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Sepang, Márquez primo: Quartararo cade, Acosta prende ritmo

marquez in gara

Primo giorno di test a Sepang e il 2026 della MotoGP prende subito forma: il caldo malese, l’asfalto già “gommato” dallo shakedown e un paddock di nuovo a pieno ritmo fanno da cornice a una giornata che si chiude con Marc Márquez davanti a tutti.

Martedì lo spagnolo mette il numero 93 in cima alla lista dei tempi con un 1’57”018 arrivato negli ultimi minuti di attività, precedendo Fabio Di Giannantonio e Maverick Viñales. Non è solo un crono, ma un segnale: l’otto volte iridato si presenta al debutto stagionale con una base solida, mentre il resto del gruppo inizia a costruire il proprio metodo. Brillano la concretezza di Pedro Acosta e il carattere dei piloti della Casa giapponese, mentre il capitolo infortuni registra lo stop di Fabio Quartararo dopo una caduta al mattino. Tra passo, prove di aerodinamica e prime comparazioni tecniche, la fotografia del day‑1 consegna già una gerarchia provvisoria e tanti spunti per la seconda giornata.

@skysport 🎙️ "𝘋𝘶𝘳𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘵𝘵𝘪𝘯𝘢𝘵𝘢 𝘦𝘳𝘰 𝘶𝘯 𝘱𝘰' 𝘳𝘪𝘨𝘪𝘥𝘰, 𝘱𝘰𝘪 𝘯𝘦𝘭 𝘱𝘰𝘮𝘦𝘳𝘪𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘩𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘪𝘯𝘤𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘢 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘳𝘮𝘪 𝘮𝘦𝘨𝘭𝘪𝘰" Le parole di Marc Márquez dopo la prima giornata di test a Sepang 🔜 Test MotoGP a Sepang dal 3 al 5 febbraio. Aggiornamenti sul sito di Sky Sport e ‘Reparto Corse Test MotoGP’ dedicato ogni giorno alle 15:45, alle 19:15 e alle 22:00 su Sky Sport, canale 200 #SkyMotori #SkyMotoGP #MotoGP #Ducati #Marquez ♬ audio originale – Sky Sport

Il sigillo di Marc Márquez apre la stagione dei test

Il lampo che chiude la giornata porta la firma di Marc Márquez. Il riferimento del martedì malese è quel 1’57”018 piazzato a pista in raffreddamento, quando il sole cala, il traffico si dirada e il grip torna a crescere. È il classico colpo da pilota che sente la moto tra le mani e sa come sfruttare la finestra giusta: un giro aggressivo ma pulito, corroborato da una velocità di punta di 345 km/h che racconta quanto il pacchetto tecnico sia già competitivo.

Il contesto non è banale: si veniva da 122 giorni senza MotoGP e lo spagnolo, che ha attraversato un inverno più orientato a palestra e sala medica che a chilometri in circuito, ha chiuso il cerchio con una prestazione costruita con pazienza, salendo di intensità run dopo run. La confidenza con la Desmosedici GP26 è apparsa immediata nelle fasi centrali, ma è nel finale che il numero 93 ha messo insieme tutti i tasselli, segno di una base fisica in crescita e di un adattamento alla ciclistica già molto avanzato.

Vinales

Alle sue spalle ecco due cartoline significative. La prima è quella di Fabio Di Giannantonio, brillante sullo stesso materiale e capace di restare agganciato al riferimento di giornata: un riscontro che conferma la bontà della piattaforma tecnica e il feeling del romano con il pacchetto. La seconda arriva da Maverick Viñales, subito incisivo sulla KTM Tech3 e terzo con distacco ridotto: un dato che vale doppio perché costruito in un contesto di lavoro, non in una caccia al giro secco fine a sé stessa. Nel mezzo, il tracciato malese ha offerto condizioni mutevoli: caldo tropicale nelle ore centrali, fondo più lento per la temperatura alta, quindi un progressivo ritorno a tempi incisivi quando l’asfalto, “gommato” dallo shakedown, ha ripreso velocità. È in quel momento che il gruppo si è lanciato negli attacchi al tempo, e lì Márquez ha imposto il proprio ritmo. Messi insieme i tasselli, il messaggio è chiaro: la combinazione pilota‑moto del catalano è già una base di riferimento, e su quella dovrà misurarsi il resto della griglia nelle prossime 48 ore di test.

