti off-road e sessioni a Valencia, lo stato di forma di Marc Márquez viene monitorato con criterio dal team manager Davide Tardozzi e dal collaudatore Michele Pirro. La priorità dichiarata è semplice e netta: “Prima la salute, poi il cronometro”. Significa arrivare ai test di Sepang con una lista di priorità tecniche chiara, senza forzare i tempi sotto la pressione dei tempi sul giro. Un approccio che riduce i rischi e massimizza l’efficacia del lavoro in pista, perché mette al centro la qualità del chilometraggio, non la quantità.
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In concreto, il programma prevede blocchi di lavoro dedicati all’ergonomia e al carico fisico in staccata, seguiti da comparazioni su aerodinamica ed elettronica per definire la base di gara. Il confronto costante con Francesco Bagnaia servirà a incrociare sensazioni e dati, mentre la presenza di Álex Márquez su specifica factory dal 2026 aggiungerà un ulteriore riferimento nella lettura dei pacchetti. L’obiettivo è costruire un “triangolo” di informazioni in grado di guidare lo sviluppo con rapidità e precisione. Dentro il box, il clima è descritto come solido: la continuità contrattuale riduce la pressione ambientale e consente a ingegneri e meccanici di concentrarsi su procedure, aggiornamenti e validazioni senza il rumore di fondo del mercato.
Guardando alle prossime settimane, i test di Sepang saranno il primo vero banco di prova, seguiti dalla fase finale di rifinitura prima della gara inaugurale del 1/03/2026. Se l’annuncio arriverà nella finestra prevista, Ducati potrà presentarsi al via con una dichiarazione d’intenti completa: squadra chiusa, guida tecnica stabile, target chiari. L’immagine che ha avvolto Madonna di Campiglio, con il rosso a dominare striscioni e slogan, diventa metafora dell’orizzonte: la rotta è tracciata, e corre fino al 2028. Ora tocca alla pista confermare ciò che la pianificazione ha impostato: trasformare la stabilità in velocità, la velocità in risultati, i risultati in un ciclo vincente capace di attraversare un cambio di regolamento senza perdere inerzia.