Il mercato NBA si accende attorno al backcourt dei Chicago Bulls. Nelle ultime ore sono emerse indicazioni su tre nomi che avrebbero attirato attenzione concreta da parte di altre franchigie: Coby White, Ayo Dosunmu e Tre Jones.
Tra questi, White viene descritto come il profilo più vicino a un possibile addio prima della Trade Deadline. Sullo sfondo, pesano le scadenze contrattuali di fine stagione e le valutazioni strategiche della dirigenza, alle prese con l’equilibrio tra competitività immediata e sostenibilità salariale. Le prestazioni stagionali e le ambizioni economiche dei protagonisti, unite alle necessità tecniche di chi li corteggia, stanno definendo un quadro fluido ma potenzialmente destinato a produrre una mossa di impatto a breve.

Tre nomi caldi nel reparto esterni e perché piacciono sul mercato
Secondo indiscrezioni, tre giocatori del reparto esterni dei Chicago Bulls sono finiti sotto la lente di diverse squadre: Coby White, Ayo Dosunmu e Tre Jones. Il comune denominatore è la possibilità di aggiungere, con costi differenti, creatività sul perimetro e gestione del ritmo in vista della fase decisiva della stagione.
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White, in particolare, viene considerato il candidato principale a muoversi prima della Trade Deadline: il suo profilo combina punti nelle mani, capacità di iniziare l’azione e un bagaglio ormai consolidato in NBA, fattori che tornano utili a chi cerca immediatezza nell’impatto offensivo dalla panchina o in quintetto.
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Dosunmu, invece, offre una miscela di energia, versatilità e solidità su entrambe le metà campo: è il tipo di esterno che può scalare tra più ruoli, alzare l’intensità difensiva sul punto d’attacco e allo stesso tempo garantire ordine in attacco grazie a letture sempre più mature. Nelle conversazioni di mercato è spuntato anche Tre Jones, profilo che per caratteristiche di gioco e lettura del pick and roll aggiunge un’alternativa di regia classica, utile a chi vuole abbassare il numero di palle perse e alzare l’efficienza nei finali punto a punto.
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L’interesse che circonda questi tre nomi risponde a domande diverse ma complementari: c’è chi cerca scoring immediato, chi vuole braccia e piedi rapidi per allungare le rotazioni difensive, chi punta su un playmaking più “organico”. In questa cornice, il fronte offerte può spaziare da scelte future a contratti in scadenza, passando per giovani da sviluppare: elementi che consentono alle dirigenze di incastrare movimenti tattici e contabili. Per i Bulls, l’appeal generato dai propri esterni è al tempo stesso un’opportunità per capitalizzare e un campanello che costringe a interrogarsi su quali pezzi considerare davvero centrali nel progetto tecnico a medio termine, senza perdere valore nel breve.
Contratti, scadenze e strategia: il nodo tra ambizioni personali e gestione del monte salari
Il contesto contrattuale spiega molto dell’attuale dinamica. Coby White e Ayo Dosunmu sono attesi alla free agency senza vincoli al termine della stagione, condizione che riduce il margine di manovra dei Chicago Bulls: attendere l’estate significa rischiare di perderli a zero, muoverli ora consente di ottenere contropartite. In particolare, White avrebbe rifiutato a settembre un’estensione quadriennale da 87 milioni di dollari, segnale di ambizioni economiche più elevate e di fiducia nelle proprie prestazioni. Questo punto pesa sul tavolo del front office, che parallelamente deve misurare ogni investimento nel backcourt dopo la ricca estensione concessa a Josh Giddey. Tradotto: impegnare un altro contratto importante sugli esterni potrebbe comprimere la flessibilità futura, soprattutto se la struttura salariale dovesse irrigidirsi con bonus, incentivi e scatti previsti dagli accordi collettivi.
Da qui la prudenza nel ridefinire gerarchie e risorse. Dosunmu, pur in crescita evidente, rappresenta un caso diverso: il valore in campo è in aumento e la sua duttilità è preziosa, ma ogni decisione deve essere incardinata nel quadro complessivo delle priorità economiche e tecniche. La dirigenza si muove quindi su un crinale sottile: monetizzare oggi un asset in scadenza oppure rilanciare con un rinnovo e accettare la sfida di un backcourt dalle cifre pesanti. In mezzo, la posizione di Tre Jones come nome circolato aggiunge complessità ai discorsi: la sua eventuale collocazione contrattuale e il tipo di contropartita richiesto contribuiscono a definire quali mosse siano realistiche senza sballare i conti. La strategia, in definitiva, dipende da una domanda cardinale: quale mix di talento sugli esterni garantisce ai Bulls equilibrio tra presente competitivo e sostenibilità economica nei prossimi anni?

Rendimento, identità e scenari verso la Trade Deadline
Le prestazioni degli interpreti offrono ulteriori chiavi di lettura. Ayo Dosunmu sta viaggiando sui migliori numeri in carriera in punti, percentuale dal campo, da tre e ai liberi: un salto in avanti che racconta la sua crescita come finisher e tiratore, oltre alla continuità nel lavoro lontano dalla palla. Non è un dettaglio secondario la sua identità di nativo di Chicago: un fattore emotivo che spesso pesa nelle scelte societarie e nel rapporto con il pubblico, perché ancorare il progetto a chi incarna il tessuto della città aiuta a costruire identità.
Coby White, alla sua settima stagione con i Chicago Bulls, mette insieme medie da 19 punti e 4,7 assist in 28 minuti: numeri che spiegano perché il suo valore percepito sul mercato sia alto e perché, allo stesso tempo, il club non possa prendere decisioni leggere attorno a lui. Un esterno capace di produrre quel volume in tempi ridotti è merce rara, in particolare per squadre che inseguono profondità di rotazione e firepower dalla panchina. Verso la Trade Deadline, lo scenario più chiacchierato resta quello di una partenza di White, con Dosunmu osservato speciale e Tre Jones come pedina che può ridisegnare le gerarchie di playmaking in caso di incastro favorevole.
Per Chicago, il bilanciamento tra presente e futuro ruota su poche leve: massimizzare il valore degli asset in scadenza, preservare identità e spogliatoio, mantenere margini di manovra per eventuali aggiustamenti estivi. Le possibili contropartite? Scelte al draft utili a rimpolpare il capitale futuro, contratti in scadenza per alleggerire il monte salari, o profili giovani da sviluppare accanto a Josh Giddey. Qualunque decisione, però, dovrà tenere conto dell’impatto immediato sulla competitività: l’Est resta denso e ogni tassello perimetrale può spostare gli equilibri nella corsa ai playoff. In questo senso, la prossima mossa dei Bulls dirà molto su come l’organizzazione intende ridefinire priorità, ruoli e ambizioni per il resto della stagione e oltre.
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