Prima della larga vittoria contro il Parma, la giornata in casa Juventus è stata scandita da un chiarimento netto sul fronte attaccanti.
A fare ordine è intervenuto Giorgio Chiellini, che ha smorzato le voci su un possibile arrivo di Mauro Icardi e ha tracciato i contorni delle altre piste offensive sul tavolo bianconero. Il dirigente ha ribadito che l’obiettivo è trovare un profilo in linea con esigenze tecniche e sostenibilità economica, anche alla luce dell’infortunio di Dusan Vlahovic. Sullo sfondo restano il nome di Randal Kolo Muani, oggi di proprietà del Tottenham, e quello di Joshua Zirkzee, per il quale lo scenario si è complicato dopo gli scossoni al Manchester United. Tutto questo mentre Icardi è legato al Galatasaray, prossimo avversario della Juventus nel playoff di Champions League.
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La smentita su Icardi e le priorità dell’attacco bianconero
La suggestione Mauro Icardi ha tenuto banco per ore, alimentata dall’urgenza di colmare il vuoto lasciato dall’assenza di Dusan Vlahovic. La Juventus, però, ha scelto di togliere ogni ambiguità: la pista che porta all’argentino non è destinata a prendere quota. Il chiarimento è arrivato con parole semplici e definitive: “Icardi è stata una suggestione post conferenza del mister, ma non c’è stato nulla di più: mi sento di escludere questa operazione”.
Dietro questa posizione c’è una logica chiara. I bianconeri cercano un attaccante da integrare immediatamente nel sistema di gioco, senza stravolgere equilibri o budget. Icardi, oggi leader del Galatasaray, rappresenta un profilo di altissimo livello ma anche un’operazione complessa per ingaggio, tempi e incastri con il club turco. Inoltre, l’eventuale incrocio ravvicinato con la Juventus nel playoff di Champions aggiunge un elemento di contesto che, di fatto, rende l’ipotesi ancor meno praticabile in questa fase.
Il punto di partenza resta la gestione dell’assenza di Vlahovic, alle prese con un infortunio definito importante e con tempi non immediati per il rientro. L’indicazione interna è di muoversi con prudenza: niente forzature, nessun colpo dettato dall’emergenza, ma una scelta funzionale al progetto tecnico e sostenibile sul piano finanziario. La Juventus monitora il mercato alla ricerca di un profilo che garantisca profondità alla rosa, varietà di soluzioni tra i reparti e affidabilità in area di rigore. In parallelo, lo staff sta valutando soluzioni tattiche già in casa, con rotazioni tra gli esterni e l’utilizzo di seconde punte o trequartisti in grado di attaccare la profondità per non snaturare i principi di gioco. Il messaggio che filtra è duplice: da un lato, evitare operazioni di pura immagine; dall’altro, non farsi trovare scoperti nelle prossime settimane, quando si addenseranno appuntamenti cruciali tra campionato e coppa.

La pista Kolo Muani e il muro del Tottenham
Se Icardi scivola fuori dal radar, l’attenzione si sposta su Randal Kolo Muani. Il francese è un profilo che intriga per fisicità, attacco alla profondità e capacità di legare il gioco. Secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, il giocatore avrebbe già vissuto una parentesi di sei mesi in bianconero nella passata stagione: un dettaglio che, se da un lato alimenta le speculazioni sulla possibilità di un ritorno, dall’altro non cambia la complessità dell’operazione. Oggi Kolo Muani è un calciatore del Tottenham, e da Londra il segnale è chiaro: gli Spurs non aprono alla cessione se prima non trovano un sostituto all’altezza. Lo stesso staff tecnico inglese ha espresso stima pubblica per l’ex PSG, riconoscendone l’impatto e l’utilità nel sistema di gioco. Non sorprende, dunque, che la trattativa sia in salita.
La posizione juventina, in questo contesto, è di attesa vigile. L’ha sintetizzata con realismo Giorgio Chiellini: “Siamo in attesa. Kolo Muani è un giocatore del Tottenham, questa è la verità”. Parole che fotografano un equilibrio sottile: la Juventus è pronta a cogliere un’opportunità se si creassero le condizioni, ma non intende entrare in un braccio di ferro senza prospettive concrete. Il fattore tempo pesa: tra registri federali, liste UEFA e incastri di spogliatoio, ogni giorno può spostare gli equilibri. C’è poi il capitolo economico, mai secondario: cartellino, formula e ingaggio devono restare compatibili con i paletti fissati dal club. Sul piano tecnico, Kolo Muani garantirebbe profondità, capacità di attaccare lo spazio e una certa duttilità che consentirebbe allo staff di alternare moduli senza perdere pericolosità in transizione. Ma la sostenibilità dell’operazione è la discriminante. La sensazione è che la Juventus resterà alla finestra finché gli Spurs non daranno un segnale diverso, magari innescato da una mossa a catena nel mercato degli attaccanti di Premier. Fino ad allora, la pista resta viva ma complicata, e ogni accelerata dovrà passare da un via libera che al momento non c’è.

Zirkzee tra United e Roma, equilibrio cambiato dopo il terremoto a Manchester
L’altro nome che rimbalza nelle conversazioni di mercato bianconere è quello di Joshua Zirkzee. L’ex Bologna, oggi al Manchester United, era pronto a lasciare Old Trafford in direzione Roma prima che a Manchester cambiasse lo scenario tecnico con l’esonero di Ruben Amorim. Da quel momento, i Red Devils hanno rivisto priorità e uscite, chiudendo la porta a cessioni non ritenute indispensabili: l’olandese, in particolare, verrebbe preso in considerazione solo davanti a un’offerta ritenuta irrinunciabile. Per la Juventus, che valuta Zirkzee per capacità di raccordo e presenza tra le linee, significa muoversi con estrema cautela, consapevole che i margini di trattativa dipendono prima di tutto dalle scelte del club inglese.
La situazione è fluida ma, al momento, congelata. Il profilo di Zirkzee garantirebbe caratteristiche diverse rispetto a una punta d’area classica: attacco al pallone, tecnica spalle alla porta, rifinitura per i compagni, tutte qualità che possono integrarsi con gli esterni bianconeri e consentire allo staff di gestire in modo diverso il periodo senza Vlahovic. Tuttavia, anche in questo caso, i conti devono tornare: tra richiesta di cartellino, commissioni e ingaggio, l’operazione non è leggera. Inoltre, la variabile tempo è cruciale: con il calendario che si infittisce e il playoff di Champions alle porte contro il Galatasaray, ogni scelta di mercato deve essere funzionale a ottenere disponibilità immediata e impatto reale nelle rotazioni. È qui che si capisce la prudenza emersa nelle ultime ore: nessun azzardo che comprometta gli equilibri economici, nessuna rincorsa a un nome solo per l’effetto annuncio. La Juventus sta costruendo una strategia che contempli piani alternativi, inclusa la possibilità di affidarsi a soluzioni interne e di valorizzare chi ha già conoscenza dei meccanismi tattici della squadra. Se da Manchester dovesse arrivare un’apertura, i bianconeri sarebbero pronti a inserirsi; in assenza di segnali, prevarrà la linea della sostenibilità, con l’obiettivo di arrivare al rientro di Vlahovic con una rosa competitiva, equilibrata e capace di reggere il doppio impegno.