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Ferrari rilancia in Austria: nuovo carburante e primo step sugli upgrade motore

Piloti Ferrari pronti per l'Austria

Nel fine settimana del Gran Premio d’Austria a Spielberg, la Ferrari arriva con un messaggio tecnico chiaro: non si tratta di “aggiustare” qualche dettaglio, ma di mettere in pista un pacchetto pensato per spostare in avanti il potenziale complessivo della vettura. La novità più interessante non è solo aerodinamica: nel box di Maranello si parla di un nuovo carburante e di un aggiornamento sulla power unit, un doppio intervento che punta a ottimizzare rendimento e costanza, soprattutto in un periodo in cui la stagione entra in una sequenza di gare decisive.

Il contesto rende il tutto ancora più rilevante. Il Red Bull Ring è una pista “corta” sulla carta, ma severa nella pratica: richiede efficienza sui rettilinei, trazione in uscita dalle curve lente e una gestione energetica pulita nei punti in cui si decide il tempo sul giro. In un circuito così, la differenza non la fa soltanto il carico: la fa la qualità con cui il motore spinge, recupera e consegna potenza in modo ripetibile giro dopo giro. Proprio per questo, l’intreccio tra nuovo carburante e aggiornamenti sulla power unit può avere un impatto più immediato rispetto a quanto accade su tracciati più “lunghi” e diluiti.

VASSEUR

Mossa di Ferrari: la logica del pacchetto tra carburante e power unit

Quando un team interviene contemporaneamente su carburante e power unit, la chiave è quasi sempre l’integrazione: non si cerca solo un picco prestazionale, ma una finestra di utilizzo più ampia, più stabile e più “facile” da replicare in condizioni diverse. Il carburante, in Formula 1, non è un accessorio: è un componente progettuale. Cambiare formulazione significa inseguire un equilibrio migliore tra velocità di combustione, controllo delle temperature, protezione del motore e rendimento complessivo lungo lo stint. Se questa evoluzione arriva in un weekend in cui la Ferrari introduce anche un’evoluzione della power unit, il segnale è che la squadra sta cercando un salto di qualità sistemico: più efficienza, migliore erogazione e una gestione più prevedibile del degrado prestazionale legato a calore e stress.

@chronogp LA BENZINA AL CENTRO DELLO SVILUPPO DEL NUOVO MOTORE FERRARI ADUO 1 Il carburante riformulato consente di mantenere la stessa potenza ma migliora il raffreddamento di testate e cilindri. Questa soluzione permette di alzare il livello di sovralimentazione e guadagnare potenza. #fabianovandone #chronogp #3dmodels #f12026 #scuderiaferrari #sf26 #hamilton #leclerc #FIA #aduo ♬ suono originale – ChronoGP

Dal punto di vista sportivo, l’obiettivo non è solo guadagnare qualche centesimo sul giro secco. Il vero valore sta nel dare alla macchina una prestazione “spendibile”: una vettura che risponde in modo coerente quando le gomme entrano nella finestra giusta, quando il traffico complica l’assetto ideale e quando la temperatura pista cambia improvvisamente. Spielberg, con i suoi saliscendi e le staccate che chiedono potenza e stabilità, è un banco prova credibile per capire se il pacchetto riesce a rendere la Ferrari più forte nelle fasi in cui si costruiscono sorpassi, difese e gestione ritmo.

C’è poi un altro aspetto: in una stagione in cui le squadre sono chiamate a scegliere con attenzione dove investire risorse e “slot” di sviluppo, portare una novità che riguarda motore e carburante suggerisce un lavoro già maturato da settimane, con un obiettivo preciso: aumentare l’efficienza globale senza compromettere l’affidabilità. Questo tipo di aggiornamento, infatti, non si giudica solo dai primi giri: lo si giudica da quanto resta consistente dopo prove libere, qualifiche e gara, e da quanto permette ai piloti di spingere senza dover convivere con limiti di temperatura o gestione troppo conservativa.

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In sintesi, la scelta di intervenire su due fronti collegati racconta un approccio pragmatico: trasformare la prestazione in un vantaggio “di sistema”, non in un lampo isolato. È un dettaglio importante perché in un campionato moderno, dove i margini sono sottilissimi, ciò che conta davvero non è soltanto essere veloci per un giro, ma esserlo quando serve: nei giri di attacco, nei giri di difesa e nei giri in cui si decide se allungare o accorciare lo stint.

Che cosa può cambiare a Spielberg?

Il Red Bull Ring amplifica tutto ciò che riguarda accelerazione, efficienza e gestione energetica. Le tre zone “chiave” sono note: uscita dell’ultima curva verso il rettilineo principale, allungo verso la prima staccata, e soprattutto la progressione tra curva 1 e curva 3, dove la trazione e la potenza in salita possono fare la differenza tra attacco riuscito e attacco abortito. In questo scenario, un miglioramento legato al pacchetto carburante-power unit può tradursi in vantaggi concreti, non necessariamente vistosi in un singolo settore, ma decisivi nella somma di micro-dettagli che costruiscono un sorpasso.

Se la Ferrari riesce a ottenere una migliore erogazione, può guadagnare due cose che contano tantissimo in Austria: più velocità di punta a parità di assetto e più “prontezza” in uscita dalle curve lente. La prima aiuta nella difesa: quando ti trovi davanti, sei meno vulnerabile al DRS perché costringi chi insegue a iniziare l’attacco più lontano. La seconda aiuta nell’attacco: se esci meglio dall’ultima curva o da curva 3, ti presenti nel rettilineo già con un vantaggio di velocità che rende l’attivazione del DRS un moltiplicatore, non un semplice pareggiatore.

Spielberg

Dal lato strategico, la combinazione tra rendimento del motore e gestione del carburante può incidere sul ritmo medio. Un powertrain più efficiente permette di “spendere” potenza in modo più intelligente: puoi difenderti quando serve, puoi attaccare quando la finestra è giusta e puoi controllare meglio le fasi di lift and coast, riducendo l’impatto sul tempo sul giro. In gare dove la posizione in pista pesa e le finestre pit stop si aprono e chiudono rapidamente, anche pochi decimi risparmiati nella gestione possono diventare una posizione guadagnata al momento del rientro o un undercut riuscito.

Un altro effetto possibile riguarda la gestione delle gomme. Non è un collegamento diretto e automatico, ma è reale: se sei costretto a spingere più del dovuto per compensare deficit di potenza o di accelerazione, stressi pneumatici e freni. Se invece il pacchetto ti consente di ottenere lo stesso tempo con meno “violenza” sulla gomma, puoi costruire stint più puliti e, soprattutto, mantenere la prestazione più costante quando gli altri iniziano a scivolare. In Austria questo pesa, perché il circuito è breve e ripetitivo: i giri sono tanti, e il degrado non ti concede molti giri “gratis” quando inizi a perdere grip.

Infine c’è la dimensione psicologica e operativa: un aggiornamento così mirato, portato in un weekend ad alta attenzione mediatica e tecnica, può cambiare il modo in cui il team affronta il fine settimana. Se i dati del venerdì confermano la direzione, la squadra può impostare scelte di assetto più aggressive o più coerenti con le caratteristiche del tracciato, invece di inseguire compromessi. In un campionato in cui la fase centrale decide inerzie e gerarchie, Spielberg può diventare il punto in cui la Ferrari prova a trasformare il momento positivo in una traiettoria di crescita stabile.

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