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Grizzlies aprono alla cessione di Ja Morant: scossone NBA

Risacher Edey Grizzlies

Nelle ultime ore si è aperto uno scenario destinato a scuotere il mercato NBA: i Memphis Grizzlies stanno valutando la possibilità di cedere Ja Morant.

La prospettiva di una svolta così radicale arriva a ridosso della NBA Trade Deadline 2026, fissata per giovedì 5 febbraio, e rimette in discussione gli equilibri di una franchigia che negli ultimi anni ha identificato nel suo numero 12 il volto del progetto tecnico. La sensazione, oggi, è che il futuro della stella possa essere deciso in tempi strettissimi, con telefonate, sondaggi e ipotesi di scambio che si intensificheranno fino al gong.

Memphis Grizzlies v Oklahoma City Thunder
OKLAHOMA CITY, OKLAHOMA – APRIL 22: Ja Morant #12 of the Memphis Grizzlies shoots the ball over Isaiah Hartenstein #55 of the Oklahoma City Thunder in the fourth quarter during Game Two of the Western Conference First Round NBA Playoffs at Paycom Center on April 22, 2025 in Oklahoma City, Oklahoma. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by William Purnell/Getty Images)

Il punto della situazione: Memphis apre a un nuovo inizio

La notizia che rimbalza dagli ambienti del mercato è chiara: i Memphis Grizzlies sono pronti a prendere in considerazione un’operazione anche molto significativa pur di inaugurare un “nuovo inizio”. Tradotto: c’è disponibilità a valutare seriamente la cessione di Ja Morant, il giocatore più rappresentativo dell’ultimo ciclo. È un cambio di rotta che arriva dopo settimane complesse, seguite a una stagione segnata da frizioni e momenti di tensione interni al gruppo.

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In questo contesto, la dirigenza sembra aver scelto la strada della discontinuità, con l’obiettivo di ricomporre dinamiche di spogliatoio e riposizionare il progetto in una fase più sostenibile e coerente con gli obiettivi a medio termine. L’idea non nasce dal nulla: l’avvicinarsi della NBA Trade Deadline 2026 costringe ogni franchigia a prendere decisioni chiare, e Memphis ha deciso di uscire dall’ambiguità, indicando una disponibilità che fino a qualche tempo fa sarebbe parsa impensabile. La centralità di Morant nel sistema tecnico e nella narrazione della squadra rende questa apertura particolarmente rumorosa: significa mettere in discussione non solo il quintetto ideale, ma l’identità costruita attorno al talento esplosivo della propria stella.

Accogliere la possibilità di uno scambio comporta inevitabilmente riflessioni profonde: quali saranno i riferimenti tecnici in campo? Che tipo di leadership emergerà nello spogliatoio? E, soprattutto, quale timeline competitiva vorrà darsi la franchigia per tornare a essere protagonista nella Western Conference? Per ora, non c’è l’ufficialità di trattative avanzate, ma la disponibilità a parlare è già di per sé un segnale strategico forte e inequivocabile.

Gli scenari di mercato e le possibili contropartite

Se davvero i Grizzlies decideranno di imbastire un’uscita di Morant, gli scenari si moltiplicano. Un profilo con il suo impatto tende a generare un mercato complesso, dove entrano in gioco pacchetti strutturati: giovani di prospettiva, scelte al Draft protette o non protette, e contratti utili a bilanciare il salario. In pratica, la classica operazione da “franchise player”, che obbliga tutte le parti a ragionare su asset immediati e futuri. Per Memphis, la priorità potrebbe essere duplice: da un lato ricostruire una base di talento da sviluppare, dall’altro guadagnare flessibilità salariale per intervenire in estate con maggiore libertà.

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Questo tipo di scambio, inoltre, ha un riflesso diretto sul rendimento nell’immediato: senza Morant, cambiano le gerarchie sul perimetro, l’uso del pick and roll, i ritmi offensivi e la distribuzione dei possessi nei finali punto a punto. Una eventuale trattativa, per essere sostenibile, dovrà quindi restituire al coach un mix equilibrato di creatività e playmaking, oltre a garantire profondità in rotazione. Dal punto di vista dell’altra eventuale controparte, l’acquisizione di Morant rappresenterebbe un investimento di prima fascia: un esterno primario capace di spostare l’ago della bilancia in una serie playoff, ma anche una responsabilità nella costruzione di un contesto tecnico, mentale e organizzativo adatto a valorizzarne al massimo le doti. È inevitabile che, nelle prossime ore, diversi front office facciano i loro conti, valutando quanto siano disposti a spingersi in termini di asset e rischi. La posizione dei Grizzlies appare chiara: niente svendite, ma apertura ad ascoltare proposte che garantiscano un rientro di valore e una traiettoria convincente per il progetto tecnico.

Deadline alle porte: cosa aspettarsi fino a giovedì 5 febbraio

Con la NBA Trade Deadline 2026 ormai dietro l’angolo, il timing diventa il primo fattore da tenere in considerazione. Nella finestra che va da oggi a giovedì 5 febbraio, la mole di chiamate, sondaggi e rilanci è destinata a crescere. È in questo frangente che le squadre interessate cercheranno di affondare il colpo, provando a inserire la pedina giusta per convincere i Grizzlies a premere il grilletto. Il meccanismo è noto: si parte da ipotesi ampie, si passa a strutture più definite, fino a trovare un incastro contrattuale e tecnico che soddisfi tutte le parti.

Se l’operazione dovesse concretizzarsi, l’impatto sarebbe immediato sia per Memphis sia per l’eventuale destinazione di Ja Morant: cambierebbero gli obiettivi di breve periodo, verrebbero ridefiniti i compiti in rotazione e si riprogrammerebbero le priorità per il finale di stagione. Se invece non dovesse arrivare l’accordo in tempo, la franchigia proseguirebbe la stagione con la consapevolezza di aver aperto un dossier destinato a riaprirsi in estate, quando il mercato offre margini più ampi e meno compressi dal tempo. In ogni caso, la scelta di mettere sul tavolo la disponibilità a trattare rappresenta un punto di non ritorno: da oggi in poi, la traiettoria dei Grizzlies sarà osservata con attenzione da tutta la Western Conference, perché un eventuale scambio di questa portata potrebbe innescare un domino di contromosse tra contender e squadre in cerca del salto di qualità.

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