Dopo un successo netto e interrotto in anticipo per l’infortunio dell’avversario, Jannik Sinner volta subito pagina e guarda alla prossima sfida con Duckworth.
Nel frattempo, l’azzurro tiene un occhio sulle montagne: segue le connazionali impegnate nella Coppa del Mondo di sci e si sofferma sul rientro di Federica Brignone a Kronplatz, dove la campionessa azzurra ha firmato un convincente sesto posto nel gigante al rientro dall’infortunio. Le sue parole incrociano due mondi solo in apparenza lontani, tennis e sci, e aprono uno spaccato interessante su allenamento, rischi e coraggio.
Un doppio binario che racconta l’oggi dello sport italiano: da una parte la nuova tappa del percorso di Sinner nel torneo in corso, dall’altra il ritorno di una fuoriclasse come Brignone e il pensiero alle Olimpiadi, obiettivo dichiarato dell’azzurra e motivo di tifoseria per i campioni di discipline diverse.
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Sinner tra campo e tifo azzurro: il punto dopo il successo su Gaston
Il cammino di Jannik Sinner riparte da una vittoria arrivata in modo perentorio e poi decisa dal ritiro del francese Gaston, costretto a lasciare il match in lacrime al termine del secondo set per un problema fisico. Un epilogo amaro per il transalpino e una conferma per l’azzurro, che ha mostrato subito solidità e ritmo, senza concedere spiragli all’avversario.
Finita la pratica, l’orizzonte si sposta su Duckworth, prossimo ostacolo: una partita diversa per caratteristiche tecniche e gestione degli scambi, che Sinner affronterà con il consueto mix di aggressività controllata e attenzione ai dettagli. L’italiano, in questa fase, sembra voler tenere il piede sull’acceleratore, ma con lucidità: piano partita chiaro, percentuali alte con la prima di servizio, ricerca costante della presa del campo nelle risposte. La testa è già sulla prossima giornata, perché i tornei si vincono costruendo inerzia match dopo match e proteggendo le energie nei momenti chiave.
@eurosportitalia Gaston disperato, Sinner lo rincuora ❤️🩹 Il tennista francese è costretto al ritiro contro Jannik al termine del secondo set. Tutta la sua amarezza mentre abbandona la Rod Laver Arena 🥺 #Sinner #Tennis #AusOpen #AO2026 ♬ Boundless Worship – Josué Novais Piano Worship
In mezzo, però, c’è lo sport visto da tifoso: Sinner segue con partecipazione le azzurre della Coppa del Mondo di sci, confermando quanto gli atleti, anche ai massimi livelli, si nutrano degli stimoli che arrivano da altre discipline. È un filo che unisce spogliatoi e spazi d’allenamento: vedere chi rientra da un infortunio e torna subito competitivo alimenta motivazioni potenti. Ecco perché il successo “a metà” col ritiro di Gaston non sposta il baricentro del suo presente: l’azzurro archivia, riparte e allo stesso tempo trova nelle imprese altrui una scintilla in più. La partita con Duckworth, in questo senso, diventa un test di maturità: capacità di adattarsi a un avversario dal profilo differente, gestione dei momenti lenti, scelta delle traiettorie sulla diagonale del rovescio per aprire il campo e salire di giri quando si presenta l’occasione. Tutto con l’idea fissa di far durare poco gli scambi “neutri” e imporre la propria identità.
Brignone di nuovo a Kronplatz: il messaggio di Sinner e il valore del rientro
@eurosportitalia Le dolci lacrime di chi non si è mai arreso 🥹💙 #WinterSport #SciAlpino #FISAlpine #Kronplatz #Brignone ♬ suono originale – Eurosport Italia
Tra una sessione d’allenamento e l’altra, Jannik Sinner ha riservato parole forti per Federica Brignone, tornata a Kronplatz dopo lo stop e subito in grado di prendersi un’eccellente sesta piazza nello slalom gigante. La lettura dell’azzurro è lucida: rientrare e competere a questo livello non è scontato, soprattutto quando il corpo va ritarato dopo settimane di lavori mirati e quando la fiducia deve ricostruirsi curva dopo curva.
Sinner lo ha sottolineato con rispetto, rimarcando come il percorso di Brignone abbia pochi paragoni: “Quasi nessuno riesce a farlo”. Non solo: ha inviato un augurio preciso in vista delle Olimpiadi, obiettivo che scandisce la stagione delle azzurre: “Le auguro solo il meglio alle Olimpiadi”. Nel discorso c’è spazio anche per Sofia Goggia, citata come esempio di atleta capace di rialzarsi subito quando qualcosa va storto alla vigilia delle gare.
