Il piano è chiaro: il Milan vuole un nuovo centravanti subito e ha individuato in Jean-Philippe Mateta il profilo giusto per alzare l’impatto offensivo già nell’immediato.
Nelle ultime ore la trattativa ha compiuto passi significativi, con l’attaccante francese che ha scelto di mettere in pausa ogni altra ipotesi pur di approdare in rossonero. Un segnale ulteriore arriva dalla mancata convocazione per la gara di Premier League di oggi, domenica 1 febbraio 2026, in trasferta contro il Nottingham Forest: un indizio di mercato che pesa, pur senza rappresentare di per sé un’annunciazione. Tra la serata del 31 gennaio e questa mattina si è consolidata l’intesa sull’ingaggio, fissata su 3,5 milioni di euro più bonus a stagione. Resta ancora un tassello da sistemare per mettere la parola fine alla negoziazione e vedere il francese in maglia rossonera già in questa stagione: il club di Via Aldo Rossi spinge, il giocatore aspetta il via libera.
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Lo stato della trattativa e il nodo finale
Il quadro, a oggi, racconta una trattativa in fase avanzata ma non ancora chiusa. Il Milan ha intensificato il pressing nelle ultime 24 ore, consapevole che il tempo è un fattore e che la concorrenza, anche se messa in stand-by dalla scelta del giocatore, potrebbe tornare a bussare. Il punto di svolta è arrivato con l’accordo di massima sulle condizioni personali: Jean-Philippe Mateta ha dato priorità totale al trasferimento a Milano, accettando un pacchetto economico che prevede 3,5 milioni di euro più bonus l’anno. Questo passaggio è cruciale, perché certifica la volontà del calciatore e sgombra il tavolo da possibili rilanci sul fronte dell’ingaggio. Resta, però, quell’“ultimo tassello” indispensabile per sbloccare l’operazione: si tratta del via libera definitivo tra club, con la definizione degli aspetti tecnici e amministrativi legati al trasferimento. In questo tipo di dossier, il nodo può riguardare diversi elementi: la modalità dell’operazione (cessione a titolo definitivo o temporaneo), l’eventuale inserimento di bonus legati a presenze e gol, e la calendarizzazione dei pagamenti.
È in questa cornice che si inserisce anche la mancata convocazione per la sfida di oggi in Premier League contro il Nottingham Forest. Il dettaglio non fa testo da solo, ma sommato alla posizione del giocatore e all’intesa sullo stipendio rafforza la sensazione di una trattativa calda. Dal canto suo, il club di Via Aldo Rossi procede con cautela ma decisione: l’obiettivo è trasformare un accordo di massima in una firma, evitando passaggi a vuoto che possano riaprire scenari alternativi. Lo status, in sintesi, resta “trattativa in corso”: molto è stato fatto, l’epilogo dipenderà dalla capacità di allineare gli ultimi dettagli operativi nelle prossime ore.
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Perché il Milan cerca un centravanti adesso
La scelta di spingere su un centravanti a stagione in corso risponde a un’esigenza tecnica precisa. Il Milan ha bisogno di aggiungere peso specifico nell’area avversaria, alternative credibili per la rotazione e una presenza che aiuti sia in attacco posizionale sia nelle transizioni. In un calendario fitto, con partite ravvicinate e un livello di competitività elevato su più fronti, avere un riferimento offensivo in più può fare la differenza nella gestione delle energie e nelle letture delle gare. L’identikit di Jean-Philippe Mateta si incastra in questa logica: un numero nove capace di giocare spalle alla porta, aprire spazi per i compagni e attaccare il primo palo sui cross. Senza entrare nei numeri, l’attaccante francese porta in dote caratteristiche utili a variare il repertorio offensivo: fisicità nei duelli aerei, profondità quando la squadra decide di alzare il baricentro, lavoro “sporco” per far salire il blocco e liberare la trequarti. Sono leve tattiche preziose quando gli avversari si chiudono sotto palla o quando, al contrario, lasciano metri da attaccare. C’è poi un tema di gestione del minutaggio: inserire un nuovo centravanti consente allo staff di distribuire meglio i carichi, abbassando il rischio di affaticamenti nelle settimane più dense. Infine, la componente psicologica: l’arrivo di un giocatore motivato, che ha esplicitamente scelto i rossoneri mettendo in pausa ogni altra ipotesi, invia un messaggio forte allo spogliatoio e all’ambiente.

Tempistiche, passi formali e scenari possibili
Dal punto di vista procedurale, la partita si gioca ora su pochi, essenziali passaggi. Primo: l’allineamento tra club sulla formula e sui dettagli economici residui. Secondo: la predisposizione dei documenti e delle autorizzazioni necessarie per rendere effettivo il trasferimento, nel rispetto dei regolamenti e delle tempistiche previste. Terzo: l’organizzazione degli step consueti in caso di esito positivo — visite mediche, firma e registrazione — per consentire a Jean-Philippe Mateta di essere a disposizione nel minor tempo possibile. Le tempistiche sono serrate perché l’obiettivo del Milan è chiaro: inserire il centravanti subito, senza attendere finestre più lontane, così da incidere fin da febbraio sul rendimento della squadra.
È in questo quadro che assume rilievo la scelta dell’attaccante di congelare tutte le altre piste: una posizione netta che semplifica la regia rossonera, evitando aste o rilanci sulla parte salariale, già definita sull’asse di 3,5 milioni di euro più bonus. Nel breve termine gli scenari possibili sono tre. Il primo, e preferito dal club di Via Aldo Rossi, è la chiusura nelle prossime ore, con annesse formalità per permettere l’inserimento immediato in gruppo. Il secondo prevede un allungamento della trattativa qualora emergano richieste accessorie sul fronte economico o sulla struttura dell’operazione: in questo caso, la volontà del giocatore resterebbe un fattore chiave per tenere il binario rossonero in pole position. Il terzo, meno probabile alla luce degli indizi odierni ma mai da escludere finché mancano le firme, è lo stallo: un rallentamento che obbligherebbe a riprogrammare le scelte sull’attacco. A fare da sfondo c’è la partita di oggi in Premier League contro il Nottingham Forest, osservata speciale solo per il riflesso di mercato dato dalla mancata convocazione del francese. Il quadro resta dinamico ma definito: trattativa viva, intesa con il giocatore raggiunta, ultimo chilometro da percorrere per trasformare un’operazione ben impostata in un innesto concreto per la squadra.