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Mercato Inter: Perisic o Diaby, tutto dipende dal fondo

inter dopo un goal

Nelle ultime ore il mercato nerazzurro ha imboccato una stretta che può cambiare volto alla corsa in Serie A: l’Inter valuta l’affondo per Ivan Perisic e, in parallelo, tiene viva la pista che porta a Moussa Diaby.

La roadmap dipende da un fattore esterno ma decisivo: la scelta di un fondo arabo sul quale si sta concentrando l’attenzione dei vertici societari. In base a quel via libera finanziario, la dirigenza potrà accelerare su una delle due opzioni, mentre resta sullo sfondo un’incognita operativa legata al PSV Eindhoven. E intanto spunta un ostacolo “pesante” segnalato da Fabrizio Romano, elemento che può alzare l’asticella delle difficoltà nelle prossime ore di trattative.

Perisic

Le priorità dell’Inter e la variabile del fondo arabo

Il quadro, fotografato nella serata del 28 gennaio, mette l’Inter davanti a una decisione strategica: intervenire subito in attacco/trequarti con un profilo già pronto, oppure attendere l’evoluzione di una situazione societaria che può ampliare o restringere il margine di manovra. La “variabile” è la scelta di un fondo arabo che, con la propria decisione, inciderà sui flussi economici a disposizione nell’immediato. In termini pratici, significa stabilire se procedere con un investimento a impatto limitato ma immediatamente utile alla rosa, o se puntare su un profilo più costoso e proiettato nel medio periodo. In un campionato che non concede pause, questa differenza non è banale: calendario fitto, infortuni da gestire e rotazioni sempre più complesse impongono rapidità d’esecuzione e lucidità di valutazione.

Moussa Diaby in campo

Nel perimetro sportivo, la squadra di Simone Inzaghi ha già mostrato una fisionomia molto chiara, ma la stagione, con obiettivi che vanno oltre il campionato, può richiedere una pedina aggiuntiva capace di cambiare le partite entrando a gara in corso o alzando la qualità in partite a punteggio bloccato. Qui si inserisce la necessità di un innesto che conosca la pressione di vertice, abbia letture tattiche affidabili e garantisca contributo immediato. La scelta del club, dunque, non è solo economica: è anche tecnica e temporale. Un conto è integrare un profilo che ha già dimestichezza con lo spogliatoio e i meccanismi interni, un altro è costruire da zero l’intesa con un calciatore nuovo al contesto. Tutto, però, ruota intorno al timing: senza un segnale chiaro dal capitolo finanziario, il rischio è restare sospesi e perdere finestre di opportunità. È per questo che la partita extra-campo, legata al fondo arabo, vale quasi quanto quella sul terreno di gioco, perché determina quando e come affondare il colpo decisivo.

L’ipotesi Ivan Perisic: perché piace e cosa serve per l’affondo

Tra le opzioni, il nome di Ivan Perisic è più di un’idea. Il croato conosce l’Inter, l’ambiente e le richieste di alto livello: parliamo di un esterno/attaccante capace di interpretare più ruoli, dalla corsia a tutta fascia al ruolo di rifinitore, con il vantaggio di un bagaglio tattico consolidato in anni di palcoscenici internazionali. In uno spogliatoio con ambizioni importanti, un profilo con quella personalità aiuta in termini di leadership silenziosa: saper leggere i momenti, prendersi responsabilità sulle palle inattive, orientare i compagni nei minuti caldi. È un valore che non compare nelle statistiche ma spesso orienta i dettagli che fanno la differenza in primavera.

@skysport 𝐏𝐞𝐫𝐢𝐬𝐢𝐜 🤝 𝐏𝐒𝐕 Nell'ultima stagione ha segnato 16 gol in 35 presenze tra tutte le competizioni, ha vinto l'Eredivisie e ha condotto la squadra agli ottavi di Champions eliminando la Juve ai playoff. "Non solo un giocatore. Un capolavoro", lo ha definito il PSV sui suoi canali social 📷 IPA/Fotogramma #SkySport #SkyCalciomercato #Calciomercato #Perisic #PSV ♬ original sound – Sky Sport

Il tema, come sempre nel mercato, è la fattibilità. Per “affondare” davvero su Perisic serve incastrare disponibilità del giocatore, formula dell’operazione e spazi nelle liste. La prima voce riguarda la volontà tecnica: l’allenatore deve credere che il croato rappresenti un upgrade reale dell’attuale rotazione; la seconda riguarda i costi e le tempistiche, perché una soluzione ponte fino a fine stagione può essere funzionale se sostenibile; la terza è regolamentare, con le note questioni di liste campionato ed europee, spesso più rigide di quanto sembri. Il punto di forza dell’operazione starebbe nella conoscenza reciproca: staff e giocatore parlano la stessa lingua calcistica, riducendo i tempi di adattamento e massimizzando l’impatto già dalla prima settimana.

C’è poi l’aspetto tattico. Perisic garantirebbe ampiezza, cross di qualità e capacità di attaccare il secondo palo, caratteristiche preziose contro difese basse. In più, la possibilità di alternare corsia e zona di rifinitura apre a varianti utili per cambiare inerzia nelle partite sporche. Ovviamente bisogna valutare la condizione fisica attuale e la gestione dei carichi, ma l’idea è chiara: innesto “plug and play” che eleva l’esperienza media del reparto. In questo senso, l’affondo diventerebbe una scelta di pragmatismo: poco tempo per grandi rivoluzioni, meglio un profilo capace di incidere subito. Resta il nesso con il capitolo finanziario: senza il semaforo verde dall’alto, anche l’operazione più lineare rischia di rallentare.

L’alternativa Moussa Diaby e il nodo PSV Eindhoven: scenari e ostacoli

Parallelamente, l’Inter monitora la pista Moussa Diaby. L’ex Aston Villa ed ex Bayer Leverkusen porta in dote velocità, strappo e uno contro uno: l’identikit del giocatore capace di alzare la soglia di imprevedibilità in transizione e in attacco posizionale. In un contesto che spesso affronta blocchi bassi, avere diritto di accelerazione e dribbling sul corto è un’arma che spacca le partite. Ma qui il fascino tecnico si scontra con la realtà del mercato: per questa operazione c’è un “enorme ostacolo” segnalato da Fabrizio Romano, elemento che suggerisce difficoltà sostanziali, verosimilmente legate a valutazioni economiche, ingaggio o tempistiche, variabili classiche quando si entra nel perimetro di profili con mercato internazionale e contratti pesanti.

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Nel frattempo, resta sullo sfondo un passaggio chiave: il riferimento al PSV Eindhoven. La situazione è chiara nei suoi contorni generali: se non dovesse materializzarsi un accordo con il club olandese, l’Inter è pronta a muoversi con decisione su altre tracce, e quella di Diaby è una delle ipotesi sul tavolo. Il perché è intuibile: quando un’operazione si complica su un fronte, conviene tenere vivi piani alternativi con caratteristiche complementari. Diaby risponde a un’esigenza diversa rispetto a Perisic, più orientata alla progressione e alla rottura dell’equilibrio sull’esterno alto, meno alla gestione “esperta” dei momenti. Proprio per questo le due piste non si escludono come profili puramente sovrapponibili: dipende da cosa serve subito e da quanto si può investire ora.