La MotoGP 2026 si rimette ufficialmente in moto a Buriram, dove il Chang International Circuit ospita il primo appuntamento stagionale: il Gran Premio di Thailandia. Il semaforo verde, però, non scatta solo in pista. La giornata che apre davvero il weekend è quella della prima conferenza stampa dell’anno, un passaggio tutt’altro che formale: è il momento in cui i protagonisti fissano le gerarchie, mostrano sicurezza o cautela, e soprattutto chiariscono che tipo di stagione stanno per affrontare. In sala stampa, per la conferenza d’esordio, ci sono i primi tre dell’ultimo Mondiale, nell’ordine Marc Márquez, Alex Márquez e Marco Bezzecchi: un trio che racconta già l’essenza del 2026, tra la solidità del blocco Ducati e l’ambizione concreta di chi vuole spezzare l’inerzia.
La cornice thailandese aggiunge un elemento chiave: Buriram non è un circuito “neutro”, perché qui si è chiusa la pre-season e qui sono rimaste impresse indicazioni tecniche pesanti. L’impressione è che la prima gara non sarà un semplice avvio di calendario, ma una sorta di verifica immediata: quanto vale davvero la velocità mostrata nei test, quanto contano i long run, e quanto il caldo e la gestione gomme possono ribaltare in un attimo il quadro del venerdì. In più, il weekend presenta subito un ritmo serrato per chi segue dall’Italia, con sessioni notturne e mattutine, e con la Sprint pronta ad assegnare i primissimi punti della stagione. La sensazione è quella classica dei grandi inizi: tanta attesa, ma pochissimo tempo per nascondersi.
@skysport 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐁𝐞𝐳𝐳𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐩𝐢𝐥𝐨𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐚 𝐁𝐮𝐫𝐢𝐫𝐚𝐦 💭 “Chiaramente spero di lottare per il titolo ma il mio obiettivo al momento è partire meglio rispetto al 2025. Mi piacerebbe partire in un modo migliore, poi sarò aperto a cambiare il mio obiettivo dopo un paio di GP” ⏰ Torna la MotoGP con il primo GP del 2026, in Thailandia: pronti A PUNTARE LA SVEGLIA?!?! Si parte venerdì 27 febbraio con le prove libere alle 04.45 e le pre qualifiche alle 09.00, sabato 28 febbraio alle 04.50 le qualifiche e alle 09.00 la Sprint, domenica 1 marzo la gara alle 09.00. Il weekend di Buriram è da vivere interamente LIVE su Sky Sport MotoGP, canale 208, e in streaming su NOW 🎥 @motogp ♬ suono originale – Sky Sport
La conferenza di Buriram: un messaggio chiaro sulla sfida del 2026
Che i riflettori si accendano su Marc Márquez non è una sorpresa: il campione si presenta al via da riferimento naturale e, in un paddock che vive di percezioni oltre che di dati, ogni parola pesa quasi quanto un giro veloce. Ma la composizione stessa della conferenza di apertura racconta una storia più articolata: insieme a lui ci sono Alex Márquez e Marco Bezzecchi, segnale di un contesto che non vuole ridursi al classico “tutti contro uno”. Buriram diventa così un crocevia di temi, perché a pochi metri dalle moto, nel cuore del primo appuntamento, si intrecciano almeno tre piani: lo status di Ducati, l’ambizione di Aprilia, e la maturazione di un gruppo di piloti che non è più in attesa del “momento giusto”, ma sembra pronto a forzarlo.
Per Bezzecchi la Thailandia ha un sapore particolare: il circuito gli consegna la possibilità di trasformare la pre-season in pressione vera sugli avversari. Quando un pilota arriva al primo weekend con l’idea di poter stare davanti “non solo sul giro”, ma anche come passo e gestione, cambia il modo in cui gli altri lo guardano. E cambia pure il modo in cui lui stesso entra nel fine settimana: non più come sorpresa possibile, ma come attore centrale. In questo contesto, la conferenza stampa non è un rito di apertura: è una dichiarazione di intenti. È lì che si capisce chi punta a correre “in attesa” e chi invece vuole comandare l’agenda.
@skysport 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐨𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢. 𝐂𝐡𝐢 𝐚𝐯𝐫𝐚̀ 𝐢𝐧𝐝𝐨𝐯𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐓𝐎𝐏𝟓 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟔? 🔮💭 ⏰ Torna la MotoGP con il primo GP del 2026, in Thailandia: pronti A PUNTARE LA SVEGLIA?!?! Si parte venerdì 27 febbraio con le prove libere alle 04.45 e le pre qualifiche alle 09.00, sabato 28 febbraio alle 04.50 le qualifiche e alle 09.00 la Sprint, domenica 1 marzo la gara alle 09.00. Il weekend di Buriram è da vivere interamente LIVE su Sky Sport MotoGP, canale 208, e in streaming su NOW 🎥 @motogp ♬ suono originale – Sky Sport
Il terzo elemento è Alex Márquez, spesso considerato un termometro molto attendibile: quando è nel gruppo di testa, significa che il pacchetto Ducati continua a garantire competitività diffusa. E questa è una delle chiavi del campionato: non serve solo un fenomeno davanti, serve una base solida, capace di mettere più moto e più piloti nella lotta. Se questa solidità resta intatta, ogni rivale che vuole ribaltare le gerarchie deve farlo in modo netto, non “a tratti”. Buriram, in questo senso, diventa un banco di prova immediato: perché la pista è già conosciuta da tutti per via dei test, e quindi il margine per le scuse si riduce drasticamente.