È un riconoscimento di caratura sportiva e umana: non si parla soltanto di risultati, ma della strada che ci sta dietro, dei lavori in palestra, dei test, dei giorni in cui l’unico avversario è la fatica. Sinner ha aggiunto che la propria carriera, finora, non lo ha costretto a stop così lunghi: una differenza non banale quando si valuta l’impatto di un infortunio e la dimensione psicologica di un rientro. Quel sesto posto a Kronplatz, allora, vale più della classifica: è un segnale di forma, di tenuta mentale e di prospettiva per una stagione che guarda lontano. E mentre il circuito dello sci prosegue il suo calendario serrato, l’intersezione con il tennis diventa un racconto di stima reciproca: i migliori si riconoscono fra loro, perché sanno quanto costi ogni centimetro guadagnato.

Tennis e sci a confronto: gestione del rischio, infortuni e tempi di rientro
Dal confronto tracciato da Jannik Sinner emerge un punto chiave: “Lo sci e il tennis sono due sport totalmente diversi”. Diversi per dinamiche, per esposizione al rischio, per struttura del calendario. Nello sci, quando un infortunio arriva nel cuore dell’inverno, spesso significa fermarsi a lungo e perdere l’intera stagione. Le gare scorrono una dopo l’altra, il margine di rientro è ridotto e il corpo deve tornare a fidarsi subito, perché in pista non esistono mezze misure. È qui che l’azzurro sottolinea la componente mentale: serve quel coraggio concreto di tornare al cancelletto e “buttarsi”, di affidarsi agli automatismi, di gestire la paura residua.
@eurosportitalia Quando Sinner detta il ritmo 🥵🥵🥵 #Tennis #AusOpen #AO2026 #Sinner ♬ suono originale – Eurosport Italia
Nel tennis la dinamica cambia: uno stop può comunque interrompere la programmazione, ma il rientro è più modulabile. Ci sono tornei ogni settimana, esistono finestre di due-tre mesi per rimettersi in carreggiata senza compromettere interamente l’anno, e il rischio intrinseco dell’azione – fatta di scatti, cambi di direzione e impatti controllati – è in media inferiore rispetto a chi scende a oltre cento all’ora su una lastra di ghiaccio.
Questo non significa che il tennis sia “facile”: la ripartenza richiede forma atletica, timing al millimetro e fiducia nei colpi. Ma la struttura del circuito concede una seconda possibilità più spesso. Sinner lo sa e lo dice senza giri di parole, portando anche la propria esperienza: finora non ha vissuto stop tanto lunghi da spezzare la continuità, un vantaggio che ha trasformato in crescita tecnica e mentale. La riflessione dell’azzurro, allora, è anche un invito a leggere i risultati alla luce del contesto: un sesto posto al rientro pesa come una vittoria morale, così come una vittoria in un match abbreviato dal ritiro impone concentrazione per la tappa successiva. Due sport, un’unica grammatica: allenamento, testa, coraggio.
Prossima tappa: Duckworth nel mirino e cosa aspettarsi
Archiviata la giornata con il ritiro di Gaston, il focus di Jannik Sinner scivola su Duckworth, giocatore dal profilo diverso che richiederà aggiustamenti mirati. L’azzurro dovrà innanzitutto governare le prime fasi degli scambi: servizio profondo, percentuali alte sulla prima e sulla seconda per evitare che l’avversario trovi ritmo in risposta. In costruzione, la chiave potrebbe essere la variazione: altezza della palla, uso dello slice difensivo per spezzare il tempo, cambio improvviso sulla diagonale del dritto per aprire il campo. Sinner ha mostrato di saper leggere bene queste situazioni nelle uscite recenti: entrare presto con i piedi dentro al campo e prendersi il centro della riga di fondo è il modo migliore per non subire la trama avversaria.

Ma c’è anche un aspetto mentale: trasformare l’inerzia positiva della partita con Gaston in continuità, senza farsi distrarre dal modo in cui è arrivata la vittoria. Vincere con ritiro può lasciare una strana sensazione; la risposta sta nel mantenere routine e intensità, come se ogni set fosse ancora da giocare. Intorno, resta il fil rouge della settimana: lo sguardo ai risultati delle azzurre nella Coppa del Mondo di sci e l’eco del rientro di Federica Brignone a Kronplatz, con quell’energia che rimbalza da una disciplina all’altra e alimenta la competitività.
È la stessa che Sinner ha condensato nelle sue parole: “Ci vuole coraggio per tornare lì e buttarsi”. In campo, questo si traduce nel prendersi il rischio al momento giusto: salire sulla seconda palla avversaria, cercare la riga su palla break, non arretrare dopo un errore. La sfida con Duckworth diventa così un banco di prova per confermare la crescita: freddezza nei passaggi complicati, gestione dei game al servizio, attenzione a non concedere controbreak. Se l’azzurro terrà la barra dritta, il percorso potrà allungarsi. Con la consapevolezza che, come nello sci, ogni giornata chiede un atto di fiducia: nel proprio gioco, nel lavoro fatto e nell’istinto di chi è abituato a competere per il massimo.