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Sinner tra Dolomiti e Seul: silenzio, sci e sfida ad Alcaraz

Sinner in partita poco prima delle feste di natale

Un Natale vissuto lontano dai riflettori, qualche giorno di sci sulle Dolomiti e poi la partenza per l’Asia: così Jannik Sinner ha dato inizio al suo 2026.

L’azzurro, n.2 del ranking mondiale e riferimento assoluto del tennis italiano, ha scelto la quiete di Sesto Pusteria per ricaricare le energie in famiglia insieme alla compagna Laila Hasanovic , prima di volare a Seul , dove è atterrato mercoledì 7 gennaio 2026 tra l’entusiasmo dei tifosi. In Corea del Sud lo aspetta l’esibizione di sabato 10 gennaio contro Carlos Alcaraz , primo assaggio – non ufficiale ma significativo – di una stagione che lo vede determinato a difendere il proprio status e a spingere per avvicinarsi al vertice del ranking.

Dal silenzio della montagna alla folla dell’aeroporto, il filo conduttore resta la lucidità: pochi e mirati impegni pubblici, tanta concentrazione, e la consapevolezza che tra dieci giorni scatteranno gli Australian Open , primo banco di prova vero dell’anno.

Sinner tra i tifosi, durante un momento di riposo
Jannik Sinner arrives in Turin, Italy, on November 4, 2025 for the ATP finals. (Photo by Elisa Marchina/NurPhoto via Getty Images)

Natale in famiglia e ritorno alle origini

Dopo aver completato la preparazione invernale a Dubai , Jannik Sinner ha deciso di rientrare in Italia con un paio di giorni d’anticipo rispetto al Natale, direzione Sesto Pusteria. Lì, sulle montagne che lo hanno visto bambino con gli sci ai piedi prima che con la racchetta in mano, l’azzurro ha scelto un clima di normalità: niente clamore, nessun evento mondano, soltanto il ritmo lento delle feste in famiglia. Con lui la compagna Laila Hasanovic , presenza sempre più integrata nel suo quotidiano, e alcuni parenti di entrambi, in un contesto volutamente raccolto.

I due sono stati avvistati sulle piste in abbigliamento da sciatori, accompagnati anche da una giovane parente della modella danese: nulla di studiato, piuttosto un ritorno alle abitudini semplici, quelle che Sinner non ha mai nascosto di preferire. Il messaggio è chiaro: in un calendario che diventa ogni anno più adatto e competitivo, il tempo di qualità con i propri affetti vale quanto un allenamento ben riuscito.

La scelta di tenere la vita privata lontana dalle vetrine social non è un vezzo, ma una linea coerente con la sua crescita: proteggere ciò che conta per reggere la pressione di chi, da n.1 d’Italia e n.2 del mondo , vive ogni torneo sotto una lente d’ingrandimento. In questo scenario, la presenza di Laila – già vista al fianco della madre di Jannik, Siglinde , nel box dell’azzurro durante le ultime uscite stagionali – diventa un tassello di continuità emotiva. Le festività tra sciate e pranzi lunghi non sono dunque un semplice intermezzo: raccontano un atleta che ricarica le batterie tornando alle origini, circondato da volti familiari e da un paesaggio che gli appartiene. È qui che Sinner ritrova la sua dimensione più autentica, quella che gli consente di presentarsi alla nuova stagione con un serbatoio mentale colmo e uno sguardo lucido sul lavoro da fare.

Tra neve e silenzio: la scelta della serenità

La parola chiave delle vacanze di Jannik Sinner è stata serenità. Nessuna concessione allo spettacolo, nessuna frenesia da contenuto sociale, ma giornate lente in cui lo sci ha fatto da contrappunto a momenti di convivialità familiare. Per chi guarda soltanto i risultati, può sembrare un dettaglio marginale; per chi vive lo sport ad altissimo livello, è invece un investimento strategico. Sinner ha impostato il suo dicembre con una preparazione intensa Dubai , proiettata su carichi e qualità; il passaggio successivo è stato staccare senza spezzare la catena: le gambe hanno continuato a lavorare tra piste e camminate, la mente si è alleggerita.