Orari, formato e nodi del weekend: prove nella notte, Sprint al sabato e gara alla domenica
Il GP di Thailandia 2026 entra subito nel classico ritmo da “weekend globale” che costringe gli appassionati italiani a riorganizzare la giornata: si gira tra notte e mattina presto, e ogni sessione può spostare equilibri in fretta. Il venerdì è già decisivo, perché le prime prove non sono soltanto rodaggio: servono a impostare assetto, elettronica e strategie gomme in condizioni spesso dure, soprattutto per temperature e asfalto. E chi sbaglia direzione all’inizio rischia di passare il resto del fine settimana a inseguire, invece di costruire.
Il programma, per la classe regina, mette le prime prove libere nella notte italiana tra giovedì e venerdì: la FP1 è fissata alle 4:45, mentre le pre-qualifiche (sessione cruciale per la costruzione del weekend) partono alle 9:00. Il sabato si entra nel vivo con la seconda sessione utile a limare i dettagli alle 4:10, quindi qualifiche alle 4:50 e, soprattutto, la Sprint alle 9:00. La domenica, sempre alle 9:00 italiane, è l’ora della gara MotoGP. Un orario che, di fatto, rende la Thailandia un appuntamento “da colazione” per l’Europa, ma che non cambia la sostanza: chi vuole partire forte nel 2026 deve essere pronto subito, senza il lusso di un avvio graduale.
Il formato moderno amplifica la pressione: la Sprint al sabato è già un test ad alta intensità, con punti in palio e indicazioni molto più affidabili rispetto a un semplice time attack. Buriram, inoltre, tende a premiare chi gestisce bene equilibrio e trazione in uscita, e chi riesce a non far crollare la prestazione quando la gomma posteriore inizia a calare. Questo significa che i team non possono limitarsi a “trovare il giro”: devono capire rapidamente il comportamento della moto sulla distanza, e costruire un assetto che funzioni sia sul ritmo aggressivo della Sprint, sia sulla gestione più complessa della domenica.
Sul fronte televisivo, l’intero weekend è coperto in diretta da Sky, con la possibilità di seguire anche su NOW; in chiaro, TV8 offre la diretta del sabato, mentre la domenica propone le gare in differita. In pratica, chi vuole vivere l’avvio della stagione “in tempo reale” deve mettere in conto sveglie impegnative, ma è un prezzo che molti tifosi considerano quasi parte del fascino della trasferta asiatica: quando la MotoGP riparte da queste latitudini, riparte con un ritmo che non concede pause.

Assenze e sostituzioni: Pirro chiamato a gestire l’emergenza e a dare risposte immediate
Ogni inizio di stagione porta con sé anche un elemento meno celebrato ma decisivo: l’imprevisto. In Thailandia, il tema è l’assenza di Fermín Aldeguer, costretto a saltare il primo appuntamento. La sua mancanza non è un dettaglio secondario: la MotoGP moderna vive di continuità, di chilometri accumulati e di adattamenti sempre più rapidi. Per un pilota, perdere il debutto stagionale significa non solo rinunciare ai punti, ma soprattutto perdere informazioni e automatismi che gli altri costruiranno in condizioni reali di gara.
Al suo posto arriva Michele Pirro, profilo esperto, abituato a salire su moto diverse e a lavorare in contesti in cui non puoi permetterti giornate “di ambientamento”. La sua presenza, però, non va letta soltanto come sostituzione tecnica. Un pilota come Pirro è anche un indicatore: la squadra non sta cercando qualcuno che “tenga la moto in piedi e basta”, ma qualcuno capace di restituire feedback solidi e di portare a casa un weekend pulito, senza trasformare un’assenza in un problema più grande. In un campionato così ravvicinato, un inizio complicato può trascinarsi dietro effetti a catena, soprattutto a livello di gestione interna e pianificazione del lavoro.
Dal punto di vista sportivo, la sfida è doppia. Per Pirro si tratta di entrare subito in un ambiente che va a mille, con una griglia in cui ormai anche il centro gruppo spinge su tempi che fino a pochi anni fa erano da prima fila. Per la squadra, invece, si tratta di salvaguardare l’avvio: raccogliere dati, evitare errori strategici e restare agganciati alla stagione fin dal primo round. Se è vero che i campionati non si vincono a Buriram, è altrettanto vero che possono complicarsi terribilmente già qui, soprattutto quando il weekend è denso e il margine d’errore minimo.
In questo contesto, la gestione dell’emergenza diventa un tema di “mestiere”: non basta sostituire un nome, bisogna sostituire anche il lavoro quotidiano che quel nome avrebbe fatto tra prove, briefing, adattamenti e indicazioni sulla moto. Ecco perché la Thailandia assume un peso specifico ulteriore: non è solo la prima gara, ma è già una verifica organizzativa, oltre che tecnica. E in MotoGP, spesso, le stagioni si indirizzano anche su questi dettagli.