Acosta ad Jerez

Pedro Acosta convince: metodo, velocità e margini

Accanto alla copertina del giorno c’è la sostanza di Pedro Acosta. Il murciano ha impressionato per naturalezza, ordine nella guida e capacità di selezionare ciò che conta nel lavoro. A metà giornata aveva già mostrato parziali da top‑3 e fermato il cronometro sull’1’58”313, poi ha gestito con lucidità i run senza cercare l’acuto a tutti i costi. Nel bilancio serale resta nella fascia medio‑alta, distante circa 1”3 dalla vetta, un gap coerente con una prima giornata votata all’esplorazione della finestra operativa della RC16 più che alla ricerca del time‑attack. È proprio questa attitudine a fare la differenza: non un lampo isolato, ma una progressione ragionata che racconta di come il talento stia diventando metodo. Cambi di direzione fluidi, staccate composte, linee pulite: il suo stile ha dialogato bene con l’anteriore nelle fasi di massimo carico e ha restituito dati utili per scegliere la direzione di set‑up già da domani.

Il quadro attorno a Acosta completa la fotografia della “trama arancione”. Il terzo posto di Maverick Viñales con la KTM Tech3 dà spessore a una giornata in cui la Casa austriaca ha mostrato immediatezza e consistenza. In scia si è visto anche Enea Bastianini, riscontro che suggerisce una compattezza di prestazione nelle zone alte della classifica provvisoria. Non è una rivoluzione, ma un segnale: quando piloti con stili diversi riescono a muoversi nella stessa finestra di competitività, significa che la base tecnica consente interpretazioni plurime. Da tenere d’occhio, quindi, il prosieguo dei test sulle comparazioni aerodinamiche e sui pacchetti di scarico: è lì che la piattaforma potrà allargare ulteriormente la finestra di utilizzo e consolidare il passo. Per oggi resta l’idea di una squadra che ha saputo coniugare aggressività controllata e ordine nel lavoro, con Acosta a fare da metronomo e Viñales a certificare, col crono, che la velocità pura c’è già.

@skysport 🎙️ 𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐐𝐮𝐚𝐫𝐭𝐚𝐫𝐚𝐫𝐨 𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐝𝐮𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐡𝐚 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐭𝐨 (𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚‌ 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐮𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐞) 𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐘𝐚𝐦𝐚𝐡𝐚 𝐕𝟒 🔜 Test MotoGP a Sepang dal 3 al 5 febbraio. Aggiornamenti sul sito di Sky Sport e ‘Reparto Corse Test MotoGP’ dedicato ogni giorno alle 15:45, alle 19:15 e alle 22:00 su Sky Sport, canale 200 #SkyMotori #SkyMotoGP #MotoGP #Quartararo #Yamaha ♬ audio originale – Sky Sport

Quartararo, caduta e rientro: l’impatto sul lavoro dei team

Il rovescio della medaglia del day‑1 è arrivato al mattino con Fabio Quartararo. Una scivolata alla curva 5 ha spezzato il ritmo della sua sessione, costringendolo a rientrare ai box e a ricominciare da capo nel pomeriggio. Il francese ha reagito con orgoglio: ha rimesso insieme un 1’57”869 che vale il nono posto di giornata, poi si è fermato in anticipo per una frattura a un dito. Decisione prudente e inevitabile: rientro a Barcellona per accertamenti e test che, per lui, si chiudono qui. La notizia pesa perché toglie chilometri preziosi in una fase in cui ogni run vale un piccolo mattone per costruire la base stagionale. Sul fronte del box, l’assenza riduce il ventaglio di comparazioni immediate, spostando più lavoro su compagni e collaudatori nelle prossime ore.

Nel frattempo, giornata di apprendistato per Álex Rins, sedicesimo nel riepilogo, e giornata molto “da capitano” per Francesco Bagnaia, che ha sacrificato la caccia al tempo sul giro per concentrarsi a lungo sul passo e ha chiuso ottavo. Nella pancia della graduatoria, segnali di risveglio da Honda con Luca Marini e Joan Mir stabilmente in top‑10: più che un risultato, una tendenza da verificare nella continuità. Sul piano tecnico, il secondo giorno dovrebbe spostare l’attenzione su long run e comparazioni aerodinamiche, con l’obiettivo di trasformare i riscontri isolati in trend di prestazione ripetibili. La regola di Sepang è sempre la stessa: chi unisce pulizia di guida e lucidità strategica prende il volo. Oggi hanno “volato” Márquez, con un messaggio da veterano affamato, e Acosta, che continua a trasformare il talento in progetto. Domani la sfida sarà dare profondità a quei segnali, capire come reagiranno temperatura e gomma nelle ore centrali e, soprattutto, misurare il valore del passo su run più lunghi.

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