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Hawks espugnano Miami 127-115, Fontecchio si mette in mostra

Zaccharie Risacher degli Atlanta Hawks

Notte intensa di NBA tra martedì e mercoledì: in campo dieci partite e una serie di risultati che rimescolano sensazioni e ambizioni su entrambi i lati della lega.

Al Kaseya Center cade Miami, superata dagli Atlanta Hawks con un punteggio pesante (115-127) che lascia il segno e vale, per gli Heat, il momentaneo settimo posto a Est. In evidenza l’azzurro Simone Fontecchio, titolare e produttivo: 34 minuti di qualità chiusi con 18 punti, 6 rimbalzi, 2 assist e 1 stoppata. In cima alla Eastern Conference restano i Detroit Pistons, vittoriosi sui Denver Nuggets (124-121), mentre rispondono presente New York Knicks, Boston Celtics e Philadelphia 76ers. A Ovest, vittorie nette per i Thunder, e successi di peso per Los Angeles Lakers e Phoenix Suns, che chiudono la serata con un sorriso.

Fontecchio contro gli Atlanta Hawks

Miami cede ad Atlanta: ritmo, numeri e implicazioni per la corsa a Est

Il 115-127 con cui gli Atlanta Hawks espugnano il Kaseya Center racconta una partita in cui Miami fatica a dettare il passo e a proteggere il proprio canestro nei momenti chiave. Gli Heat concedono troppo in transizione e pagano a caro prezzo i parziali aperti degli avversari, bravi a trovare continuità al tiro e ad attaccare i closeout con decisione. La differenza si vede soprattutto quando la partita si accende: ogni tentativo di rientrare viene respinto da canestri pesanti e da un controllo del ritmo che rimane stabilmente in mano a Atlanta. Il dato più evidente è proprio il volume offensivo degli Hawks, capaci di toccare quota 127 in trasferta, una soglia che raramente lascia scampo. Per Miami, il ko pesa anche sul piano della classifica: si resta in scia del blocco playoff, ma il settimo posto è un campanello d’allarme per una squadra che ambisce a ben altro nella seconda parte di stagione.

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Nel quadro delle prestazioni individuali, spiccano i 29 punti di Jalen Johnson, autore di una serata in cui abbina aggressività al ferro e precisione nelle conclusioni dalla media, segnando l’inerzia del match ogni volta che la gara sembra riaprirsi. In una notte ricca di prove notevoli, meritano una menzione anche i 26 punti di C.J. McCollum, testimonianza della qualità diffusa emersa nei vari campi. Sul fronte azzurro riflettori su Simone Fontecchio: il suo impatto è concreto e misurabile, con 18 punti a referto arricchiti da 6 rimbalzi, 2 assist e 1 stoppata in 34 minuti da titolare. Numeri che parlano di fiducia e responsabilità, e che alimentano la sua crescita all’interno della rotazione. Per gli Heat, segnali positivi arrivano a sprazzi dall’attacco, ma non bastano per mascherare le crepe difensive. La priorità, adesso, è ritrovare solidità nella metà campo propria e ridurre le pause cestistiche che continuano a costare caro, soprattutto contro avversari in serata di grazia come Atlanta.

Malik Beasley

Est, i Pistons restano davanti: Detroit tiene il primato, Knicks e Celtics incalzano

Detroit Pistons blindano il vertice della Eastern Conference piegando i Denver Nuggets in un finale ad alta tensione: 124-121. La partita è una prova di maturità per la squadra di Mo-Town, capace di reggere l’urto fisico e tecnico contro un avversario dal talento strutturato. Guida l’operazione il leader designato, Cade Cunningham, che timbra una doppia doppia da 29 punti e 10 assist, scandendo il ritmo dell’attacco e scegliendo con lucidità quando colpire dal palleggio e quando innescare i compagni. Di fronte, la presenza di Nikola Jokic impone letture rapide e grande disciplina a rimbalzo; Detroit risponde con esecuzione, pazienza e solidità nella gestione dei possessi finali. Per chi insegue, la notte regala messaggi chiari: i New York Knicks travolgono Washington con un eloquente 132-101, margine che racconta della profondità della rotazione e dell’intensità messa sul parquet sin dalla palla a due.

Completano il quadro due affermazioni esterne pesanti: i Boston Celtics passano sul campo dei Dallas Mavericks, mentre i Philadelphia 76ers colpiscono in casa dei Golden State Warriors. Per Boston è la conferma di una identità tecnica basata su difesa versatile e letture rapide negli angoli, con l’attacco che si apre grazie alla capacità di muovere la palla e di punire i cambi difensivi. Philadelphia, dal canto suo, capitalizza sulle crepe dei Warriors, tenendo alto il livello di fisicità e scegliendo con criterio i tiri nella metà campo offensiva. In controluce, da segnalare la serata produttiva di Duncan Robinson, chiusa a 20 punti: un dettaglio che fotografa bene la qualità diffusa dei protagonisti nella conference e la tendenza, sempre più marcata, a valorizzare i tiratori nell’economia delle gare.

Shai-Gilgeous Alexander

A Ovest i Thunder dettano legge, poi sorridono Lakers e Suns

La Western Conference offre un messaggio netto: i Thunder corrono. Il 128-92 rifilato a Orlando Ã¨ una prova di forza totale, costruita sulla regia di Shai Gilgeous-Alexander, che sfiora la doppia doppia con 20 punti e 9 assist. La chiave è la continuità difensiva: cambi puntuali, mani veloci sulle linee di passaggio e corsa garantita in campo aperto, dove OKC trova canestri rapidi che spezzano il ritmo avversario. L’attacco scorre con naturalezza grazie alla creazione dal palleggio e a spaziature rispettate, mentre la panchina mette mattoni importanti mantenendo alto lo standard nelle rotazioni. È il tipo di vittoria che vale oltre i due punti in classifica: dà autostima, rafforza la narrativa di una squadra capace di alzare i giri proprio quando serve e di legittimare ambizioni profonde nella corsa ai primi posti del tabellone playoff.

Dietro, si fanno sentire i Los Angeles Lakers, bravi a prendersi il referto rosa sul parquet dei Brooklyn Nets con un convincente 125-109. L’equilibrio tra attacco e difesa, unito alla leadership di LeBron James, consente ai gialloviola di amministrare il vantaggio nei momenti in cui la partita può cambiare direzione. A completare la serata positiva per la costa Ovest ecco i Phoenix Suns, vittoriosi a Portland per 130-125: la coppia formata da Devin Booker e Kevin Durant mette qualità e timing negli ultimi possessi, gestendo le letture con freddezza e trovando canestri pesanti quando il margine si assottiglia. Nel complesso, l’Ovest si conferma terreno di equilibrio dinamico, dove una serata di energia e lucidità basta per spostare l’inerzia.

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