L’azzurro ha spesso dimostrato che la sua forza competitiva nasce dall’equilibrio: una routine essenziale, affetti vicini, nessuna sovraesposizione. Anche per questo il contesto “neve e silenzio” non è una parentesi estetica, ma un tassello del metodo che lo ha portato lassù in classifica. A dieci giorni dall’inizio degli Australian Open , il primo Slam dell’anno, presentarsi con la testa libera e il sorriso caldo ha un peso specifico: significa arrivare al blocco di partenza con scorte di attenzione, pazienza e lucidità.

In un circuito in cui ogni dettaglio fa classifica, ridurre il rumore di fondo aiuta a leggere meglio i momenti chiave: una palla break salvata, una scelta tattica al tie-break, una gestione intelligente dei tempi morti tra una partita e l’altro. Jannik lo sa e struttura il contesto di conseguenza. Le immagini delle Dolomiti che hanno fatto il giro dei social – pur senza che lui ci abbia messo troppa regia – restituiscono l’immagine di un atleta che sta bene dove tutto è semplice.

E quando la semplicità diventa disciplina, il beneficio si vede in campo: movimenti più fluidi, decisioni più pulite, energia che non si disperde. È la stessa logica che guida la tutela della sfera privata: meno esposizione, più sostanza. Un viatico ideale per un 2026.

Sinner e Alcaranz in un post partita

Seul e la sfida con Alcaraz partiranno il 2026

Archiviato il capitolo montagna, Jannik Sinner ha preso il volo verso Seul , dove è atterrato mercoledì 
7 gennaio 2026 accolto da un entusiasmo da star. Lì, sabato 10 gennaio, ha partecipato ad un’esibizione di alto profilo con Carlos Alcaraz : non si assegnavano punti, non si entrava nelle statistiche ufficiali, ma si è potuto capire molto su ritmo, sensazioni e fiducia con cui i due fenomeni intendono aprire la stagione.

@rtl1025

🎾 Durante l’esibizione di Seul tra Sinner e Alcaraz, sul 2-2 del secondo set e con lo spagnolo avanti 40-30, il gioco si è fermato per un momento speciale: Sinner ha lasciato il campo a un raccattapalle coreano, che ha giocato uno scambio contro Alcaraz. Nonostante l’emozione iniziale, il giovane ha sorpreso tutti con un bel dritto vincente, scatenando l’esultanza di Sinner dalla panchina. Dopo lo scambio, la partita è ripresa: Jannik ha avuto una palla break, poi annullata da Alcaraz, che ha chiuso il game. 📹 via SuperTennis

♬ suono originale – RTL102.5

Per Sinner è stato il modo migliore per trasformare la serenità delle feste in agonismo controllato: campo, pubblico, scambi veri, senza il peso del tabellone ma con l’intensità che solo un avversario del calibro di  Alcaraz può garantire.

In questa tappa asiatica c’è anche una scelta di calendario: prima il test ad alto livello, poi la rotta verso Melbourne, con l’obiettivo di arrivare agli Australian Open con il motore caldo e la mente sgombra. Il contesto coreano, reso speciale dall’abbraccio dei tifosi, conferma inoltre lo status globale dell’azzurro: da  n.2 del mondo, ogni spostamento è un evento, ogni apparizione una cartina tornasole della sua centralità nel tennis contemporaneo. Ma dietro la popolarità resta la sostanza del lavoro: Sinner porta in campo ciò che ha costruito tra Dubai e le Dolomiti, cercando risposte su servizio, prime accelerazioni e gestione dei punti lunghi.

L’esibizione con Alcaraz, oltre al valore spettacolare, ha offerto proprio questo: un confronto tecnico utile a misurare tempi, altezze di palla e scelte nei momenti caldi contro uno dei riferimenti assoluti del circuito. È il preludio del suo 2026. Se il percorso di avvicinamento è stato pensato per accumulare serenità e ritmo, la Corea del Sud ne rappresenta la verifica in presa diretta. E da lì, con il sorriso di chi ha fatto le cose per bene, l’azzurro può tuffarsi nella nuova stagione con fiducia, pronto a giocarsi tutto nelle prossime due settimane che contano.